Elezioni in Germania

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Avanza l’A.F.D. , Alternative fur Deutschland. Becero populismo o, forse, sano buon senso che manca totalmente a chi ci governa?


 

 Nuova batosta elettorale per frau Angela Merkel. Nelle    elezioni regionali a Berlino il partito della cancelliera, la    CDU, perde il 5,7% dei voti, mentre l’SPD, che rimane     il partito di maggioranza, perde il 6,7% dei consensi.       Bene gli altri partiti dai Verdi ai comunisti di Linke che    confermano la forte base di sinistra di quella regione.

La vera sorpresa, però, è il risultato di Alternative fur Deutschland (AFD) che ottiene un sorprendente 14.2 %, in un’area della Germania che, come sopra detto, ha sempre avuto tendenze di sinistra. Alcuni buontemponi dell’ informazione si sono subito precipitati a scrivere che non c’è stata la vittoriosa e travolgente avanzata che AFD aveva avuto qualche settimana prima in Meclemburgo-Pomerania Anteriore. Da garantista di tutte le idee, penso che un partito, nato in poco tempo e che ottiene risultati elettorali sopra il 10%, può raccogliere il sentimento di malessere di una nazione espresso con regolare voto democratico. Ora, se una parte del popolo tedesco, decide di sua spontanea volontà (e non con una Luger puntata alla nuca), di dare il voto a un partito anti-islam, anti-immigrazione selvaggia e anti euro, questo deve essere accettato, come noi ora accettiamo il pensiero dei “volemoce bene a tutto campo” di chi vorrebbe trasformare l’Italia in un nuovo prolungamento dell’Africa settentrionale. Toppo duro il mio pensiero? Lascio il giudizio al lettore. Se, però, così non fosse, allora chi fa politica perché ha ricevuto il mandato dagli italiani (con l’attuale sistema elettorale si fa per dire) deve trovare una soluzione. Soluzione che, purtroppo, non si trova o non si vuole trovare, preferendo andare avanti alla giornata, facendo così doppiamente male. Prima di tutto nei confronti degli italiani che vivono questa situazione come un peggioramento della loro vita. Sia nei confronti di coloro, che giustamente, scappano da zone di guerra o di pulizia etnica. Invece, si preferisce buttarla in caciara: in altre parole, trasformare la giusta protesta dell’italico popolo in una guerra fra poveri accusandosi a vicenda. Destra e sinistra usano le solite motivazioni.  – La colpa è tua che arricchisci le cooperative (la destra). No, la colpa è tua che hai firmato il trattato di Maastricht (la sinistra) -. Una partita a ping pong, infinita e, diciamolo (con un delicato eufemismo perché il termine dovrebbe essere molto volgare), un po’ stucchevole. Siamo al livello del nulla.

Per rimanere in termine di nulla parliamo (o meglio leggiamo tra le righe) di ciò che è emerso da recente vertice dell’UE a Bratislava sul problema dell’immigrazione. I paesi che si sono blindati o che pensano di blindarsi per il prossimo futuro, prendono tempo. Tanto, il problema, per il momento, è solo dell’Italia. Matteo Renzi ha provato a fare la voce grossa: mal gliene incolse. Gli è stato subito sussurrato. – Buono, o ti mandiamo gli ispettori a controllare il bilancio e non ti diamo lo sforamento -. Fantasia? Come il solito a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.

Questa volta con la perla della settimana è legata alla situazione di Ventimiglia e la vogliamo buttare sull’ironico. Nell’etere sono passate le immagini dell’euro parlamentale Cecile Kyenge che si è recata nella città ligure a un convegno sull’immigrazione. La Kyenge ha ripetuto quanto sopra scritto, parlando di cose dette e ridette all’infinito. La butto in ridere: la sua visita mi ha ricordato una vecchia canzone portata al successo dall’Equipe 84, ma scritta da un grande cantautore Paolo Conte, che racconta. –  Una giornata al mare …, sono venuto a vedere quest’acqua e la gente che c’è …-. Cambiate qualche parola e vi divertirete.

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