Dobbiamo metterci il cuore in pace

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Forse, dal Ministro  dell’Interno  sarebbe legittimo aspettarsi  qualcosa  di più che  un atteggiamento di rassegnazione di fronte all’accoltellamento di cinque persone a Rimini, di fronte al rave party illegale di Valenzano… come se  fosse ineluttabile che l’Italia costituisca il refugium peccatorum di ogni richiedente asilo, già  legittimamente respinto in altre nazioni e sempre l’Italia venga eletta meta dei “ravers”  di  tutta Europa, nella quale non sono consentiti simili  raduni. 

 


“Quella dell’uomo sembra essere stata più un’iper reazione violentissima ad un evento inaspettato, come la richiesta di un biglietto in regola per il trasporto che in quel momento non possedeva.”

È una frase stralciata dall’articolo che il Corriere di Bologna ha dedicato all’episodio di Rimini dello  scorso 11 settembre.  Nel pezzo, (del  quale  accludo il collegamento Corriere di Bologna del 12.9.2021, per una lettura integrale)   l’accoltellamento  di cinque persone, fra le quali un bambino, è derubricato a “iper reazione”  “ad un evento inaspettato”. Tutti contenti e assai sollevati, leggiamo altresì  che non si è trattato di  un atto terroristico né di un’aggressione organizzata.

C’è chi ha trovato buffa, questa “perla”; c’è chi ha colto la palla al balzo per mettere nello stesso calderone tutti i giornalisti, esprimendo giudizi sprezzanti su tutta la categoria; ci sono anche  quelli che si sono  indignati ma costoro contano meno di tutti: qualunque cosa dicano, benché giusta, attirerà loro le sommarie  etichette di razzisti e di xenofobi.

Comunque, si può dire che è meritevole di  plauso l’ispirata minimizzazione di un evento  così grave e terribile. Cosa non facile, veramente complimenti al  volenteroso cronista, capace anche di instillare in chi legge  il dubbio se la richiesta di esibire il biglietto, su un autobus, evento che, fino ad ora, ritenuta cosa normalissima, non sia, invece, un “evento inaspettato” di fronte al  quale ogni reazione è possibile. Buono a sapersi.

Questo è niente, comunque. Simili alle  reazioni  di cui sopra (amaro divertimento, indignazione, etc.) ma decisamente potenziate, sono le reazioni  suscitate dalle dichiarazioni del Ministro Lamorgese sull’aggressione di  Rimini da parte di un richiedente asilo di origini somale.

«E’ stato un episodio che certamente non doveva capitare, ma che poteva capitare in qualunque parte d’Italia o d’Europa. Era una persona evidentemente disturbata, su questo si stanno facendo tutti gli accertamenti del caso dal punto di vista psichiatrico». «Il lato positivo è che le vittime non sono più in pericolo di vita e questa è la cosa più importante».

Anche all’interno  del “Question time, del successivo mercoledì 15 settembre l’ineffabile Ministro, riferire a Montecitorio, leggendo il testo preparato, ha risposto all’interrogazione  con frasi che probabilmente  riteneva tranquillizzanti, sulla matrice non terroristica, sull’aggressività solo verbale del soggetto, privo di precedenti polizia e  ha  snocciolato i nomi  delle altre nazioni, Germania, Danimarca, Svezia, Olanda, Austria e  Svizzera … nelle quali il somalo Somane Duula aveva presentato  domanda d’asilo, concludendo infine che  c’è la richiesta da parte dell’Italia alla Svizzera affinché se lo prenda in carico.  Come dire, tutto risolto!

Forse, dal  Ministro  dell’Interno  sarebbe legittimo aspettarsi  qualcosa  di più. Ad esempio una risposta sul perché, dopo che la sua domanda era sempre stata  respinta in quanto privo dei requisiti, Somane Duula ha pensato bene di venire in Italia, confermandone il ruolo di refugium peccatorum. Altrettanto,  avrebbe dovuto spendere qualche parola  sulla pericolosità sociale di una persona che ordinariamente gira armata di cinque coltelli di tipo Kaimano e di un paio di forbici… che  risulta da precedenti  episodi piuttosto irascibile, diciamo… che non ha alcun senso civico né alcuna  inibizione, tanto  da reagire anche alla semplice richiesta di esibire un documento di viaggio con un’aggressione a cinque persone, ferite con precisione al  collo.

Né il Ministro  è stato più esauriente  e chiara commentando il rave party di valenzano in provincia di Viterbo

«Nella sua ricostruzione, la ministra ha parlato anche delle attività di controllo sui camper avvenute dalle 20.45 del 13 agosto scorso sull’Aurelia, nel tratto tra Livorno e Cecina. Le forze dell’ordine, ha detto Lamorgese, hanno controllato un gruppo di camperisti, «circa 40 camper», che avevano a bordo una cinquantina di persone. Nessuna di loro ha dichiarato la destinazione verso cui il gruppo era diretto, facendo solo «vaghi cenni alla regione Puglia». Durante le fasi del controllo vero e proprio, gli agenti non avevano trovato nessuno strumento di diffusione sonora. «Non emergendo evidenze circa forme di illegalità che legittimassero misure restrittive o di carattere cautelare – ha detto Lamorgese – non sarebbe stato possibile adottare nei confronti delle persone controllate provvedimenti che ne avrebbero potuto impedire giustificatamente il proseguimento del viaggio».

https://www.open.online/2021/09/15/camera-question-time-lamorgese/

Francamente, ritenere esauriente una risposta simile, accontentandosi di aver fatto controllare quaranta camperisti, senza alcuno strumento di diffusione sonora,  che avevano a  bordo una cinquantina di persone, quando poi al rave erano presenti alcune migliaia… con il macello che ne è seguito,  mi sembra un po’ poco.
Soprattutto, è inaccettabile  l’atteggiamento di rassegnazione,  come se  fosse ineluttabile che l’Italia possa essere il refugium peccatorum di ogni richiedente asilo, legittimamente respinto in altre nazioni… e sia eletta meta dei “ravers”  di  tutta Europa, nella quale, invece,  non sono consentiti simili  raduni e ogni tentativo è prontamente bloccato, prima che assuma proporzioni ingovernabili. Senza contare poi che giustificare il mancato intervento anche con il fatto che c’erano alcuni bambini presenti e che  sarebbe stato pericoloso intervenire, fornirà un utile espediente ai futuri  aspiranti “ravers” ai quali, della sicurezza e incolumità dei bambini, probabilmente importa decisamente meno. Fiumi di droga, musica decisamente lontana  da ninne nanne, disinvoltura nell’espletare funzioni corporali di qualsiasi tipo …non sembrano, infatti, costituire proprio l’ideale di un nido d’infanzia.

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Come di consueto, qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto sono link che portano direttamente ai relativi pezzi. Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più facilmente il giornale.

 

 “Poteva capitare ovunque”

di A.D.Z.

Cara Francia, no vendita sottomarini no party

di Massimo Nardi

Attenzione: la mancata vendita all’Australia dei sottomarini non può essere vista solo dal punto economico. Ha anche altri sviluppi tra cui quelli politici. 

Mark Zuckerberg …come La Terra dei fuochi, come l’Eternit

di Alberto Venturi

Con la differenza che Instagram è diffuso nel mondo intero; soltanto negli Stati Uniti sono 22 milioni gli adolescenti che lo usano. Il male che fa è enorme e praticamente riguarda il mondo intero. Ecco perché, secondo me, risponde pienamente alla definizione di ‘crimine contro l’umanità’ 

Il Green Pass è legge

Marco Danieli

Durerà un anno. In farmacia il vaccino per il Covid e per l’influenza.

Il nero sul bianco non va più

di Ugo Volpi

Tolleriamo che nella vita concreta il razzismo ed i pregiudizi siano praticati abitualmente, negli Stati Uniti in primis e inorridiamo se, ripetendo una tradizione che risale alla notte dei tempi, in una performance artistica, musicale, teatrale, di danza o che altro, un protagonista si maschera.

Buona settimana e buona lettura del n. 767 – 458.

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