Ecco le vere comiche finali!

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""Ora se chi pronunciò quelle frasi avesse avuto lungimiranza politica, di certo in primis non le avrebbe mai pronunciate (infatti fù lì che ebbe il suo destino segnato) ed in secondis avrebbe comunque cercato di convergere sulle posizioni berlusconiane per cercare di annullare il gap creatosi con le sue stesse mani."" art. di Giacomo Bianchi


Dopo quasi 35 anni di militanza, fino ad oggi credevo di aver avuto un’ampia rappresentazione del teatrino della politica. Credevo in cuor mio di aver visto tutto quello che era possibile vedere nell’ampio e variegato mondo della partitocrazia italiana. D’altra parte, cari amici lettori, dopo che l’Italia ha vissuto quasi 50 anni di oligarchia democristiana e i quasi 15 del pentapartitismo mercificatorio, uno pensa a ragione di aver visto tutto.

Ed invece, alla luce dei fatti, mi sono reso conto che ancora ne vedremo delle belle. Mi spiego meglio, affinchè il gentil lettore possa comprendere il mio pensiero e possa farne di questo mio scritto un eventuale tema di discussione politica.

Quando nell’ormai lontano 2007 (se non ricordo male l’anno esatto, spero vogliate scusarmi…) l’allora On. Dott. Silvio Berlusconi fece il famoso “Discorso del Predellino” nel quale di fatto si preannunciava la nascita del partito unico, qualcuno di ben chiara fama sentenziò: “Siamo alle comiche finali!”. E fu fatto chiaramente intendere che mai AN sarebbe scomparsa per andare a fondersi in un partito “pentolone” e che non avrebbe mai permesso “la scomparsa di quei valori identitari, sociali e politici che facevano parte del DNA della destra italiana derivante come testamento del defunto MSI!”.

Bene. Se oggi, pregni come siamo della storia degli ultimi quattro anni, ci guardiamo indietro vedremo che i fatti contraddicono ciò che fu detto. AN non esiste più (ma la domanda è: è mai esistita veramente questa entità?), gli aennini sono andati chi volenti e chi nolenti nel pentolone berlusconiano con buona pace dei bei propositi e dei mirabolanti discorsi.

Ora se chi pronunciò quelle frasi avesse avuto lungimiranza politica, di certo in primis non le avrebbe mai pronunciate (infatti fù lì che ebbe il suo destino segnato) ed in secondis avrebbe comunque cercato di convergere sulle posizioni berlusconiane per cercare di annullare il gap creatosi con le sue stesse mani.

Invece che ti combina la “volpe del deserto”?

Inizia ad esternare, ancora una volta sbagliando perché dalla vittoria nelle politiche del 2008 riveste una carica istituzionale che dovrebbe quanto meno garantire una posizione di super partes, mettendosi in contrapposizione con il Presidente del Consiglio in carica, si mette di traverso su tutte le questioni primarie che erano i punti fermi del programma politico presentato agli elettori prima dell’ultima tornata elettorale, fino addirittura a sfociare nella scissione (perché di fatto è una scissione, checché ne dicano deputati e senatori transfughi) e susseguente nascita del gruppo parlamentare denominato FLI (Futuro e Libertà per l’Italia). In pratica una bella zappata su entrambi i piedi, una morte politica che molti di noi (io per primo) aspettavamo con ansia ma che non pensavamo potesse avverarsi così rapidamente e in questo modo a dir poco dilettantesco.

Se ancora non si è capito, parlo ovviamente dell’ormai fu Presidente della Camera On. Gianfranco Fini (parlo al passato perché ormai non credo che abbia la faccia di mantenere una tale prestigiosa carica dopo tutti gli scandali che lo stanno smontando pezzo pezzo e dopo le valanghe di errori politici che ha clamorosamente commesso negli ultimi quattro anni) e dei suoi quattro gatti postisi in una auto-apartheid incomprensibile.  

Ma oggi, udite udite, qualcuno si è accorto che inimicarsi il “padrone delle ferriere” forse, dico forse, non è proprio la strada migliore che si poteva percorrere. E per salvare capra e cavoli (cioè ricucire con Berlusconi senza perdere del tutto la faccia) se ne è uscito con una proposta “politica” che fa rizzare i capelli anche a chi, come me, se li rade tutti i giorni insieme alla barba! 

Parlo naturalmente di tale On. Italo Bocchino il quale, nella veste di Presidente del gruppo parlamentare dell’FlI (ormai per una carica cosa non si fa!!!!!) ha proposto un rimpasto di governo nel quale Berlusconi dovrebbe mettere al bando la Lega (e già questa è pura follia suicida!) e fare un governo delle larghe intese con UDC (leggi Casini, cioè la moderna DC riveduta e corrotta – …. ops, mi scusi il Casini ma è solo un lapsus freudiano, volevo dire corretta), con l’API (Alleanza per l’Italia, cioè Rutelli, altro transfuga ma dalla parte opposta) ed i moderati del PD (esistono, mi domando, dei politici del PD che possano definirsi moderati? A me pare di no!).

In altre parole si vorrebbe mettere, nel “partito pentolone” di finiana memoria, il minestrone bocchiniano. Domanda all’onorevole Bocchino. Ma Italiuccio bello, ti sei dimenticato due ingredienti che se non li metti viene un minestrone insipido! Il pisellone Di Pietro e la verza Pannella! Il minestrone sarebbe completo, o sbaglio?

A completare il quadro, il Bocchino che ti fa? Afferma che: “Andare al voto anticipatamente sarebbe per Berlusconi una disfatta, perché diventerebbe succube di Bossi e dei leghisti e correrebbe il serio rischio di perdere le elezioni scomparendo definitivamente dalla scena politica”.

Ma, caro il nostro Bocchino, “errare humanum est, perseverare diabolicum”. Non l’hai ancora capito che siete voi quelli che sarete spazzati come polvere dai sandali quando le urne delle prossime elezioni anticipate saranno chiuse? Non ti rendi conto, tu ed il tuo padrone, che se raccoglierete l’1% di voti di coloro
che ancora vi daranno fiducia (e vedi che sono buono e largo di manica in queste mie previsioni) sarà già per voi un successo con annessa sconfitta e finirete fuori dal Parlamento contando lo zero assoluto?

Vuoi sapere quel che pensa il comune cittadino (come il sottoscritto) della tua elucubrazione cerebrale? La vede come un patetico tentativo di conservazione del posto caldo, una irridente speranza di conservare la sedia parlamentare (con annessi e connessi contributi economici che vi spettano per non aver fatto nulla, anzi aver rovinato il progetto politico) e soprattutto un irriverente ed irriguardoso stravolgimento della volontà popolare. E la storia insegna che il popolo sopporta fino ad un certo punto, poi sbotta come una pentola a pressione (per rimanere nell’ambito culinario).

Infine dunque che cosa potete fare? Non inventatevi film fantascientifici, al cui confronto la saga di Star Trek diventa una banalità, e abbiate il coraggio di ammettere i vostri errori. Quando a Settembre il Governo Berlusconi presenterà il programma dei 5 punti, avete a disposizione due possibilità: allinearvi e votare la fiducia senza se e senza ma oppure sfiduciare il Governo ed andare al voto.

Scordatevi governi diversi da quello che il popolo ha deciso: non avete i numeri, ed al mondo di oggi i numeri contano più delle idee e delle speranze (ahimè).

Lasciate stare le fave: nel minestrone, qualcuno direbbe: ”Che c’azzeccano?!?”  

                                                                 

                                                                           Giacomo Bianchi

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