E adesso cosa succede? Vanno a casa?

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Italiani non sperate che questi, dopo il voto in Umbria, se ne vadano a casa. Tengono fame. Hanno votato una legge che salva i big, i mediocri ed elimina i peones ma, purtroppo, anche quelli bravi. Quindi, aspettiamoci altri danni.

 


Auguriamoci che il risultato delle Regionali in Umbria non inneschi nel popolo italiano l’illusoria ipotesi di andare al voto. La presenza dei big di partito (mancava il macchiavellico fiorentino) alla chiusura elettorale (ci mettiamo anche Giuseppi), non era di pura facciata. Si trattava di un pizzino diretto agli italiani: “comunque vada, noi restiamo”. Bisognerà aspettare il risultato dell’Emilia Romagna per vedere se si aprirà una vera crepa sul fronte governativo. Nel centro destra (se per destra s’intende la Lega e FdI), vince Matteo Salvini e Giorgia Meloni, al centro FI perde ancora consensi nonostante l’impegno profuso di persona del Cavaliere. Una fine annunciata, dove Giovanni Toti si era già chiamato fuori. Azzardo, inoltre, che presto anche Mara Carfagna lo farà nel tentativo dei due di creare un centro moderato che, però, non so, quanto spazio possa avere. I moderati non vanno certo di moda in questi ultimi anni. Fra i grandi perdenti i due partiti della maggioranza di governo che messi assieme sono ben lontani dai risultati sia dalle politiche 2018, sia dalle Europee 2019. La medaglia d’oro fra i due va al M5S che si ritrova con percentuali a una cifra. Giggino dovrà riflette molto su quanto è successo, anche se riflettere, per lui, è un grosso problema. Forse, bisognerà pensare che gli italiani si siano stufati di un leader in ombra che si traveste da Joker e spara idiozie del tipo togliere il voto ai vecchi. Zingaretti, che sente il fiato sul collo di Renzi, non è certamente sereno: dovrà rivedere eventuali progetti di altre unioni alle prossime regionali. E a proposito del mediceo che si è tenuto fuori dalla prima linea, cosa ci riserverà in futuro? Quale altro trappolone gigante sta preparando? Gli sconfitti dicono anche che questo non è un voto di protesta contro le politiche di governo ma credo abbia qualche problema collodiano (sì, proprio quello di Pinocchio) ad affermarlo. Sì, perché varare una finanziaria dove tutti litigano su quello che l’altro propone, non da una bella immagine. Se poi ci mettiamo che anche nelle proposte non c’è niente d’innovativo se non micro tasse occulte e niente di costruttivo, la frittata è completa. Forse, per questo, la campagna denigratoria contro Matteo Salvini, relativo a un suo eventuale coinvolgimento (ancora da provare) in una pasticciata operazione tesa a finanziare il partito con un maxi tangente petrolifera (leggete Panorama di questa settimana), è scivolata via come se qualcuno mettesse il piede su una macchia d’olio (in questo caso umbro).   

E a proposito di scivoloni, termino con una nota di colore. Matteo Salvini piace alle persone, e questa simpatia porta il suo partito a essere in testa ai sondaggi elettorali. Tuttavia, ci sono alcuni aspetti che mi, lasciano perplessi. Senza ricordare che l’Inno d’Italia non è da cantare ballando, ho già scritto che il termine “capitano” fa scappare da ridere. Sorrido ancora di più quando in edicola vedo il suo calendario accanto a quelli in cui ammiccano belle ragazze, più o meno vestite. Una caduta di stile e di pessimo gusto, che fa dubitare delle persone che lo circondano. Non che io sia contro i calendari: a Natale acquisto sempre quelli delle associazioni cui sono iscritto. Però, lo stampato, a mio avviso, di un’associazione o di un partito è da riservare alle sedi opportune. Oltretutto, caro Matteo, non porta bene! Sì, perché quelli politici che vedo nel chiosco della carta stampata, sono di persone morte quali Benito Mussolini e Che Guevara. Senza essere volgare, se fossi in te, qualche gesto scaramantico lo farei!

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