Elezioni, episodi di irregolarità

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Riportiamo all’interno alcune segnalazioni riscontrate da elettori nelle stanze adibite per le operazioni di voto

Gruppo Consigliare di Alleanza Nazionale

 

Interrogazione URGENTE con risposta del Sindaco sul deprecabile incidente capitato al seggio tra uno scrutatore ed un elettore

                                                                Premesso

che nei giorni 13 e 14 aprile 2008 erano previste le Elezioni nazionali per i rinnovo del Parlamento italiano;

                                                               considerato

che il rispetto delle Idee politiche e religiose di tutti  è non solo previsto in parecchi articoli della Costituzione ma dovrebbe anche essere obiettivo condiviso di ogni cittadino;

                                                           chiedo al Sindaco

A)           se risulta vero che presso il seggio 164 di via Amudsen a Modena è avvenuto uno spiacevolissimo “incidente” in cui uno scrutatore ha assalito un cittadino-elettore reo di aver avuto una suoneria con la voce del leader del Popolo delle Libertà, suoneria che è scattata nel momento del voto;

B)            se è a conoscenza che nel corso dell’ ”incidente” lo scrutatore ha assalito l’elettore colpendolo con la propria cinghia dei pantaloni in presenza dei membri del seggio, di altri elettori e, in seguito, di appartenenti alle Forze di Polizia di assistenza ai seggi;

C)            qualora i fatti esposti dovessero essere veri interpello il Sindaco per sapere quali provvedimenti intende prendere soprattutto alla luce del fatto che avvenuto l’episodio lo scrutatore in questione è stato mantenuto al suo posto contro ogni motivo e ogni evidenza.

                                                                                   Andrea Galli

                                                                 Capogruppo in Consiglio Comunale

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Videovotazioni Cartonate

Le solite norme (non per tutti) fintamente tutelanti e il consueto scarso rispetto per i meno abili.

Stamane, di buon’ora, mi sono recato assieme a mia madre 71enne e afflitta da una grave patologia a compiere il mio diritto-dovere di elettore.

Il seggio nel quale siamo iscritti si trova al primo piano di una scuola elementare: nessuna indicazione per l’ascensore, che a mia madre sarebbe servito.

Le ho perciò chiesto di attendere che andassi ad informarmi, ma, forse  in seguito alla vista di un altro anziano che, aiutato da una parente, faticosamente stava scendendo le scale un gradino alla volta aggrappandosi alla ringhiera, ha voluto anche lei, indignata, orgogliosamente accollarsi questo sforzo.

Successivamente, armato della mia bella scheda elettorale e della mia Carta di Identità, al “via libera” del Presidente sono entrato e, ricevuto il materiale, mi sono recato in cabina per votare, attentissimo ad apporre una sola croce su un simbolo soltanto, ho ripiegato per bene le schede e sono uscito dirigendomi verso le urne, come sempre di un bel cartone “antibrogli”, per riconsegnare la matita copiativa al Presidente e per inserire le schede stesse all’interno delle apposite fessure.

Sorpresa delle sorprese, le ho dovute invece consegnare nelle mani del Presidente, perché le inserisse lui nelle urne: cosa che puntualmente ho fatto dopo che, dietro mia richiesta, mi è stata letta la parte del Regolamento relativa a questo obbligo.

E allora, anche volendo lasciar perdere la solita scarsa considerazione nei confronti dei più deboli testimoniata dalla mancanza di attrezzature per disabili o dall’assenza di una loro chiara indicazione, qualche domanda.

Perché oggi le TV nazionali hanno invece come sempre mostrato tanti politici e comuni cittadini inserire autonomamente le schede nelle urne?

E: ha un senso una norma del genere quando queste ultime sono di cartone?

E ancora: come mai non è stato verificato il possesso di cellulari in grado di riprendere filmati o scattare fotografie per nessuno di coloro (me e mia madre compresi) che ho visto entrare nel seggio?

Pasquino al Mudnes

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Applicazione delle leggi

Italia a due pesi e due misure

Come ogni cittadino che si rispetti sono andata a votare.

 

                Si è tanto parlato del cellulare vietato in cabina, per evitare film o foto del voto come prova, con episodi anche esilaranti quali la musichetta di un noto partito che ha fatto saltare i nervi ai componenti del seggio dove il possessore del telefono si era recato. Oppure come la sanzione comminata per aver disobbedito alla legge che – appunto – vieta l’accesso alla cabina con l’appendice elettronica di molti italiani.

 

                Come mai tanta serietà solo per questi avvenimenti sporadici e non per i fatti che costantemente accadono?

 

                Notizia non apparsa sui quotidiani: una elettrice si è presentata con la patente nuova (formato tessera per intenderci) ed è stata rimandata indietro con infamia, quando è un documento valido ai fini del riconoscimento ai sensi dell’art. 35 del DPR n. 445/2000.

 

                Chi si rende disponibile ad effettuare il servizio di scrutatore di seggio deve essere informato o fare di tutto per evitare i disagi ai cittadini.

 

                Possibile che politici locali si mobilitino per la certezza della pena in fase pre-elettorale, per i diritti di gamberi, aragoste e astici, di cetacei e non dei diritti dei cittadini e soprattutto dei modenesi?

 

                Noi italiani siamo stanchi di essere chiamati al voto perché vediamo ogni giorno che i nostri diritti non sono riconosciuti. Vediamo che chi commette reati efferati viene scarcerato o rimane a piede libero in attesa del processo, mentre per essere entrato in un seggio con un cellulare si viene subito sanzionati, oltre a rischiare il carcere. Girare senza cintura di sicurezza si rischia di ricevere subito l’ammenda, mentre chi delinque praticamente la fa sempre franca, a causa di buchi legislativi che quasi ogni partito presente alle elezioni ha voluto e votato.

 

                Come ogni buon cittadino, rispettoso del diritto dovere che è il voto ho ottemperato a quanto disposto. Rilevo solo quanto segue: ho lasciato il mio cellulare spento sul bancone del presidente del seggio, ma sono stata libera di entrare nella cabina con borsetta e borsa con dentro materiale voluminoso e il contenuto poteva essere del più vario, compresa una cinepresa o un altro cellulare.

 

                Gli italiani diventeremo mai un popolo di gente seria a proposito di leggi e della loro applicazione?

 

Claudia

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