Elezioni amministrative

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In Italia tutti si lamentano per tutto, dalle tasse alle buche sulle strade, dalle code per le liste
d’attesa al prezzo della benzina, ma poi, quando c’è da andare a votare ci va solo il 40%, quattro su dieci, com’è avvenuto in quest’ultima tornata elettorale, confermando un trend che è andato affermandosi negli ultimi anni. O i cittadini ritornano protagonisti oppure la nostra democrazia è in pericolo.

Il centrodestra vince in Lombardia e Lazio con la maggioranza assoluta. A conferma delle elezioni politiche di settembre. Fontana ( Lega) in Lombardia viene riconfermato. Rocca, indicato da Fratelli d’Italia, in Lazio viene eletto per la prima volta. La tornata elettorale ha un significato politico che va oltre la dimensione regionale, in quanto sono due fra le più importanti regioni d’Italia ed è stato chiamato alle urne un quarto del corpo elettorale. Il significato è chiarissimo: una conferma della forza del governo Meloni. E poi, nello specifico, i lombardi hanno dimostrato di aver apprezzato come il centrodestra ha governato la regione, mentre gli abitanti del Lazio hanno bocciato la gestione di sinistra, nonostante poco più di un anno fa Roma, la città di gran lunga più popolosa, l’avessero consegnata alla sinistra.

Ma questa è l’Italia. Un paese per molti versi strano. Dove tutti si lamentano, dalle tasse alle buche sulle strade, dalle code per le liste d’attesa al prezzo della benzina, ma poi, quando c’è da andare a votare ci va solo il 40%, quattro su dieci, com’è avvenuto in quest’ultima tornata elettorale, confermando un trend che è andato affermandosi negli ultimi anni. 

Eppure, pur di facilitare l’accesso alle urne, oltre alla domenica si può votare anche il lunedì fino alla tre del pomeriggio. Così da non trasformare in astensionisti i gitanti domenicali. Ma evidentemente anche questi espedienti ‘tecnici’ non funzionano. C’è un progressivo allontanamento dalla politica. E non c’è dato che tenga. Le elezioni le puoi fare in primavera o in invero fa lo stesso. E’ questione di disaffezione. Troppe volte è passato il messaggio ‘tanto il mio voto non conta niente’ generato da troppi governi imposti dall’alto e privi del consenso popolare.
Ma questo accade in quasi tutti i paesi occidentali, a cominciare dagli States. E per chi alla democrazia ci tiene non è bello sapere che la maggioranza che ti governa è il 20% dei cittadini, cioè una minoranza. Il che va a inficiare lo stesso principio democratico.
Si potrebbe ovviare con gli election-day, che attraverso la contemporaneità di varie consultazioni possono attrarre alle urne più persone. Ma sarebbe comunque un espediente. La chiave per far tornare i cittadini a votare può essere solo quella di avvicinare le istituzioni facendoli sentire soggetti e non oggetti della politica.

(www.giornaleadige.it)

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