Dov’è la vittoria che porga la chioma?

Condividi su i tuoi canali:

Dal  referendum ungherese, a quello sulla Brexit', dal referendum Costituzionale prossimo venturo all'addio di Pizzarotti al M5S...fino al ritorno del faraone Pippo Baudo che guiderà la storica Domenica In... da confronti grandi e piccoli ...non escono vincitori.


Non escono vincitori dal referendum ungherese:  non il premier Viktor Orban con le sue politiche di chiusura, ma neanche i suoi avversari. Sicuramente ha perso la democrazia perché la mancanza del quorum dimostra disinteresse e  sfiducia della maggioranza dei cittadini, sintomo gravissimo che in nessuna parte del mondo qualcuno cura perché c’è sempre la volta che l’astensionismo è utile. Peccato sia mortale  per la stessa democrazia.

Non vincerà l’Inghilterra perché il Brexit, al di là dei vantaggi o svantaggi economici (calcolati 313 miliardi di costi in 12 anni), perché l’isolamento rappresenta un passo indietro. Ma non vincerà neanche l’Europa incapace di elaborare una politica sui migranti (come mai si parla sempre meno di rifugiati? Lo sapevamo tutti che nei corridoi non entra soltanto chi fugge dalla guerra, ma chi cerca benessere come chi fugge dalla giustizia locale.

Non vincerà nessuno neanche al Referendum Costituzionale del 4 dicembre: o si approva un testo pieno di pecche nel nome del riformismo oppure ci si condanna all’immobilismo, perché non è con i ‘no’ che si può fare della strada, ma con certi ‘sì’ si fa quella sbagliata. Perché pensarci prima e portare avanti qualcosa di sensato era senz’altro troppo difficile e non oso pensare con quale conoscenza dei quesiti proposti andremo alle urbane, complicandosi ulteriormente la cosa con la necessità di rivedere l’Italicum. 

Forse è ancora vittoria, ma quella di Pirro, per il Movimento 5 Stelle a causa dell’addio di Federico Pizzarotti, il quale ha preso atto d’essere stato totalmente emarginato. Lo fa con il peggiore dei proclami: “”Non sono cambiato io, o i nostri ideali, è cambiato il M5S. E’ mancata la coscienza critica, l’ho esercitata solo io, e quindi vengo visto come disturbatore. In tante parti d’Italia siamo stati consumati da arrivisti ignoranti che non sanno cosa vuol dire amministrare: vogliamo governare e poi non si dialoga con nessuno. Questo non vuol dire governare””.  Ma ne esce sconfitto anche lui perché ora è rimasto da solo, senza un movimento. In ogni caso fa bene a domandare “Cosa sarebbe successo se io avessi nominato un assessore del Pd?” come ha potuto fare invece la Raggi con l’appoggio di Grillo.

Non ci sono vincitori nello studio di Acli e Cisl di Roma sui giovani romani perché il 65% è disposto a rinunciare a contratti regolari e diritti pur di lavorare. Loro partono già perdenti ma alla lunga perderanno anche gli imprenditori che li stanno sfruttando perché avranno personale demotivato, assolutamente non fedele all’azienda e quelli bravi comunque, prima o poi, andranno altrove, salvo pensare al ritorno ai servi della gleba. Non è in questo clima che si può parlare di innovazione, ricerca, risorsa del personale come bene primario insieme alla cultura.

Bisogna domandarsi dove sia la Vittoria anche nelle cose più piccole. In tv torna Pippo Baudo con Domenica In e qui perdiamo tutti: perde il nuovo Cda, perde lo spettatore, perde la cultura. Sarà (stato) anche un buon professionista ma Baudo, ma è soltanto una tv che si mangia addosso, quasi come se a guidare l’Egitto richiamassero Tutankamon. Non è meglio Fazio che ripropone il Rischiatutto.

 

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

Studi sul boro alle Salse di Nirano

Per valutare quanto l’elemento prodotto dai vulcani di fango incida sull’arricchimento delle falde acquifere del territorio. Il Comune di Fiorano Modenese ha stipulato un nuovo