Elezioni Regionali 2014

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Salvini , ha saputo scippare alla destra italica degli argomenti tanto cari agli italiani che amano il tricolore e guardano con sospetto la bandiera con il guerriero e il verde sole delle Alpi. 

 

Se la ride e se la canta comodamente seduto in poltrona, o almeno io lo vedo così. Stefano Bonaccini,  quarantasette anni ed una vita in politica, in questo spazio di tempo, una cinquantina di giorni, aspetta lo scoccare delle ore 24 del giorno 23 novembre per aggiungere l’ennesimo scranno alla sua collezione, già ricca. La prima pagata dal contribuente, fu di Assessore Politiche giovanili alla cultura allo sport e al tempo libero nel comune di Campogalliano, poi via-via, sempre più in alto.

Ora lo aspetta la presidenza della Regione Emilia. Il patema d’animo, caso mai, spetta ai candidati del PD, che se la giocano alla roulette delle preferenze. Una lista di ex sindaci, di ex vice sindaci, di ex assessori e naturalmente di consiglieri regionali uscenti che il Pd deve ricollocare. Fa eccezione la giornalista Annalisa Valdelli. Citando una nota pubblicità – Ti piace vincere facile -, Bonaccini, non ha rivali. Sarà una campagna elettorale di una noia mortale. L’unico motivo per cui varrà la pena  aspettare i risultati, sarà quello di vedere con quale aumento percentuale gli italiani  non andranno a votare e come i candidati della Lega Nord Padania sapranno capitalizzare il Salvini-Le Pen pensiero.

Infatti, Matteo, ha saputo scippare alla destra italica degli argomenti tanto cari agli italiani che amano il tricolore e guardano con sospetto la bandiera con il guerriero e il verde sole delle Alpi. Un Matteo Salvini che porta in Piazza Duomo a Milano 100.000 persone, secondo gli organizzatori della manifestazione (la metà secondo altre fonti) che non si preoccupano di essere chiamati razzisti dalla solita sinistra buonista dei salotti milanesi e, meno buonista, dei centri sociali.

E qui nasce il dubbio che la frase di Voltaire – Non condivido la tua idea, ma darei la vita perché tu la possa esprimere – sia, per certe persone, aria fritta. Se tu esprimi la tua idea che bisogna accogliere tutti i disperati che provengono dall’Africa, perché non sei disposto ad ascoltare la voce di chi cerca di dire che non si possono accogliere tutti per una serie di svariati motivi? 

Concludo ricordando com’è stato accolto Beppe Grillo nella sua Genova, in visita dopo, la tragedia annunciata, dell’inondazione. Sommerso da insulti, ha lasciato mestamene la città. Strana la politica e strano quello che passa per la testa della gente. Il cittadino genovese che nell’immagine popolare è descritto come taccagno, dal braccino stretto o avaro, è anche un po’ scarso di memoria. Rimanendo nel breve tempo, dal 1992 ad oggi, salvo un breve periodo (circa sette mesi nel 1993), la città è stata governata da sindaci di sinistra o di centro sinistra. La provincia dal 1993 fino allo scioglimento nel 2012, sempre da governi di sinistra.  La Regione Liguria, sempre dalla sinistra dal 1994 al 2005. Parentesi: dal 2000 al 2005 Forza Italia e poi ancora sinistra. Fra questi merita una menzione Marta Vincenzi. La signora nominata è stata due volte presidente della provincia e sindaco della città. La stessa persona dell’alluvione del 2011. Ma belin (come si dice a Genova), cari genovesi, potete anche votare qualcun altro che risolva il problema di questi torrenti. 

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