“Eroi” dei nostri tempi

Condividi su i tuoi canali:

Non conosciamo ancora i loro volti ma soltanto i loro nomi, Fleximan e Dossoman. O, almeno, così sono stati ribattezzati gli “eroici” salvatori di automobilisti. Armati di acconci strumenti, flessibile e cacciavite, segano colonnine di Autovelox e svellono dossi artificiali, rispettivamente rilevatori e dissuasori di velocità.

 “Beato quel popolo che non ha bisogno di eroi

Celeberrima e abusata la frase di Bertold Brecht, soggetta fra l’altro a varie interpretazioni… non ultima, quella che indica in un popolo che non ha bisogno di eroi un popolo beato perché tutti hanno la stessa levatura morale. In effetti, un popolo in cui tutti conoscono la generosità dell’anima, la solidarietà umana, il coraggio, l’abnegazione, l’altruismo e lo spirito di sacrificio è sicuramente un popolo beato. Purtroppo, l’Umanità vola decisamente più basso, in ogni tempo.

Con buona pace di Brecht, pertanto, io penso che, invece, gli eroi ci siano indispensabili, per farci sollevare lo sguardo da terra, per mostrarci di quale grandezza, se solo lo volessero, sarebbero capaci gli esseri umani. Quindi nei nostri tempi confusi, contraddittori, amari e cinici, avere qualche stella che brilla, qualche esempio luminoso da seguire o, almeno, al quale ispirarsi, è importante e vitale.

E, a onor del vero, di eroi siamo davvero pieni.

Non esiste una parola più inflazionata, oltre al termine “solare” con quale si definisce di prammatica una persona morta ammazzata. Non c’è vittima di delitto efferato che non sia, infatti, descritta così da amici, conoscenti e parenti. Tornando alla parola eroe, forse dovremmo fermarci un momento a riscoprirne il significato, forse dimenticato dato che si distribuisce “a cani e porci”.

Eroe è il cittadino che si getta nel mare in tempesta per salvare un bambino imprudente che sta annegando; eroe e il comandante che si frappone fra il nemico e i suoi uomini, permettendo loro di mettersi in salvo, anche a costo della propria vita; eroe è il vigile del fuoco che, consapevolmente, entra in una stanza avvolta dalle fiamme, tentando di salvare una vita umana, incurante di sé e della propria incolumità. Sono molti altri, in uniforme o in abiti civili, a meritare l’appellativo di eroe. Consapevolmente, e non perché ci si sono trovati per caso, compiono una scelta della quale conoscono l’enorme rischio; gli eroi compiono azioni che superano e li differenziano dalla media degli altri uomini, per salvare una vita umana, per difendere un ideale assoluto.

Accade, invece, che in una società così affamata di mirabolanti definizioni, così superficiale, così pigra nella scelta delle parole, come la nostra, si esalti come eroe persino il portiere che compie una parata meravigliosa, un goleador che trascina alla vittoria la propria squadra o chi fa semplicemente il proprio dovere. Purtroppo, soprattutto per colpa di certa stampa, grossolana e priva di fantasia, questa etichetta è distribuita a man salva, di fatto  svilendo l’importanza della parola… ma si tratta pur sempre di azioni lecite. Diverso il caso in cui si attribuisca la definizione di eroi a coloro i quali pensano bene di segare gli autovelox, o svitare pazientemente, elemento per elemento i dossi, i dissuasori di velocità, per poi asportarli. Tutto ciò fa molto pensare. Forse è un tantino troppo!

Prima di plaudire ed esaltare questi signori, come se facessero qualcosa di buono per l’Umanità… il popolino dovrebbe pensare che, innanzitutto, le apparecchiature rese inservibili saranno prontamente sostituite, con le stesse finalità di controllare e sanzionare gli automobilisti troppo veloci, o indisciplinati o incoscienti. O tutte e tre le cose messe insieme.

In secondo luogo, come conseguenza delle belle imprese di cui sono piene le cronache, le spese per l’acquisto e l’installazione di altri rilevatori di velocità, di altri dossi artificiali, (ossia beni pubblici) saranno spese ovviamente suddivise e caricate sui singoli cittadini. Anche sugli utenti della strada che, lontani dall’essere “eroi” non si sono mai neppure sognati di danneggiare un rilevatore di velocità o di eliminare un dosso artificiale. Infine, cosa che arrivo a dire riveste importanza anche maggiore, è il fatto non trascurabile che l’assenza di autovelox è considerata dagli automobilisti più incivili come l’occasione per infischiarsene della prudenza e di qualsiasi altra regola della strada.

Quindi, tutto questo entusiasmo, tutto questo giubilo, di fronte alle immagini degli autovelox segati e divelti, o dei dossi asportati … proprio è incomprensibile tanto quanto la definizione di “eroi” appiccicata a chi compie questi reati.

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

ELEZIONI: UN INCONTRO PER LE LISTE

L’ufficio elettorale del Comune di Sassuolo organizza un incontro con le forze politiche che intendono presentare una lista di candidati alle prossime consultazioni elettorali comunali.