E la chiamano …democrazia!

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In sintesi, l’eletto, libero da vincolo di mandato,  deve agire  per l’interesse  superiore della Nazione e non per il  diretto interesse di chi l’ha eletto.Suona bene... ma non funziona esattamente così.

Primarie no, preferenze, no, parità di genere, no…questo ha decretato  il Parlamento.
Per quanto riguarda l’ultimo punto, ossia la parità di genere, imposta per legge, con l’obbligo  di  garantire la presenza femminile  “ a prescindere”…indipendentemente dalle capacità e dal merito… poco mi interessa. Continuo, forse sbagliando , a considerare  uomini e donne per prima cosa esseri umani  pensanti, cervelli e anime, cittadini alla  pari, con pari diritti e pari doveri …Le capacità e il merito, presenti o assenti, dovrebbero essere le uniche armi per emergere, o per non emergere affatto, non solo in politica, ma in ogni campo. Pertanto  non  mi  sento certo  ferita, come cittadina, e come rappresentante del genere femminile, dalla mancata attuazione di questa proposta.

Ma le altre negazioni… no alle primarie obbligatorie, no alle preferenze  espresse dai cittadini… eh no! Quelle mi atterriscono, mi deludono, mi angosciano e mi umiliano.

Già quando sono scelti da noi, senza vincolo alcuno di mandato, come recita l’art. Articolo 67 della Costituzione della Repubblica, fanno ciò che vogliono.

« Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato »

Capisco, le motivazioni più alte, dalle quali questo principio deriva e che ha le sue radici, molto profonde e lontane , ossia nel principio del libero mandato o  divieto di mandato imperativo, che  Edmund Burke formulò nel Discorso agli elettori di Bristol, del  3 novembre 1774, dopo la sua vittoria elettorale.

In sintesi,  l’eletto deve essere libero di agire  per l’interesse  superiore e non per il  diretto interesse di chi l’ha eletto.

Detto così, suona bene.la realtà è un tantino meno edificante.

La realtà, non malignata o immaginata, ma comunque, sotto i nostri occhi stupiti, dimostra che gli eletti, una volta agguantato uno scranno,  possono fare ciò che più loro aggrada.

Ad esempio essere eletti in un partito e zompare allegramente sull’altro, magari di opposte idee, pur di proseguire  al calduccio la loro privilegiata vita lavorativa… Il tutto, legalmente.

Ma se già fanno tante cose incomprensibili e sgradite a noi  elettori…che li abbiamo piazzati lì… se poi, nemmeno li possiamo scegliere!

Né primarie, né preferenze!

In pratica, a destra e a sinistra, con la burletta dei listini bloccati,  rimane un parlamento di “nominati”, i quali, come antichi cavalieri (e dame) ricevono l’investitura dal sire e padrone di turno. Alla generosità del  quale, ovviamente, tutto devono… scranno, posto al sole, privilegi, prebende stratosferiche…Sire e padrone che, naturalmente, sarà da loro adulato, servito,protetto, difeso, sempre, anche contro l’evidenza.

Qualunque cosa faccia,  qualunque errore commetta, di qualunque omissione e colpa si macchi…
E gli interessi della Nazione? E i problemi dei cittadini?

Beh… quelli possono aspettare.

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