Ermete Trimegisto e i maiali

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Il Governo attuale parla di riforme...ma la necessità di modificare l'assetto attuale non era stata dichiarata anche in precedenza? E perché in precedenza si gridava allo scandalo, per ciò che ora è ritenuto indispensabile?

 


“Ciò che è in basso è come ciò che è in alto. E ciò che è in alto è come ciò che è in basso”, così sentenziava Ermete Trismegisto che di ragione, forse, ne aveva da vendere, come l’aneddoto che sto per narrare dimostra.

Un mio parente, sindaco di un paesino del Sannio, veniva continuamente sollecitato ad intervenire d’autorità da due suoi amici, che erano in lite fra loro. Il problema era serio e delicato: entrambi i contendenti erano a capo di un nutrito gruppo familiare, che assicurava un consenso non trascurabile agli Amministratori del Comune.

Numerosi furono i tentativi di imbonire i contendenti, ma quando uno di loro si rivolse ad un legale che inviò al sindaco una nota di protesta, la situazione prese una piega ufficiale, e la Guardia Comunale ebbe disposizione scritta di scortare l’Ufficiale Sanitario sul luogo della disputa.

Antefatto: la lite era scoppiata poiché uno dei due contendenti sosteneva di non riuscire a dormire a causa dei miasmi che si levavano dalla stalla, ove veniva allevato il maiale dell’altro, situata proprio sotto la camera da letto di chi aveva preso a protestare con energia. Ovviamente, alla richiesta di spostare altrove il maiale veniva opposta una strenua resistenza.

Grande fu la sorpresa dell’Ufficiale Sanitario, allorché constatò che sotto la finestra di quella camera da letto non c’era una sola stalla, ma ben due e ciascuna con il suo maiale. “ Di chi è…?.” principiò a chiedere l’esterrefatto Ufficiale Sanitario; la frase gli rimase a metà poiché chi aveva dato il via alla questione sentenziò : “ È Mia! Ma la puzza del mio maiale non mi da fastidio!”.

 

Questo si raccontava “ in basso”, cioè in un paesino del sud, ove i comportamenti, la fede, le superstizioni e la percezione dell’oggi e del domani affondano le loro radici in tempi che precedono la storia, come i reperti del museo del Sannio stanno a dimostrare.

In “alto” attualmente si discute sulla giustizia, sulla legge elettorale, sull’assetto istituzionale, sulla emigrazione nel nostro Paese, sul ruolo dell’Europa, sull’economia e su tutto ciò che si ritiene che sia utile modificare, per andare avanti meglio di adesso.

Ma la necessità di modificare l’assetto attuale non era stata dichiarata anche in precedenza? E perché in precedenza si gridava allo scandalo, e non si riconosceva la opportunità del cambiamento, che attualmente è ritenuto, peraltro a ragione, indispensabile?

Forse Fedro ed Esopo, scrittori dell’antichità classica noti per le loro favole dalle quali traevano insegnamenti morali, avrebbero concluso come segue: ”La storia dei maiali allevati nel paesino del sud insegna che la prospettiva di ottenere prelibate salsicce, stagionati prosciutti, saporiti cotechini e quanto altro possibile di buono, trasforma un insopportabile olezzo in goloso e profumato desiderio”.

Qualcuno ritiene che Fedro ed Esopo redivivi non estenderebbero questa morale a tutte le associazioni umane?

Questo “Qualcuno” se saltasse fuori avrebbe il suo bel da fare, poiché la storiella dei due maiali che somiglia ad una fiaba, ma potrebbe anche essere una fiaba che somiglia ad una storia, si è già diffusa con il vento che alita sul viso di tutti.

 

 

 

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