Dove sono finiti i soldi stanziati

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Diverse delle zone oggi in angoscia per il maltempo, erano destinatarie dei fondi (affondati?). Non mi stupisco; l’ho visto succedere troppe volte, a livello nazionale e locale.

 


Antonio Maria Mira, su l’Avvenire, si chiede: “Che fine hanno fatto i 1.150 milioni per progetti contro frane e alluvioni, soprattutto nelle regioni del Centro e del Nord?

Si tratta di un piano, coperto da un prestito della Bei (Banca europea per gli investimenti), previsto dalla Legge di bilancio 2018. Tutto era pronto, c’erano i soldi, c’era l’accordo coi Governatori, c’erano già le schede degli interventi. Per farlo partire mancava solo la firma tra Governo e Regioni, ma il premier Paolo Gentiloni per correttezza istituzionale, mancando solo dieci giorni alle elezioni, decise di lasciare la responsabilità a chi fosse arrivato dopo di lui a Palazzo Chigi.

Da allora, però non se n’è saputo più nulla. Nessuno ha firmato e del piano si è persa traccia. Anche perché nel frattempo il governo gialloverde ha soppresso la struttura di missione #Italiasicura istituita nel 2014 presso la Presidenza del Consiglio, che aveva realizzato il piano assieme alle regioni”, la stessa struttura che aveva trovato i soldi ad un tasso iperagevolato (0.70%).

Diverse delle zone oggi in angoscia per il maltempo, erano destinatarie dei fondi (affondati?).

Non mi stupisco; l’ho visto succedere troppe volte, a livello nazionale e locale. Quando i vincitori si sentono i templari della verità, i giustizieri contro il mondo corrotto e incapace, giocoforza finiscono per buttare il bambino con l’acqua sporca perché tutto quello che hanno fatto i predecessori è sbagliato, quantomeno da rivedere al microscopio in ambiente asettico e in tempi biblici. L’ho sempre chiamata l’arroganza dei giusti, che finiscono per diventare sbagliati, sacerdoti del pregiudizio. Mi sembra ancora una definizione calzante e una brutta malattia, che colpisce ottime persone, troppo ottime per sentirsi imperfette

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