Egregio signor Sindaco, signor vicesindaco della città di Sassuolo, cari sassolesi

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Vi vedo impegnati con indiscusso zelo ad inboccare una superstrada senza uscita. Occorre la dimostrazione che sapete osare più in alto per non impantanarvi nella mediocrità

Mi faccio coraggio e decido di scendere, anche se solo idealmente, nelle vostre piazze e negli spazi di Sassuolo dove maggiormente si ritrova la gente per scambiarsi opinioni, preferibilmente ove si avverte una particolare animosità nei discorsi per intromettermi, anche se non richiesto, tra gli argomenti di maggiore attualità politica che stanno coinvolgendo gli opposti schieramenti sia nelle istituzioni sia nella società civile.

In pratica e in particolare mi butto, sperando di non farmi troppo male, sul tema della ’immigrazione’ e sulle implicazioni negative ad esse collegata  che riguardano l’ordine pubblico e la sicurezza nonché “ la questioni religiosa” riferita principalmente agli islamici. Intervengo  non per amor di polemica, ma perché ritengo giusto che Bice, oltre a dare spazio a tutte  le opinioni, si esponga anche essa con qualche suo editoriale a commento di qualche fatto più o meno  rilevante che   anima il territorio.

L’argomento che ho indicato è molto  serio e l’opinione pubblica è a richiedere soluzioni tangibili, convincenti  perchè storicamente vincenti nel lungo periodo, ma osservo invece che  il dibattito ruota,   da destra  a sinistra e viceversa, più su  questioni riconducibile a esercizi di sterile e vuota propaganda che sulla necessità di concentrarsi solo sulla soluzione dei problemi tuttora aperti.

Il quesito è ormai chiaro a tutti. Ci si chiede anche a Sassuolo in quale misura e a quali condizioni  è possibile una civile coesistenza con la forte presenza di immigrati che hanno mutato le positive  caratteristiche del paese e  quale è il prezzo politico e sociale che dobbiamo, o siamo disposti a sostenere, per facilitare una loro piena integrazione nella nostra società .  

Indubbie  negatività che hanno portato la  massiccia e disordinata immigrazione  di extra comunitari sul suolo italico suggerisce in molti la convinzione che la integrazione tra etnie così diverse, pur ricercata, favorita e guidata, non sia possibile. Inoltre la superiorità numerica che gli immigrati raggiungeranno grazie alla loro crescita demografica largamente superiore alla  nostra, sempre secondo molti italiani, porterà nel nostro paese la costruzione di una nuova  società con costumi usi e consuetudini del tutti diversi dai nostri.

Queste previsioni e timori  non sono completamente inverosimili, ma diventeranno un dato certo quanto  più una nostra attuale decadenza culturale e morale ci  caratterizzerà anche negli anni a venire.

Stiamo assistendo inerti ad un evaporare della nostra civiltà che ci rende incerti ed inconcludenti sul che fare.

La nostra impreparazione culturale e politica  dimostrata nel non avere saputo affrontare  positivamente  quell’inaspettato fenomeno l’abbiamo imputata a deteriori questioni di lassismo o di buonismo colpevole di non aver voluto applicare la  legge.

 

Tolleranza “zero”

E’ comprensibile che ora il nuovo vice sindaco Menani ne faccia una parola d’ordine, una bandiera. In una sua recente dichiarazione di risposta all’opposizione  affermava tra l’altro “il sassolese che rispetta le regole pretende che tutti quanti lo facciano, non accetta più l’eventualità che possa essere concessa una sorta di impunità a chi non rispetta le leggi. Come dargli torto? Ma poi concludeva:

Sassuolo non vuole moschee, non vuole chi cerca di sviare le regole: noi pretendiamo, ora e sempre, l’esatto rispetto della legge ”.

Qui il vicesindaco , secondo me, si spinge oltre le acque territoriali e si avventura in mare aperto incurante del forte moto ondoso .

Non ho capito questo suo abbandono ad ogni comprensibile prudenza che di solito è una saggia consigliera di chi governa, così come non ho ben compreso perché i Giovani Italiani frequentatori del Centro islamico di Via Cavour non hanno diritto ad aprire una moschea  a Sassuolo.

A questo punto però, non me ne voglia il vicesindaco, se mi permetto di ricordargli che la realtà è leggermente diversa da come vuole rappresentarla .

Secondo me , pretendere ora e sempre l’esatto rispetto della legge, anche alla luce di una indigesta manovra correttiva di oltre 25 miliardi di euro, preannunciata dal governo, in questo particolare momento sto
rico deve significare  senza perplessità e titubanze, anche lo stop alla macroscopica evasione ed elusione fiscale, lo stop al massiccio ricorso al lavoro nero, lo stop all’abuso edilizio.

Questi simpatici vezzi dell’italiano medio, inspiegabilmente considerati alla stregua di peccati veniali, vengono facilmente  perdonatoi con reiterate sanatorie, con periodici condoni fiscali ed edilizi.

Il brandire a queste condizioni la tolleranza zero in modo prioritario verso gli immigrati, diciamo che rappresenta un buon avvio anche se rischia di trascinare, col tempo, in un vicolo cieco la credibilità delle istituzione periferiche, così  come appaiono incredibili contorsionismi l’indicare le moschee come il nemico principe da scongiurare per il nostro paese.

 

Il  vicolo  cieco

Dobbiamo ormai intenderci . O gli italiani di destra e di sinistra, così  come i sassolesi,  sono convinti di essere titolari di una grande civiltà che al proprio DNA intriso di cultura, arte, umanesimo ha saputo aggiungere   progresso, benessere e libertà, oppure siamo divenuti una Babele di lingue che indeboliscono il sistema paese condannandolo ad una inevitabile deriva.

Nel primo caso far parte del popolo italiano; il fregiarsi della  cittadinanza di sassolese è un privilegio, è una conquista. Essere cittadino  italiano o sassolese quindi non è  un diritto che scatta in automatico per legge a prescindere.

Sono  altresì convinto che il Sindaco Luca Caselli  sia consapevole  che la logica della cittadinanza, vista  come privilegio, comporti per chi governa a tutti i livelli una certa riscoperta di valori e un minimo di etica da recuperare.

Il pretendere che la libertà individuale permetta di fare ciò che più ci aggrada si scontra poi con la libertà uguale e contraria del nostro vicino e quindi va virtuosamente regolamentata. In più azzardo nel sostenere che di questi tempi , il mio vicino ed io dobbiamo essere ricondotti a condividere un minimo di valori che fanno parte del patrimonio inalienabile della persona.

Detto e premesso questo pongo quindi ora al Sindaco e al vice sindaco di Sassuolo e ai sassolesi questi quesiti.

Si sente giustificare da alcuni il diniego di permettere la costruzione o l’apertura di moschee per mancanza di reciprocità con molti paesi islamici.

Ma cosa si intende per reciprocità ?

 

Le nostre ipocrisie.

Voi, a Sassuolo  siete produttori di ceramiche conosciute, apprezzate ed esportate in tutto il mondo.

Vi rifiutate di spedirle nei paesi governati da regime dittatoriale dove sono negate tutte le libertà individuali, partitiche, sindacali, religiose, mediatiche, ecc.?

In  particolare vi rifiutate di consegnare le vostre piastrelle a voi ordinate direttamente dai governanti di quei particolari paesi?

Per consegnare il materiale occorrente per una moschea in un paese islamico imponete l’obbligo di uguale materiale per costruire una chiesa cattolica?

E’ così che si intende la reciprocità o mi sbaglio?

Alcuni obietteranno che gli affari sono affari, mentre la politica e la religione sono altra cosa.

Altri sosterranno che per dimostrare l’inciviltà di certi paesi musulmani è utile scendere al loro livello e mostrare loro una nostra uguale inciviltà.

Al Sindaco e al vice sindaco di Sassuolo e ai sassolesi chiedo, se io, figlio da generazioni di italiani  mi convertissi alla religione musulmana e se come  me tanti altri italiani, residenti in Sassuolo,  chiedessimo di poter aprire una moschea a nostre spese con quale motivazione plausibile vi mettereste contro i dettami della nostra costituzione, grazie a quale legge ci neghereste il nostro diritto naturale di poter esercitare  la libertà di culto nel nostro paese?

 

Il vicolo cieco

Voi comprendete perfettamente quindi che il vostro persistere nel negare la  legittimità di una simile richiesta sarebbe uno schierarvi contro la nostra Costituzione, contro i Diritti universali dell’uomo, contro i postulati e i fondamentali delle democrazie occidentali,contro la tradizione della civiltà e del pensiero liberal-democratico.

O sbaglio? Ma poi tutto questo a chi giova e dove porta? Sono del parere che così muovendovi vi troverete presto in una strada senza  uscita che troppo banalmente non avete saputo evitare .

So bene che il sentire della maggioranza della popolazione oggi giudica con preoccupazione l’affermarsi e il propagarsi della  religione islamica  per il suo  porsi con inaccettabile cruento fanatismo contro tutti i praticanti le altre religioni, ma il ruolo della nostra politica non è  detto che debba essere necessariamente quello di rappresentare il braccio armato della fede religiosa o delle passioni dominanti l’opinione pubblica perché compito essenziale della politica è la capacità di governare i grandi processi di cambiamento e di sapere sanarne i contrasti.

Inoltre è noto ad ogni buon politico che non si mette a tacere e non si ridimensiona un movimento religioso relegandolo nelle catacombe.

 

La speranza e l’ottimismo

Dunque sono portato a credere fermamente che essere cittadini di Sassuolo sia un privilegio perché è un paese dove si difende e si testimonia la civiltà e le libertà della persona e non accetta di scendere mai in competizioni di reciprocità con paesi dittatoriali e liberticidi.

Sono sicuro che queste premesse con le rispettive deduzioni trovino concordi il sindaco 

Luca Caselli, il vicesindaco Menani e la stragrande maggioranza dei sassolesi 

E’ così o sbaglio?

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