… e il video finisce in Rete

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Con queste parole ormai si chiude ogni servizio nei notiziari. Filmati girati casualmente o del tutto intenzionalmente, opera di privati o tratti  dalle telecamere di videosorveglianza … tutto è documentato e inviato nell’etere informatico. Se qualche volta ciò è fonte di noia e irritazione, molte altre volte permette di  risalire agli autori di  certe belle imprese che, in mancanza di  queste prove,  rimarrebbero impuniti.

La destinazione, talvolta lo scopo esclusivo di qualsiasi azione sembra essere la Rete, onnipresente nelle nostre vite nelle quali ormai siamo sempre connessi. Volontariamente o meno. Chiaramente, i video non sono dotati di vita propria:  che siano girati da casuali osservatori o  intenzionalmente dai protagonisti, in Rete ci  finiscono perché  vengono pubblicati dalle persone.

Il Web pullula letteralmente di  filmati che documentano  tutto ciò che accade, dagli eventi meteo alle azioni umane, non importa che siano esecrabili o meritevoli, tragiche o divertenti , meschine o eroiche, triviali o eleganti … tutto, fino ai reati veri e propri.   La scalata estemporanea  effettuata da due giovani, saliti  sulla statua del David di Michelangelo  a Firenze, è l’ultima, in ordine di tempo,  delle belle imprese delle quali  quotidianamente apprendiamo proprio dai  video, con  disgusto e indignazione crescenti. La copia della statua ( l’originale è  custodito nella Galleria dell’Accademia, Firenze) rappresentazione ideale di armonia e bellezza maschile, è ritenuto l’opera  artistica più bella creata  dall’uomo.

La “scalata” dei due arriva a poche ore dall’atto vandalico compiuto da undici  turisti tedeschi, già identificati, colpevoli di aver imbrattato le celebri Colonne del Corridoio Vasariano; poche ore fa, la scultura in legno del Drago  di Vaia è stata ridotta  a un cumulo  di poveri tizzoni fumanti da un incendio  doloso; nelle scorse settimane, il Colosseo è stato sfregiato da un turista vandalo che con una chiave ha inciso il suo nome e quello dell’amata, onde rendere partecipe il mondo della loro esistenza e che, rintracciato  qualche giorno dopo ha chiesto ipocrite scuse, peggiorando la sua situazione con l’affermare che non  sapeva che fosse antico… Ai primi  di agosto, la Polizia è intervenuta per fermare una giovane turista francese di diciannove anni mentre stava incidendo il classico cuore con all’interno due iniziali in una delle colonne del settimo anello della Torre di Pisa, utilizzando un bracciale come strumento appuntito per scalfire la pietra. Pochi giorni  dopo, nuovamente a Roma, al Colosseo, una giovane turista svizzera è stata colta sul fatto e filmata,  mentre incideva il proprio nome… La reazione stizzita e le proteste degli esimi genitori della giovane, redarguita dalla guida turistica David Battaglino, dell’agenzia City Walkers, fanno ben comprendere che il frutto non cade mai lontano  dall’albero. Reazione stizzita o meno, in questo  caso  come per gli altri, c’è  l’iter della denuncia in stato di libertà, apparentemente con le relative conseguenze. Dico “apparentemente” perché, purtroppo, le misure previste dalla legge sono talmente irrisorie, sono così blande e inapplicabili, da non punire adeguatamente questi bei campioni d’inciviltà ma, soprattutto, sono ben lontani dal costituire  deterrente.

Anche quando si ha la fortuna di identificare i responsabili, non pagheranno  nulla, non faranno un  giorno di  carcere, non se ne andranno certo pentiti ma, tutt’al più, infastiditi da quanto accaduto per il tempo perso.

Ma questo è solo un aspetto del problema, forse non il più grave; la cosa più grave, oltre certo all’impunità, è questa indifferenza per il bene altrui, questo disprezzo per la bellezza, che sia costituita da un antico edificio millenario come il Colosseo, da un’ardita opera architettonica come la Torre di Pisa, da una statua magistralmente scolpita  o meglio, come sosteneva Michelangelo, liberata dalle parti superflue che la teneva imprigionata nella pietra… o che sia un innocente Drago  di legno.

In questa corsa alla deturpazione, oltre le  grandi opere e i monumenti, si danneggiano anche  le  suppellettili dell’arredo urbano, rompendo fioriere, svellendo panchine…   ma  si insudiciano i muri  anche di case private appena ridipinti, le saracinesche dei negozi, si graffiano e si deturpano  con scritte le pareti degli ascensori nei condomini anche di una certa levatura … il biglietto da visita, se vogliamo, di un’abitazione che magari viene posta in vendita e che verrà giudicata anche da questo e negativamente.

Tutto questo è uno degli innumerevoli problemi causati  dalla mancanza di  educazione e di senso civico, certo…ma, soprattutto dall’inadeguatezza delle norme scritte con incomprensibile fumosa indulgenza dal Legislatore.

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Una risposta

  1. I guai della rete
    E’ inutile girarci intorno.
    In fondo la spiegazione è molto semplice : alla base dei gesti di vandalismo ci sono da una parte la maleducazione e l’inciviltà e dall’altra una giustizia penale troppo soft e direi ridicola al punto tale da non costituire un efficace deterrente per coloro che intendono infrangerla per porre in essere bravate che vengono ritenute non gravi e penalmente irrilevanti.
    Alla maleducazione è praticamente impossibile ovviare perché il vuoto educativo di famiglia e scuola, che hanno abdicato al loro ruolo ormai da decenni, non può essere colmato in nessuna maniera .
    Quello su cui si può e si deve intervenire è il meccanismo punitivo.
    Se per un gesto riprovevole ed inconsulto non c’è la giusta sanzione l’autore di quel gesto sarà tentato di rifarlo sempre semplicemente perché non vi sono serie conseguenze penali restrittive della libertà personale o soltanto pecuniarie per le bravate vandaliche.
    Vado dicendo da sempre che l’Italia , culla del diritto ai tempi di Giustiano e delle sue pandette, è progressivamente e costantemente peggiorata sino ad arrivare alla barbarie legislativa odierna.
    Abbiamo oggi una legislazione penale ipergarantista tutta sbilanciata verso il reo che dimentica quasi la vittima del reato.
    E’ un diabolico e perverso meccanismo che consente a chi ha soldi da spendere di poterla fare franca sempre.
    Nell’ultimo trentennio poi si è andati ben oltre le soglie della decenza : il codice penale è stato letteralmente saccheggiato, spesso furtivamente attraverso norme che niente avevano a che fare con il sistema penale, con qualche piccolo emendamento introdotto nel corpo normativo pochi minuti prima della discussione in aula parlamentare.
    Ma c’è un’altra cosa che è veramente raccapricciante: in Italia , dove non esiste più la pena di morte abrogata sin dal 1947 per la giustizia penale civile e dal 1994 per quella penale militare, di fatto non esiste più l’ergastolo o quanto meno è esistito ormai solo per Totò Riina, che stava comunque per essere scarcarato per motivi umanitari ( sic ! ).
    In una parola : non vi è più certezza della pena.
    Il guaio più grosso è che la giustizia penale è diventata più soft proprio nel momento in cui gli atti delinquenziali si moltiplicavano in maniera spaventosa ; penso tra i tanti alle centinaia di donne che vengono massacrate ogni anno soprattutto in ambito familiare, Ma che finiscano in rete atti di vandalismo a danno di monumenti o di edifici è deprecabile sicuramente sotto il profilo dell’istigazione all’emulazione.
    Come è tristemente noto non vengono imitati modelli comportamentali virtuosi ma solo quelli deprecabili e censurabili: penso alla moda del lancio dei sassi dal cavalcavia.
    Ma vi sono altri aspetti che preoccupano quando finisce in rete qualcos’altro di più pericoloso.
    Vi è oggi un dato allarmante legato al sexting, ossia l’invio nelle chat di video o foto sessualmente espliciti che sta diventando una pratica sempre più diffusa di divertimento, di provocazione, con ragazze che si espongono a rischi elevatissimi e adolescenti che creano addirittura database nei telefonini, che contengono approcci sessuali con una ragazza. Questo significa che questi adolescenti sono potenzialmente tutti a rischio di diffusione materiale intimo in rete, inconsapevoli delle reali conseguenze delle proprie azioni.
    La revenge porn è il problema del futuro: oggi siamo ancora ad un 5% delle adolescenti che si sono accorte di esserne state vittime, che sono comunque minacciate, a cui vengono chiesti anche favori sessuali in cambio della cancellazione delle immagini o dei video compromettenti.
    I cellulari di troppi adolescenti sono a luci rosse: sono bombe ad orologeria pronte ad esplodere in ogni momento, perché in rete basta una scintilla che l’effetto è spaventosamente dilagante e non arrestabile.

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