Elezioni in Grecia

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Vince il lato umano della politica.   Sconfitta la troika egoista, di chi non ha mai dovuto cercare le bucce di patate nella spazzatura, come in tempo di guerra. 

I greci hanno scelto. Dopo avere assaggiato per alcuni anni l’aiuto della Troika e seguito la loro ricetta, hanno deciso di dire basta alla politica di austerità che ha portando il paese ellenico sulla soglia della povertà. Per altro, è ancora da dimostrare che tale politica di rigore possa produrre risultati positivi nel breve tempo. La vittoria di Alexis Tsipras, leader di Syriza, è stata schiacciante. Il 36,30% degli eredi di quella che è stata una delle principali culle della civiltà, l’ha votato. Sono 149 i seggi conquistati dal partito di sinistra: sfiorata la maggioranza assoluta di 151 seggi su 300. Infatti, ne mancano due al giovane partito di sinistra. Ad ovviare a tale mancanza  è arrivato l’aiuto del partito nazionalista di centro destra An.El. Altro dato da non sottovalutare è quello che, sommando i voti di Syriza con quelli dei comunisti del Kke (5,46%), dei neo nazisti di Alba Dorata (6,32%) e An.El. (5%), la vittoria di chi non ama quest’Europa unita, supera il 50%.

Questa vittoria, è anche quella di tutti i chi non ha mai amato l’UE e apre un precedente che qualcuno definisce pericoloso, perché potrebbe essere seguito da altre nazioni che si trovano, o si potrebbero trovare in un prossimo futuro, nella stessa situazione della Grecia. Parliamoci chiaro: se le proposte di Tsipras per trovare una soluzione alla crescita e a migliorare le condizioni economiche del proprio popolo avessero un effetto positivo, la ricaduta in termini elettorali sarebbe la manna dal cielo per i partiti degli euro scettici. Poniamo l’accento sul Front National di Marine Le Pen in Francia, della Lega Nord di Matteo Salvini e di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. Da notare che in tutti i tre casi ci troviamo di fronte a partiti che sono l’opposto come ideologia a Syriza, ma che in Italia si sono accollati l’onere di difendere le categorie ormai più deboli. Da Berlino arriva il monito – Gli impegni, vanno rispettati -. In altre parole: voi greci dovete continuare a mangiare le bucce di patate fino a che non ci avete ridato i soldi. Come sono umani. 

Non c’è da scherzare. I talk show mandano sempre più spesso in onda interviste di operai, pensionati e piccoli imprenditori che urlano la loro rabbia riguardo l’aumento delle tasse e l’invenzione di nuove. Un esempio: nel dibattito serale di domenica sulla La 7, un cittadino denunciava che  un terreno franato da una montagna, veniva strasformato dallo Stato in terreno semi agricolo. Frutta che marcisce sugli alberi, perché le sanzioni alla Russia ne vietano l’esportazione, ecc, ecc. Gli esempi sono tanti.

Ironicamente mi viene da pensare che la venuta della simpaticissima, si fa per dire, signora Angela Merkel, sia per tastare il polso al giovane Matteo, al fine di capire se sarà capace di fare digerire agli italiani le nuove manovre d’austerità, disinteressandosi alla protesta che cova sotto le ceneri e che potrebbe esplodere a breve.

Anche in Italia ci sono delle elezioni. Quelle del Capo dello Stato. Chi sarà il nuovo inquilino del Quirinale, resta ancora un mistero. Certo, si fanno, dei nomi, ma tutto dipenderà dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi che in tasca tiene il nome del prescelto. Di certo sarà come le volte precedenti. Un uomo che è eletto tramite accordi fra capi partito che impongono ai loro sottoposti di fare come le tre scimmiette: non vedere, non sentire, non parlare  e, aggiungiamo noi, turarsi il naso -. Lo stesso primo Presidente della Repubblica  (quinto capo dello Stato Italiano) Enrico De Nicola, fu eletto perché doveva, visto il risicato (e da parte monarchica contestato) scarto dei risultati del referendum istituzionale, essere un monarchico.

 

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