Don Eligio Silvestri

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Un sacerdote che merita di essere ricordato. Don Eligio è rimasto nel cuore di tutti coloro
che lo hanno conosciuto per la sua umanità, generosità, simpatia, modestia, semplicità,
ma anche concretezza nel raggiungere importanti traguardi per la comunità. Non chiedeva
mai soldi, non era autoritario, ma con lui le cose si muovevano e diventavano realtà.

Approfitto dello spazio di totale libertà concessomi da Dabicesidice, per contenuti ed argomenti, per ricordare la figura di un sacerdote che a Fiorano si vuole ricordare con un libro ed un video, da presentare poi a novembre e per chiedere l’aiuto di chi lo ha conosciuto. Tanti a dire la verità visto che ha svolto il suo ministero: Acquaria, Albareto, Castelnuovo Rangone, Cognento, Fogliano, Gaggio di Castelfranco (dove è nato), Ganaceto, Montecreto, Magrignana, Nirano, Rivara, Rocca Santa Maria, S. Lazzaro, San Pio X, Sant’Anna di San Cesario, Spezzano.

A Fioranoq è stato parroco dal 1979 al 1997. Era appena tornato dal Brasile dove era andato seguendo il dettame conciliare del documento ‘Fidei douum’, non come missionario ma collaboratore venuto dalla diocesi di Modena e, per quanto Fiorano gli abbia voluto bene, in Brasile ha voluto tornare per altri 10 anni, perché lì si sentiva a casa sua. Lì, come diceva, la gente ha problemi veri, non come quelli che spesso ci inventiamo da noi.

Si è spento nel 2019 presso la Casa del Clero di Cognento.

Il gruppo organizzatore incaricato di realizzare libro e volume chiede a quanti lo hanno conosciuto, di fornire testimonianze, immagini e video che saranno utilizzati per il libro e per il video e saranno raccolti in un fondo da conservare nell’archivio parrocchiale.

Chi vuole contribuire alle spese può effettuare un versamento alla Parrocchia di Fiorano, causale ‘Per libro Don Eligio’, Codice Iban: IT92E0503466760000000006096, Banco BPM spa, Filiale di Fiorano Modenese

Testimonianze, immagini e video possono essere inviati a segreteria@parrocchiadifiorano.it e/o a venturigiornalista@libero.it. Per informazioni, chiarimenti e possibilità di incontro per interviste, telefonare a 328.64.03.477 (Alberto Venturi), oppure in Segreteria Parrocchiale (0536.58.07.60) negli orari di apertura: lunedì, martedì, mercoledì e venerdì dalle ore 9.30 alle ore 11.30; giovedì dalle ore 17 alle ore 19.

Don Eligio è rimasto nel cuore di tutti coloro che lo hanno conosciuto per la sua umanità, generosità, simpatia, modestia, semplicità, ma anche concretezza nel raggiungere importanti traguardi per la comunità.

Non chiedeva mai soldi, non era autoritario, ma con lui le cose si muovevano e diventavano realtà. Ha contribuito in modo determinante a dare nuovo impulso alla devozione per la Beata Vergine del Castello: con il sostegno della comunità parrocchiale, di privati e dell’amministrazione comunale ha consolidato il colle, restaurato l’interno e l’Immagine Miracolosa, organizzato mostre, valorizzato il patrimonio archivistico e la quadreria, riuscendo a fare inserire Fiorano fra le tappe della visita di Giovanni Paolo II a Modena e ad ottenere per il santuario il titolo di basilica minore. Lo ha fatto con l’impegno diretto e dando fiducia e spazio a chi gli era vicino, ad esempio il fioranese Mons. Rino Annovi.

Altrettanto vigore ha posto per le opere parrocchiali; restaurato i dipinti e realizzato il riscaldamento sotto il pavimento della chiesa di San Giovanni Battista; acquisito attraverso donazioni i beni immobili diventati il centro parrocchiale e l’oratorio San Filippo Neri; ricostruito il Cinema Primavera distrutto da un incendio; ha svolto importanti interventi sulle strutture del Coccapani, sia la scuola materna che la casa per anziani.

Tornato in Brasile riesce a creare un rapporto di amicizia fra Fiorano e Itaberai, ottenendo un importante contributo comunale per realizzare una scuola nella sua parrocchia d’oltreoceano.

Il fioranese maestro Augusto Amici, gli dedicò una poesia: “C’è chi dice che sia fin troppo mite, / ma, per amor di Dio, non glielo dite; / però non usa mai, è verità, / nessuna forma di severità. / A correre comincia dal mattino, / ma arriva sempre tardi, poverino. / Nonostante la buona volontà / a fare tutto lui non ce la fa. / Però è contento sol quando è arrivato / da chi ha bisogno d’esser consolato; / però è felice solo quando ha porto / a chi è infelice un gesto di conforto. / Scherza e ride con te, quando va via / ti rimane un sapor di simpatia, / una cordialità, un cuore buono / come se fosse un santo e non un uomo. / E non ama te solo. Ama la gente / e del denaro non gl’importa niente. / Ha un figlio solo: in giro non si vede; / è sempre insieme a lui. Si chiama Fede. / Comunque la pensiate, bene o male, /dovete convenir ch’è un po’ speciale”.

Era speciale e lo vogliamo ricordare. Se puoi, dacci una mano.

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