Ecce ominide

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""...credo che la democrazia abbia subito duri colpi, anche nel recente passato, in molte altre occasioni...""
art. di Maria

 

Il numero delle cose che non capisco è destinato a crescere; ogni giorno, al congruo numero dei misteri, o di quelli che io considero tali, si aggiunge qualche altra incomprensibile tessera.

Mi chiedo, ad esempio, come ci si possa scandalizzare per Monti “non eletto dal popolo” quando abbiamo già avuto, in Carlo Azelio Ciampi, il primo Presidente del Consiglio e primo Capo dello Stato non parlamentare nella storia della Repubblica, record a tutt’oggi sempre saldamente detenuto.

Non capisco, per quanto mi sforzi, l’utilità esistenziale di Scilipoti, tantomeno posso capire la sua  sceneggiata, per la morte della Democrazia, con lutto al braccio e necrologio in mano.

Un attimo: non è che non capisca la sceneggiata, figuriamoci, non posso certo aspettarmi un discorso filato dal predetto uomo politico, pertanto la sceneggiata alla Merola o anche il mimo, (mi perdoni il paragone Marcel Marceau, buonanima) possono essere i soli strumenti a sua disposizione. Quello che non capisco è perché consideri che solo dal 18 novembre 2011, data di insediamento di Monti,   la  democrazia  sia morta.

Anche volendo ignorare illustri precedenti, peraltro previsti dalla Costituzione, ossia che a dirigere il Governo, o a ricoprire la carica di Capo dello Stato può essere chiamato qualunque cittadino che abbia cittadinanza italiana e requisiti d’età, credo che la democrazia abbia subito duri colpi, anche nel recente passato, in molte altre occasioni.

E’ morta con i vari passaggi da un partito all’altro, passaggi che, di fatto, sovvertivano la volontà degli elettori, sia che le transumanze umane migrassero dalla maggioranza per altri lidi o per fondare partiti autonomi, sia che dall’opposizione i “”folgorati sulla via di Arcore””  passassero  a dare man forte a Berlusconi. Scilipoti forse dimentica, (manca solo che abbia vuoti di memoria e poi è da rottamare questo signore, a mio parere ovviamente) dicevo…Scilipoti, e altri che oggi si scandalizzano come lui, dimenticano che la nostra è una democrazia parlamentare e  in Parlamento, con i parlamentari che, facendo e disfacendo, operano, avvengono le vere scelte,  altro che il popolo.

Il popolo, con  il voto sceglie e delega un gruppo (diciamo pure un grosso gruppo) di persone a rappresentarlo, e lì i suoi diritti finiscono. Perché ogni eletto, senza alcun vicolo di mandato, allegramente può fare quello che vuole in Parlamento, indipendentemente dal volere dei suoi elettori, guidato solo dalla sua coscienza, anche se questa è una parola grossa, eh, accostata ad un parlamentare.

Secondo me, naturalmente.

E, sempre secondo me,  vedere un ominide dare lezioni di democrazia e di civiltà parlamentare a Monti, all’Italia, e al mondo intero, è uno spettacolo per stomaci forti.

La democrazia non è stata tanto bene neppure nei mesi scorsi, vorrei dire all’egregio Sciplipoti, e  in molte occasioni ciò è accaduto anche grazie al suo fattivo apporto. Per quanto mi riguarda, sono colpi mortali alla democrazia tutti i  maneggi e gli intrallazzi dei politici, così come  piazzare nei posti- chiave e nei ministeri componenti della propria prole, oppure  donzelle di piccola virtù e assoluta impreparazione politica,  oppure faccendieri amici; e muore la democrazia, quando, tutto scodinzolante, un parlamentare offre i suoi servigi,come ha fatto Enrico Letta, assai servilmente, al neo nominato Presidente del Consiglio; il quale, ad hoc, non certo per inesperienza, come taluni hanno scioccamente insinuato, ma per scortigianarlo e per prendere in qualche modo le distanze da questo sistema, ha tenuto il biglietto servile in favore di telecamera.

La democrazia muore ogni qualvolta i privilegi vengono mantenuti per una cerchia di persone invise al popolo. E muore ogni volta che, alle aspettative, in ogni campo, per leggi rivolte a sanare i guai infiniti della sicurezza, dello sviluppo economico, della sanità, dell’istruzione… i parlamentari  rispondono con la consueta indolenza, senza fretta…

Per me la democrazia  continua a morire, ogni volta che  vengono disattese le speranze e le necessità degli elettori.

Quindi, se vuole passare alla Storia come fustigatore politico,nonchè come grande filosofo, il signor Scilipoti quella tetra fascia al braccio la ostenti pure ogni giorno dell’anno e si munisca di molte risme di carta su cui stampare quell’insultante necrologio.

Di più non è possibile chiedere,  meno che mai una piccola autocritica. 

 

Maria

© Riproduzione Riservata


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