DONAZIONE DI ORGANI RICATTO ALL’ANAGRAFE

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NEGATA LA CARTA D’IDENTITA’

 I cittadini ci riferiscono che all’atto del rinnovo della Carta d’identità l’impiegato chiede di firmare il modulo relativo alla donazione di organi e tessuti. Quando il cittadino si rifiuta di firmare consapevole che la manifestazione di volontà costituisce una facoltà e non un obbligo, l’operatore sostiene che il sistema non gli permette di procedere per l’ottenimento della Carta d’identità asserendo che la firma è un obbligo. Quindi la Carta d’identità viene negata.

Non solo, i Comuni abilitati non presentano al cittadino che chiede il rinnovo della Carta d’ identità il modulo standard, cioè lo schema predisposto dalle Linee guida (n. 0002128 del 29/7/2015) del Ministero della salute e del Ministero dell’interno che disciplina la manifestazione del consenso o del diniego alla donazione di organi e tessuti. Invece presentano un modulo manipolato con l’aggiunta di una terza opzione “Non mi esprimo sulla donazione di organi e tessuti”. Tale aggiunta scheda i cittadini che non vogliono firmare per principio e li pone strumentalmente nel limbo di chi non sa decidere.

Dal nostro punto di vista e per come la vicenda viene vissuta dai cittadini che ci hanno contattato, si tratta di indiscutibile abuso d’ufficio, mascherato da legalità, abuso di potere e falsità ideologica.

Invitiamo i cittadini a non cedere al ricatto, e a mantenersi fermi sul diritto di non firmare. Come prima reazione suggeriamo di scrivere al Sindaco del proprio Comune e/o al Prefetto denunciando l’abuso e chiedendo di rimuovere l’ostacolo all’ottenimento di un diritto. 

La Lega Nazionale contro la Predazione di Organi ha inoltrato una segnalazione al Garante per la protezione dei dati personali auspicando un intervento radicale, ovvero la rimozione dal modulo relativo alla donazione di organi della terza opzione “Non mi esprimo” introdotta artatamente con secondi fini. 

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