Dove comandano i catto-comunisti si fa quello che vogliono loro alla faccia della democrazia

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Solo degli ingenui o dei puri di anima non possono non vedere l’aspetto politico favorevole ai cattocomunismi in questo periodo di pandemia che, tra l’altro, arriva da una nazione che per anni, insieme alla Russia stalinista, ha fatto inumidire gli occhi dei compagni nostrani.


Per capire il titolo bisogna fare un passo indietro e citare la tanto cara formula – Quando siamo noi i più deboli, domandiamo la libertà in nome dei vostri principi. Quando siamo i più forti, ve la neghiamo in nome dei nostri -. Se poi lo accostiamo all’innata capacità di essere camaleontici oltre al fatto di avere un apparato dirigente rodato, la frittata è fatta. Basta ricordare la svolta di Salerno dell’aprile 1944 che spiazzò i partiti democratici e consegnò la nazione e il governo provvisorio a un movimento, che allora, non era ancora maggioritario. Fatta questa breve premessa, torniamo al presente. Solo degli ingenui o dei puri di anima non possono non vedere l’aspetto politico favorevole ai cattocomunismi in questo periodo di pandemia che, tra l’altro, arriva da una nazione che per anni, insieme alla Russia stalinista, ha fatto inumidire gli occhi dei compagni nostrani. Ancora oggi, ai rossi genuini puri e duri, viene la lacrimuccia guardando la foto che immortala i cinesi che pedalano sorridenti davanti all’ingresso della Città Proibita. Amano talmente quella foto che appena ne hanno la possibilità, piazzano una ciclabile ovunque. Poco importa se c’è né davvero bisogno.  Basta vedere l’inutilità di quest’ultima in Jacopo Barozzi dove, a parte rari autoctoni, vedi solo dei ciclisti su cui ci sono, a torto o a ragione, forti dubbi sul loro effettivo lavoro. Naturalmente, molte attività economiche si sono arrese e hanno abbassato le serrande prima ancora del Covid. In teoria le piste ciclabile dovrebbero servire a snellire il traffico, ma se non sono usate, sono solo un intralcio. L’ultima che ho visto (una cavolata immane in quanto ce n’è già una dall’altra parte della strada), è quella all’inizio di via Emilia Ovest, strada principale per chi entra ed esce dalla città direzione Reggio Emilia. E’ percorsa da migliaia di autovetture principalmente per motivi di lavoro, non certo per recarsi in centro a fare shopping perché ormai quest’ultimo è di una desolazione e di una tristezza infinita. Comunque vada, il peggio deve ancora venire. Sì, perché non è tanto una nuova ciclabile che preoccupa ma quello che questa nasconde. Ogni loro azione o parola (intendo quella dei compagni), dissimula qualcosa che al presente sfugge. Però, l’occasione è ghiotta: la distruzione di un tessuto economico che, solo, in minima parte gli dava il voto. Quindi, posti di lavoro sicuri grazie anche al previsto aumento di personale nell’amministrazione statale, in cui piazzare parenti e amici. Le prime avvisaglie che si sono viste nella provincia di Roma, non lasciano dubbi, oltre alla campagna elettorale nazionale condotta dal nuovo segretario del partito rosso, che proviene da ambienti cattolici. Infatti, per sopperire alla mancanza di voti del PD, Letta li vuole creare prendendoli dai milioni di stranieri giunti, in modo più o meno regolare, nel bel paese. Per quanto riguarda le amministrazioni comunali, l’accordo con il M5S, se è pur vero che serve più a questi ultimi, è altresì vero che è un escamotage per fronteggiare la debolezza già spiegata all’inizio.  L’importante, è avere un pugno di voti, anche solo uno in più. Termino con un pensiero per l’assessore architetto Alessandra Filippi.  E’ sua la frase: -…le corsie invece riservate alle auto sono molto ampie, con una misura che va oltre a quella minima prevista dal codice della strada. Non sono quindi due corsie per senso di marcia ma una corsia molto larga per senso della marcia -. Nessun commento, è tutto molto lapalissiano.

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