‘Energia, Infrastrutture e Ambiente’

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Continua la pubblicazione dei quaderni dell'energia. Altri importanti quesiti ai quali occorrerà dare risposte certe

I Quaderni dell’Energia

#2

Consumi di energia: ancora nuovi record

Importeremo troppo gas? Dove verrà stoccato

ing. Giuseppe Venturi

 

Nel 2007 ancora consumi record di energia

 

Gas ed Energia Elettrica

 

Il 17 Dicembre scorso i consumi di energia elettrica, in gran parte prodotta col gas, hanno fatto segnare il nuovo record assoluto di 56.810 megawatt, e nello stesso periodo le importazioni di gas hanno superato i 272 milioni di mc giornalieri, mentre gli stoccaggi immettevano in rete più di 138 milioni di mc, e la produzione nazionale ne aggiungeva altri 23 milioni. Il consumo totale di gas nei giorni prima di Natale ha avuto un picco giornaliero superiore ai 420 milioni di metricubi.

Il 2007 è finito con una giacenza negli stoccaggi sotterranei di modulazione stagionale ridotta a circa sei miliardi di mc di gas, a fronte di uno stoccaggio massimo di 8,3 che era disponibile a metà Ottobre, a fine fase di riempimento. L’erogazione di gas dagli stoccaggi, erogazione che viene fatta per fare fronte alle richieste di mercato lasciate insoddisfatte dalle importazioni e dalla produzione nazionale, è iniziata il 20 Ottobre scorso.

 

 

La capacità attuale di importazione di gas è più che sufficiente,

lo stoccaggio resta critico

 

< span style="FONT-SIZE: 10pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt"">Gli stoccaggi sono anche oggi insufficienti a garantire la sicurezza

 

Già oggi con una erogazione giornaliera massima di 138 milioni di mc dagli stoccaggi, le scorte di 8,3 miliardi si esaurirebbero in meno di 70 giorni, quando dovrebbero durarne almeno 140. Ne deriva una criticità nel potenziale di stoccaggio che è rimasto invariato per oltre venti anni quando i consumi e le importazioni aumentavano notevolmente. Ma le cose peggioreranno rapidamente perché si stanno incrementando enormemente solo le capacità di importazione e non quelle di stoccaggio.

 

 

La capacità di importazione, già oggi superiore al necessario, viene ancora incrementata

 

Contrariamente all’opinione comune, la capacità di picco di importazione del sistema attuale dimostra che non vi è necessità di aumentare la capacità di importazione via gasdotto, mentre è possibile, anzi desiderabile incrementare il numero dei rigassificatori per diversificare gli approvvigionamenti e per potere acquistare dal miglior offerente, così da potere ridurre i prezzi di vendita del gas. E’ anche assolutamente necessario ampliare le nostre capacità di stoccaggio per adeguarle all’aumento delle importazioni.

Se il sistema attuale ha permesso di importare in un giorno 272 milioni di metri cubi, mantenendo la stessa portata per tutto l’anno potremmo raggiungere un potenziale di importazione nel 2007 di oltre 99 miliardi di mc ai quali vanno aggiunti gli 8 miliardi di produzione nazionale, raggiungendo così 107 miliardi a fronte di un consumo interno stimato per il 2007 di 84 miliardi. Non abbiamo potuto però fare funzionare i gasdotti sempre al massimo per insufficienza di capacità di stoccaggio.

Aggiungo anche che disporre di grandi capacità di stoccaggio giovanon solo contro le emergenze ed i blackouts, ma anche al mercato perché permette di acquistare il gas in quantità, stoccandolo, nei momenti in cui il prezzo è più basso, con giovamento per l’economia nazionale.

 

 

Nel 2011 avremo una capacità di importazione tripla rispetto a quella attuale e quasi doppia rispetto alle necessità

 

Entro il 2008 l’importazione verrà ulteriormente incrementata di 8 miliardi di mc col rigassificatore di Rovigo, di 3 col potenziamento del gasdotto dalla Tunisia, e di altri 3 col potenziamento del gasdotto TAG dall’Austria-Russia, raggiungendo così un potenziale massimo di 121 miliardi.

Nel 2008 si prevede un consumo di gas di circa 86 miliardi di mc. 

 

Nel 2011 poi sono in arrivo altri 40 miliardi di mc con ulteriori potenziamenti di gasdotti esistenti e con la costruzione di nuovi gasdotti dal NordAfrica (Galsi), dall’Albania (TAP) e dalla Grecia (IGI), e il potenziale di importazione raggiungerà 161 miliardi.

    Non abbiamo tenuto conto del contributo dei futuri mega-gasdotti europei dalla Russia: il South Stream, il North Stream, il Blue Stream, il ‘Nabucco’, che avranno portate immense, una parte delle quali riservata all’Italia.

Ma non basta, ci sono richieste di autorizzazioni per altri nove rigassificatori che, se realizzati, aggiungeranno altri 74 miliardi di metricubi: questo aumenterebbe il potenziale di importazione a ben 235 miliardi di metricubi. Cifre da fantascienza. Certamente ci si fermerà prima, molti progetti verranno eliminati, ma non è errato pensare che nel 2011 avremo un potenziale di importazione di circa 170-200 miliardi di mc. a fronte di un consumo interno di circa 92-98.

Ne deriva che probabilmente l’Italia diventerà ‘HUB’ europeo per il trans
ito del gas dal Nordafrica, dalla Russia, dall’Asia Centrale e forse anche, via rigassificatori, dal Medio Oriente, Qatar ed Iran in particolare, senza escludere l’Egitto e l’Africa Equatoriale (Nigeria).

 

L’allarme stoccaggi resta, anzi sarà più alto.

 

Ma vi è un allarme: per importare nel 2011 200 miliardi di mc di gas l’anno, quasi il triplo di quanto importiamo oggi, significa poterne ricevere una media di 548 milioni al giorno, il triplo dei nostri consumi estivi previsti. La domanda è: la differenza tra importazione e consumo interno dove la mettiamo? Possiamo riesportarla tutta? Perché il 70% delle nostre importazioni sono legate a contratti di acquisto sono del tipo ‘take or pay’ di durata superiore ai 10 anni, cioè abbiamo garantito un acquisto prestabilito, e se non lo raggiungiamo, lo paghiamo ugualmente ‘come se’. E a pagare sarà sempre il consumatore finale. Meglio quindi potere ‘mettere via’ in stoccaggio il gas comunque pagato e che non consumiamo perché indubbiamente, verrà ‘buono’ più tardi.

Detto diversamente, l’ottimizzazione della capacità di importazione è anche legata alla elevata dimensione dei siti di stoccaggio rispetto ai consumi complessivi: ovvero, il ciclo di invaso e svaso degli stoccaggi consente di ottimizzare il profilo di utilizzo della capacità d’importazione associata ai contratti take or pay.

Oggi abbiamo una capacità di stoccaggio totale di 13 miliardi di mc a fronte di una importazione di circa 75 miliardi, pari quindi al 17%. Una analisi rapida fa vedere che se nel 2011 vogliamo conservare una capacità di stoccaggio totale pari al 17% della quantità del gas importato che sarà di 200 miliardi di mc, dovremo più che raddoppiare la capacità di stoccaggio odierna che è di soli 8,3 miliardi di mc. per la modulazione stagionale più 5 miliardi di riserve strategiche.

Se per costruire una infrastruttura di stoccaggio sono necessari almeno otto anni, risulta evidente che lo squilibrio, già sensibile ora, nel 2011 sarà estremamente critico.

 

 

Le licenze per nuovi stoccaggi non partono

 

Ci si aspetterebbe un intervento rapido del Ministro Bersani per risolvere il problema, e invece pare che il ministero, che si chiama ‘dello Sviluppo Economico’, cerchi di frenare se non addirittura sabotare l’attività imprenditoriale dei privati. L’ultima gara per cinque nuove strutture di stoccaggio in campi a gas depletati è stata indetta nel lontano Settembre 2006. Riguarda le concessioni di Bagnolo Mella (Brescia), San Benedetto (Ascoli Piceno), Piadena Est (Cremona) e Romanengo (Bergamo-Cremona). I nomi degli operatori interessati a quattro dei cinque progetti messi a gara e le cui domande sono state ritenute ammissibili, sono stati resi noti dal Ministero per lo Sviluppo Economico solo in ottobre 2007. Tra gli operatori interessati: Gaz de France e Acea, Hera-Vng Gas, Sorgenia, Edison, Northsun Italia, Geagastock-2BEnergia-Enova, Blugas Infrastrutture, Enel Trade, Gas Natural, Gas Plus Storage.

Il termine del 18 gennaio 2008, entro il quale si sarebbe dovuta effettuare la selezione definitiva tra i candidati che hanno presentato offerta, è purtroppo destinato a slittare. E una data precisa, a questo punto, non ci sarebbe ancora. A motivare il rinvio, sempre a quanto risulta, problemi di ordine amministrativo. Motivi pretestuosi perché in realtà la vera ragione sarebbe che il ministero non avrebbe ancora costituito la commissione incaricata di selezionare i progetti. E il progetto di stoccaggio della IGM a Rivara, iniziato cinque anni fa, sembra essere stato messo in ibernazione dalla commissione di VIA del ministero dell’Ambiente del Pecoraro-Scanio che lo ha fatto soffocare tra le carte. Semplicemente scandaloso.

Le decisioni ministeriali romane hanno dato questi risultati: si permette di investire forse troppo nei gasdotti per aumentare le capacità di importazione senza diversificazione, e certamente troppo poco, praticamente nulla per la sicurezza degli approvvigionamenti, sicurezza  che è data dalle infrastrutture di stoccaggio e dagli impianti rigassificazione. Siamo diventati un paese che, dopo avere rinunciato al nucleare, ha accettato di subire il giogo del monopolio del gas d’importazione che per due terzi viene via gasdotto dalla Russia e dalla Algeria.

Lo squilibrio del mix dei paesi fornitori resta grave, quello della struttura rete gas italiana di importazione e di stoccaggio aumenta, e con essa aumenteranno anche i costi del gas per l’industria, costi che sono già oggi tra i più alti d’Europa.

 

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