ELEZIONI POLITICHE 9 aprile 2006 IL COMMENTO DELLA SETTIMANA

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Questa pagina è riservata ai cittadini che intendono esprimere il proprio pensiero sul dibattito e il confronto pre elettorale in corso. Verranno accettati e pubblicati solo gli interventi debitamente firmati.

 

L’idea è di rappresentare il pensiero e la voce dei lettori di Bice, perciò non saranno presi in considerazione comizi o interventi di propaganda fine a se stessa. Invitiamo pertanto chi fosse interessato ad inviare il proprio pensiero a riguardo, alla redazione:  redazione@dabicesidice.it ricordando che fra i contributi pervenuti ne verranno pubblicati uno o due fra i più rappresentativi e solo se corredati dei dati identificativi l’autore.

 

 


Sono andato al congresso dell’Udeur a Napoli.

 

Mi sono recato spinto da una mia ricerca frutto di una insoddisfazione politica dovuta da ciò che offre oggi il “convento”.

Sono andato per capire cosa c’è oltre l’immagine degli avversari  che  dipingono l’UDEUR, come un partito  fondato da reduci democristiani solamente allo scopo di ritagliarsi fette di potere a loro personale ed esclusivo vantaggio. Sono andato perché io, uomo di centro, non mi rassegno al fatto che l’unica  domanda da fare in questo paese ansimante  sia  se sei con Berlusconi o con Prodi; sono andato per verificare quanto fattibile sia la mia  convinzione che occorra oggi un grande centro politico, capace di fare sintesi a livelli più alti tra le diverse tensioni contrapposte presenti ogni giorno in una società complessa, segmentata e articolata come la nostra.

E mentre questo centro non c’è, le posizioni estreme ( con Forza Italia in testa) sempre più ci consegnano il nostro paese con questi nuovi traguardi:

Al primato della politica si è sostituito quello dell’economia e del suo sviluppo senza intoppi, ma nella classifica delle prime cento aziende del mondo sono sparite quelle italiane; perché siamo al declino.

Non sappiamo quale è lo stato di salute della nostra cultura, del nostro sapere , della nostra sapienza e della nostra ricerca  rispetto agli altri paesi noti e meno noti del resto del mondo.

Siamo un paese in declino che deve rilanciare uno sviluppo , ma non chiariamo con quali costi e perciò come e quanto uno sviluppo futuro  sarà  sostenibile.

Assistiamo ad una gara a chi fa programmi elettorali più voluminosi e più ricchi, spesso non sapendo e non curandoci se sono più densi di valori o maggiormente di disvalori se saranno minimamente attuabili o da rilegare tra i libri dei sogni. Mi interrogo se c’è rimasto ancora qualche “retrogrado”  o qualche forza politica fuori moda che timidamente oggi si preoccupi ancora di chiedere o proporre  progetti al servizio dell’uomo più che ostentare proclami di progresso”anche se deteriori e anti persona.

Non mi convince una  politica che illude il paese con un grande sogno che consiste nel non pagare le tasse.

Sono indignato dello sgangherato dibattito in corso  lungo la penisola che individua come credibile se non ineluttabile un futuro scontro epocale tra l’occidente e il fanatismo islamico. Una Italia miope che invece guarda alla Cina come un paese che deve preoccupare solo come grande gigante economico, mentre il suo essere “comunista” solo come  un fastidioso , ma innocuo sassolino in una scarpa.

Da Modena , con questi interrogativi mi sono recato a Napoli al congresso dell’Udeur:

Ho trovato in quel consesso l’abilita politica di persone che hanno saputo tenere il partito su posizioni di frontiera. Una capacità di proposta aperta che gli permette di non farsi fagocitare o inghiottire da nessuno degli opposti schieramenti .

Una provocazione mirata a riprendere il filo della testimonianza dei cattolici democratici per ripensare ad una nuova stagione di proposte e idealità politiche. Una suggestione per una nuova scommessa fatta forse di “lacrime ,sudore e sangue”, ma anche di una speranza di un nostro futuro costruito a misura di noi uomini liberi con i nostri valori  ritrovati.

Credo si possa fare. Voterò per l’Udeur, l’accento meridionale di Mastella o quisquiglie  e menate varie , a me modenese doc, non me ne può importare di meno: voterò UDEUR perché il suo progetto è ambizioso e stimolante.

 

Mauro Paganini

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