Draghi: l’ Uomo della Provvidenza

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Al momento in cui scrivo, non è ancora terminato il secondo giro di consultazioni, che già qualcuno mette le mani avanti. Reddito di cittadinanza, quota cento, assunzioni di precari nella pubblica amministrazione, blocco dei licenziamenti e immigrazione, sono solo alcuni dei quesiti posti dai partiti. Ora, io mi chiedo, e se lo dovrebbe chiedere anche il lettore, dove sono i soldi. Forse, non è chiaro, e quindi bisogna dirlo in modo limpido che se lo stato l’anno precedente l’erario aveva incassato cento dalle tasse, quest’anno si può scordare tali entrate.

 


Non so cosa gli italiani si aspettino dall’avvento di Mario Draghi alla guida del paese. Certo, non potrà fare peggio di quello fatto da Giuseppi e dalla sua combriccola di sanculotti scappati da casa. Le attese sono di ottimismo, se non di euforia. L’uomo, che non ha al momento ancora varato la sua squadra, ha provocato un rialzo nella Borsa italiana e un notevole abbassamento del temibile Spread che ci ha già permesso un notevole risparmio sugli interessi passivi. Però, rimane qualche dubbio (anzi tanti) sul futuro: uno fra tutti, il principale, è quello che il salvatore dell’euro abbia l’ufficio a Roma anziché a Bruxelles e che gli impiegati (burocrazia varia) sono italiani. Parliamoci chiaro. I problemi dell’Italia vengono da lontano. Si tratta di un lento ma costante, decadimento di valori e competenze che hanno minato le fondamenta della Nazione. E la politica, con i suoi partiti, non è esente da colpe. Anzi, è stata la principale causa di tutto ciò. Assunzioni clientelari, promozioni dovute, più al colore della tessera che alle competenze, ha portato a quanto sopra descritto. I vari scandali, che sempre più frequentemente vengono alla luce, dimostrano che non si tratta di fatti isolati ma di un sistema costruito nel tempo. Inoltre, il fine economista dovrà vedersela con la politica che ha dimostrato di essere un fallimento totale nel recente passato e nel presente. Sì, perché Draghi non potrà sicuramente costruire una squadra di soli tecnici, ma dovrà anche mediare fra le varie richieste dei partiti. Al momento in cui scrivo, non è ancora terminato il secondo giro di consultazioni, che già qualcuno mette le mani avanti. Reddito di cittadinanza, quota cento, assunzioni di precari nella pubblica amministrazione, blocco dei licenziamenti e immigrazione, sono solo alcuni dei quesiti posti dai partiti. Ora, io mi chiedo, e se lo dovrebbe chiedere anche il lettore, dove sono i soldi. Forse, non è chiaro, e quindi bisogna dirlo in modo limpido che se lo stato l’anno precedente l’erario aveva incassato cento dalle tasse, quest’anno si può scordare tali entrate. Sì, perché chi è stato maggiormente colpito economicamente dalla pandemia, sono chi produce ricchezza. Il prestito che arriverà dall’Ue, non crediate (anche se qualcuno ci crede) servirà ad aumentare gli stipendi degli impiegati di Palazzo Chigi, o a mantenere i nullafacenti del reddito di cittadinanza e relativi navigator. Ursula ce l’ha già detto: – L’Italia, i debiti deve pagarli -. A buon intenditore poche parole. Niente orecchie da mercante. Capito.

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