Draghi capisce poco di economia. Di Battista dixit

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Draghi, in fondo, può solo vantare una laurea in Economia alla Sapienza, un PhD al Massachusetts Institute of Technology, essere stato direttore esecutivo della Banca Mondiale, direttore generale del Ministero del Tesoro,  vice chairman Goldman Sachs, governatore Banca d’Italia, presidente Banca centrale europea.

 


A Carta Bianca, Alessandro Di Battista, ex esponente del M5S,  si è riferito a Draghi con frasi sicure: “Draghi di politica non capisce nulla”; “E per me, capisce poco anche di economia”.

L’Italia e il mondo intero non hanno capito quel che invece è palese per Di Battista:  ci siamo affidati a un incompetente; ben altre capacità hanno dimostrato lui e i 5 Stelle.

Cosa volete che sia. Draghi, in fondo, può solo vantare una laurea in Economia alla Sapienza, un PhD al Massachusetts Institute of Technology, essere stato direttore esecutivo della Banca Mondiale, direttore generale del Ministero del Tesoro,  vice chairman Goldman Sachs, governatore Banca d’Italia, presidente Banca centrale europea.

Quanto al non capire nulla di politica, mi basta ricordare come Draghi riesca a portare avanti il governo degli opposti menefreghismi, dove quasi tutti sono nella stanza dei bottoni, ma ognuno badando solo al proprio interesse (leggere ad esempio come in questi giorni rischi di affondare la riforma del Catasto).

Poi Di Battista spiega: “Crede che il miglior modo per salvarsi, sia occuparsi esclusivamente dei novax i ‘nemici’ perfetti per un establishment che ha approvato leggi salva-ladri, che spinge per la privatizzazione dell’acqua, che ha pensato che nucleare e trivellazioni siano parte integrante della transizione ecologica, che non ha fatto nulla per contenere i contagi (zero aule nuove, zero potenziamento autobus, smart working ignorato per mesi)”.

Sono anch’io contrario alla privatizzazione delle risorse naturali e dei servizi essenziali, ma non do la colpa a Draghi, né pretendo che in meno di un anno dalla sua nomina, potesse risolvere i problemi strutturali dell’Italia, tra l’altro in piena emergenza sanitaria e in altrettante emergenza economica (senza il prestigio di Draghi le nostre promesse avrebbero suscitato a Bruxelles grosse risate).

Di Battista lo incolpa quando tutti i partiti che si sono alternati al governo negli ultimi trent’anni, ovvero tutti (ma proprio tutti).non hanno fatto fare all’Italia un passo avanti nella riforma dello stato

Quanti anni occorrono per fare una qualsiasi opera pubblica, per concludere un riforma, per ottenere un giudizio definitivo da un tribunale? L’Italia ha un motore vecchio, lento, inadeguato, consuma moltissimo e produce pochissimo. Come può aspettarsi Di Battista che sia possibile realizzare in così poco tempo aule nuove o potenziare il numero di autobus (soltanto il tempo per indire la gara di acquisto e concluderla richiede molto più tempo della peggiore ipotesi di durata della pandemia).  Ha tanto girato il mondo, ma poco i palazzi italiani.

In un Paese governato da incompetenti o da competenti sulla conservazione del potere personale e del proprio partito, è ingiusto accusare Draghi. Se qualcuno, dal Pd ai partiti della sinistra e al Movimento 5 Stelle avessero portato avanti ‘qualcosa di sinistra’, forse oggi non avremmo Draghi. Ma anche se il centro destra avesse portato avanti ‘qualcosa di conservatore e liberale’ forse oggi non avremmo Draghi. Invece avremo forse nuovamente Berlusconi. 

 

 

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