Eravamo quattro amici al bar

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Forse il rimedio sarebbe, la prossima volta eleggere “i quattro amici”, per dare loro il potere di cambiare il mondo.

Anagraficamente assai distante dalla suggestione di certi suoi brani amorosi, non l’ho mai apprezzato più di tanto, neppure da grande, trovandolo, fra le altre cose, piuttosto antipatico e scostante; gli ho sempre preferito Lucio Battisti.

Ma questo brano di Gino Paoli mi piace, molto, anche se, come donna, non mi ci riconosco del tutto   in quanto al bar, a discutere con  innocente idealismo, con passione e incrollabile fiducia nel futuro, è più facile che ci stiano dei ragazzi, degli uomini, che non le ragazze e le  donne.

Ma appartiene a noi tutti, indistintamente, la voglia e la capacità di discutere, e se invece che il bar è la casa di amici, o il telefono, è bellissimo parlare, mettendoci l’anima, e tutta la passione possibile, per cambiare il mondo.

O almeno per sistemarlo in quelle sue parti non perfette, o addirittura sbagliate, o totalmente ingiuste. La realtà ci si presenta, ponendoci  con asprezza di fronte a dilemmi e domande irrisolte, e nulla  è più avvincente che cercare di porvi rimedio, o almeno di commentarla.

Non sono la prima, ovviamente, neppure sarò l’ultima a parlarne, ma  il treno sequestrato dai tifosi del Napoli, la devastazione dello stesso, gli inermi viaggiatori costretti a scendere, le allucinanti scene di collettiva follia, da giorni mi opprimono. Non solo per la gravità dell’accaduto, quanto per l’incapacità, la resa si direbbe, dello Stato, di fronte a questa marmaglia.

Ed è qui che mi riallaccio ai quattro amici al bar, che sicuramente a tutto questo avrebbero posto rimedio in quattro e quattrotto…

L’uso di idranti, lacrimogeni sparati ad altezza d’uomo, blocco del treno in aperta campagna, unica uscita obbligata per i tifosi, uno per uno identificati, uno per uno graziosamente fotosegnalati e sottoposti alla cerimonia delle impronte digitali, con arresti ed eventuali fermi successivi…Tutto bello, tutto assai giusto, tutto, ahimè, non messo in pratica.

Perchè? Chi ha mancato ai propri doveri d’ufficio?

Certo non gli  agenti, gli assistenti,gli ispettori… no, loro se potessero…  ma chi allora, i dirigenti responsabili dei reparti, i funzionari, il questore…ma no, ci vuole l’ordine del prefetto, del  ministro…Ecco, qui la discussione raggiunge il suo acme.

Con molta facilità, e davvero con encomiabile prontezza, e sviluppatissima  capacità decisionale, si parla di alzare il telefono, spostare centinaia di uomini da un quartiere all’altro, da una città all’altra, se non da una regione all’altra, addirittura… tuonando di sollevamento dall’incarico, di rimozione, di dimissioni esatte da chi si è dimostrato inadatto e incapace di prendere decisioni,  e altro ancora.

 Il top si raggiunge con l’auspicio di un arresto, in massa, di tutti i mille e cinquecento esagitati, facinorosi che dir si voglia, o delinquenti, parola più adatta.

E poi, la soluzione finale, con la destinazione dei suddetti a dei bei lavori impegnativi e socialmente utili. Quando per impegnativi si pensa ad esempio a spaccare pietre sotto il solleone, e socialmente utili perché con quei bei pietroni si potrebbero costruire casette calde d’inverno e fresche d’estate per i poveri, a costo quasi zero.

Chi, più o meno convinto,  più o meno seriamente, non ha detto almeno qualcuna di queste cose?

Credo che tutti noi abbiamo espresso uno di questi pii desideri. Pii perchè sono dettati dalla passione più grande, quella per la giustizia, e pii, anche, perché  assomigliano alquanto alle illusioni. E dire che sembrerebbe tutto così fattibile, così semplice. Qualche volta si esagera, qualche volta l’indignazione  accende gli animi, ma i “quattro amici al bar” che non hanno smesso di sperare per il bene della propria città, della propria regione, della propria nazione, parlano con buon senso, con onestà, con vero desiderio di risolvere qualcosa. E ciò anche per altri campi, come  la Sanità, la Giustizia,  la Previdenza, l’Economia, il Lavoro, la Scuola.  Per me questa è la politica.

Forse il rimedio sarebbe, la prossima volta eleggere  “i quattro amici”, per dare loro il potere di cambiare il mondo.

Sperando che il potere non li guasti.

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