Epidemia di febbre elettorale

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Si parla di soldi,in campagna elettorale, si sa. Una ridda di promesse, alcune nuove di zecca e vecchie riconfermate: allargamento della platea dei beneficiari del bonus da 80 euro, innalzamento a 1000 euro delle pensioni minime, bonus bèbè, rimborsi spese scolastiche, reddito di inclusione, bonus-cultura, dentiere gratuite, aiuti per chi ha animali domestici, etc. Ma lo Stato, come un buon padre di famiglia che deve affrontare delle spese, questi soldi ce li ha? Forse no e forse questo non è nemmeno un buon modo di amministrare la nazione ma  qualche voto in più  lo attira sempre.

 


Quando si vuole riassumere sinteticamente la  nostra situazione politica, si ironizza sulla perenne campagna elettorale nella quale siamo condannati. Ma non mi sembra una forzatura,  tutt’altro. Per tutta la durata della legislatura, (ogni legislatura, non solo questa che si avvia alla sua conclusione)  assistiamo a proclami  con inviti ai cittadini elettori affinchè con il loro voto cambino le sorti della Nazione.  Grandissima verità,  dato che il voto è una meravigliosa opportunità, la più straordinaria e incruenta arma in mano ai cittadini di ogni ceto e colore. E’  davvero ingiusto che un quinquennio sia incentrato prevalentemente su questo, invece che sulla risoluzione dei problemi contingenti, sempre più gravi  ed è insopportabile che, per guadagnarsi il favore degli elettori, si giochi al rialzo, con promesse elettorali sempre più eclatanti, sempre più mirate ad ottenere il plauso di categorie  in difficoltà, sempre più somiglianti al più bieco esercizio politico che si conosca in democrazia, il voto di scambio.  Ma i soldi, per queste promesse elettorali, ci sono?

Forse no, data la gestione non particolarmente attenta e previdente ma possono sempre arrivare, frutto di ulteriori  salassi,  a danno dei contribuenti, soprattutto del ceto medio e medio basso. Il “”voto di scambio””, all’apparenza aspramente condannato e punito, ha in pratica tanti modi di essere espresso…  vera arma in mano ai politici di ogni fazione, colore e risma.

Per la famosa storia  della coperta corta, per poter mantenere certe promesse, necessariamente si dovranno sottrarre risorse a molti altri.

Per non parlare dell’ingiustizia palese e inaccettabile di certi provvedimenti, ammesso che vengano posti in essere:  chi non ha mai lavorato in vita sua (magari facendo cosiddetto “”nero”” a più non posso) prenderebbe una pensione superiore a chi ha lavorato …Per non parlare dell’ingiustizia di  concedere la pensione sociale ai genitori anziani, appositamente ricongiunti agli stranieri in Italia, sottraendo ulteriori disponibilità a chi, per  tutta la vita, ha vissuto, ha fatto la spesa, ha contribuito secondo le sue possibilità allo Stato…
E ancora, per non parlare dell’indiscriminata concessione di benefici, premio alla prolificità, a famiglie che già sono assai prolifiche di loro, a scapito delle famigliole italiane cui, troppo spesso, la ragione impedisce di avere più di un figlio o due, per poter garantire loro una vita dignitosa.
L’elenco è lungo e noioso, come lungo e noioso risulterebbe l’elenco degli uomini politici che sembrano fare a gara a chi promette di più.

 E, a questa febbre da campagna elettorale non sfugge certo il Pontefice che afferma:
“”In molti Paesi si è largamente diffusa una retorica che enfatizza i rischi per la sicurezza nazionale o l’onere dell’accoglienza dei nuovi arrivati, disprezzando così la dignità umana che si deve riconoscere a tutti, in quanto figli di Dio. Quanti fomentano la paura nei confronti dei migranti, magari a fini politici, anziché costruire la pace, seminano violenza, discriminazione razziale e xenofobia, che sono fonte di grande preoccupazione per tutti coloro che hanno a cuore la tutela di ogni essere umano””. (Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace, dedicato al tema “”Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace)

Se non è un discorso elettorale questo…

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Come di consueto,  qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto portano direttamente ai relativi pezzi. Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più facilmente il giornale.

Arrivano i nostri

di A.D.Z.

Autori improbabili: carta sprecata

di Massimo Nardi

Giorno dopo giorno gli italiani scoprono di avere affidato le sorti della Nazione a scrittori (piu’ o meno validi), invece  che a politici esperti. La tragedia e’ che lì paghiamo pure.

Piu’ cultura! Ma cosa significa?

di Alberto Venturi

La scolarizzazione è in costante aumento per numero di anni  passati in classe, però con altrettanta

intensità crescono l’analfabetismo di ritorno, riferito al sapere leggere,scrivere e di far di conto

e l’analfabetismo informatico. Le nuove generazioni sono le più avvantaggiate nell’uso degli

strumenti elettronici, ma si invecchia  precipitevolissimevolmente.

“”Non è amore”” al Teatro Cittadella

di Francesca Mercury

Una serata davvero “magica”: tanti brividi, tanta energia, qualche lacrima ed emozioni  a non finire. Questo è stato il 25 Novembre al Teatro Cittadella. Questo è stato il modo in cui gli organizzatori hanno trattato un tema così “scomodo”.“Time in jazz”

“Time in jazz”

di Roberto Armenia

Quando la musica è arte-cultura, passione ed impegno, è comunicazione, nel tempo e nello spazio. E’ un libro che “dà voce a tutte le persone che hanno fatto e fanno il “Festival jazz di Berchidda”.  Foto di Corrado Corradi.

L’accordo di Parigi sul clima

di Giorgio Maria Cambiè

Un ambientalista scettico, Bjorn Lomborg, ha calcolato che se
tutti i Paesi firmatari del patto di Parigi prestassero fede alle promesse, potrebbe verificarsi nel caso più ottimistico una riduzione di temperatura per la fine del secolo di 0,170 gradi Celsius, ma più realisticamente di soli 0,048 gradi. C’è da tener conto che il margine di errore in entrambi i calcoli è maggiore di quanto non sia la variazione calcolata.

Quotazioni Alterate

di Eugenio Benetazzo

Il mercato ha sempre ragione, imparavi a dire dieci anni fa. Se gli indici salgono, significa che le prospettive di utili attesi in aumento sono credibili e poggiano su fondamentali.Ma il mercato non ha sempre ragione, anzi, spesso si sbaglia più di quello che si creda in quanto è un luogo astratto in cui si incontrano avidità e stupidità provenienti da tutto il mondo.

 

Auguro a  tutti buona settimana e buona lettura del n. 585 – 263.

 

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