Emergenza carceri: questa mattina la visita del parlamentare Vaccari e del Consigliere regionale Sabattini al S. Anna di Modena

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Gli esponenti DEM: “Sovraffollamento e carenza di personale che, nonostante gli sforzi di chi si impegna, rendono la situazione precaria, specchio di una gestione del tema carceri che sceglie il populismo invece che la soluzione reale dei problemi”

Anche qui a Modena i dati testimoniano del sovraffollamento del carcere, con una capienza di persone detenute che è oltre il 50% in più di quella massima, con 535 unità su 382 posti di capienza, dei quali 370 in detenzione definitiva, con un aumento di 100 unità in più solo nell’ultimo anno per effetto dei provvedimenti del Governo e della saturazione di altre carceri della regione. A fronte di questo numero, ci sono 40 agenti di polizia penitenziaria in meno della pianta organica prevista, 217 rispetto ai 257 che dovrebbero esserci, ovvero un agente ogni 50 persone o 75 agenti per turno”: queste le parole del parlamentare Stefano Vaccari e del Consigliere regionale Luca Sabattini, i due esponenti del Partito Democratico che questa mattina hanno visitato la casa circondariale di S. Anna di Modena, nell’ambito dell’iniziativa ‘Bisogna aver visto’ del PD, che si sta svolgendo su tutto il territorio nazionale.

“Nonostante queste condizioni di precarietà – proseguono i due esponenti DEM – l’assistenza alle persone recluse è buona, e rispetto al 2020, anno della rivolta, c’è stata una drastica diminuzione della somministrazione di farmaci, e questo è uno tra i dati maggiormente positivi che abbiamo riscontrato. Anche i progetti di volontariato e apertura alla città, oltre che la collaborazione con l’Azienda USL, contribuiscono a rendere meno gravosa, per quanto possibile, la condizione delle persone detenute.

Certo, le oggettive condizioni di carenza di personale impediscono di fatto lo sviluppo di maggiori progetti e attività volte alla rieducazione e al reinserimento che, lo ricordiamo, dovrebbero essere gli obiettivi della pena.”

“Tuttavia, a livello nazionale – concludono Vaccari e Sabattini – il quadro è, se possibile, ancora più fosco, come emerge dai dati del rapporto presentato oggi dall’Associazione Antigone – che registra un aumento dei suicidi. Una situazione che non può essere risolta con la costruzione di nuove carceri: come riporta l’Associazione, infatti, i tempi medi di costruzione sono di 8-10 anni, con un impiego di circa 30 milioni di euro per una struttura capace di contenere 400 persone: il che significa, con i numeri attuali, 40 nuove carceri per un costo di 1 miliardo e 200 milioni di euro.

L’utilizzo della pena a fini populistici che il Governo sta effettuando aggrava il problema, con un livello di affollamento che non si registrava da oltre 10 anni, ovvero da quando l’Italia fu condannata dalla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo.

Alle persone detenute, agli agenti che ne hanno la custodia, ai cittadini servono soluzioni autentiche, efficaci, e non slogan che non fanno altro che nascondere un problema che, oltre a rappresentare una palese violazione dei diritti di quanti si trovano reclusi, contribuisce, sul medio periodo, a generare le condizioni per l’esplosione di una vera e propria bomba sociale. Com’è possibile la rieducazione dei detenuti, in condizioni simili?”.

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