Dizionarietto dell’Italia sballottata

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Un dizionario nel quale, con ironia e disincanto, preoccupazione e  speranza,  sono elencati i mali dell'Italia, dall'Astensionismo, pericoloso morbo   di ogni democrazia... fino alla Speranza, ultima  a morire,  anche  quando la situazione appare disperata.

ASTENSIONISMO: grave patologia che provoca la morte della democrazia e oggi primo non-partito italiano. Neanche su questo la politica italiana sa essere unita per combatterlo.

 

AUGURI: a tutte le elette e a tutti gli eletti. Ne hanno bisogno perché vivranno cinque anni camminando ogni giorno  sotto le forche caudine di un governo accentratore che toglie autonomia alle realtà locali, di un popolo, tronfio dei propri diritti, con amnesie serie sui propri doveri; di una burocrazia nella quale si ha sempre e comunque fatto qualcosa di sbagliato che neanche tu lo sai.  

 

D’ALEMA: tutti, ma proprio tutti, sperano che D’Alema, per fare qualcosa di utile al Pd, inizi il giro del mondo in barca a vela senza cellulare e senza radio.

 

DONNE SINDACO: Raggi e Appendino non sono state votate perché donne; non è una vittoria di genere, ma della loro lista che ha rappresentato l’alternativa.  Speriamo che la differenza di genere ce la mettano ora nel governare. I giornali intanto, per non smentirsi, sono già in campo per trasformare in santini le donne sindaco: ‘Il marito le scrive: mi manchi da morire’ oppure, sempre il compagno della Raggi: ‘Io ti proteggerò da lontano’. Marmellate in arrivo!

 

FANGO: quello che sarebbe stato scagliato contro la Raggi per non avere dichiarato l’incarico ricevuto dall’Asl di Civitavecchia, ma non quello da lei scagliato contro Giachetti rispetto alle sue proprietà. Non è grave, ma non mi piace, soprattutto la sua reazione. Già vista e rivista la storia che sbagliano solo gli altri. Errore c’è stato. Punto.

 

ITALICUM: la sinistra dem, dopo la batosta dei ballottaggi, afferma che bisogna rimettere mano all’Italicum. Pur restando una cosa doverosa, qualcuno spieghi che agli Italiani interessano di più il lavoro, la crisi economica, i fenomeni migratori, la microcriminalità, i servizi, le tasse.

 

GIOVANI: le prime battute di Matteo Renzi non centrano il bersaglio. ‘Vincono i voti giovani, la  sfida è il referendum’. No. Vincono le forze di ‘alternativa’ e il Pd vince dov’era minoranza, vedi Varese. Anche Marcucci, demrenziano, spara a caso: “Non è un voto contro il governo”. Io invece ne ho viste poche di tornate elettorali così poco amministrative e così tanto politiche.

 

LIQUIDO: destra e sinistra sono state eliminate dai dizionari della politica. Si vaga di qua e di là secondo il momento, segno che non ci sono punti di riferimento. Sono finiti i partiti, sono finite le ideologie, sono finiti i programmi, che pure da qualche parte sono scritti. Mi piacerebbe leggere un’indagine su chi e perché ha votato Movimento 5 Stelle; resto convinto che non si andrebbe in genere più in là di: voglio cambiare. Come, non è importante. Chissà se servirebbe l’elastico al polso per distinguere destra e sinistra, perché fra ritenere che ognuno debba e possa fare da sé, così che i potenti possono di più e pensare che ad ognuno vadano  date pari opportunità di partenza e chi ha di più deve contribuire di più alla comunità, la differenza corre ancora tutta. Gli elettori lo hanno dimenticato per primi.

 

MASTELLA: Clemente, divenuto sindaco di Benevento dimostra che il nuovo può esser scaduto da un pezzo. Insomma, il nuovo che c’è avanzato (battuta vecchia, lo so, ma meno vecchia di Mastella).

 

OPERAZIONE SORRISO: quella avviata dal Movimento 5 Stelle, per presentarsi come forza positiva. Dovrebbe però avvisare le periferie; qualcuno è rimasto ancora al mito di Robespierre e alla ghigliottina in attività sui tre turni giornalieri.

 

RENZI SOLO COME UN CANE: Ho letto questo nel sottopancia di Tgcom di Mediaset mentre Liguori intervista Toti. Non è che altri leader stiano meglio o abbiano compagnie più numerose. Un consiglio a Renzi; quando si riduce il proprio partito a uno zerbino, bisogna poi ricordarsi che potrà fare soltanto lo zerbino, non più smuovere le masse e quando i sindacati sono forza negativa, la sinistra interna ed esterna soltanto un ostacolo, le autonomie locali, da sempre roccaforte delle sinistre, enti da mungere e asservire, gli iscritti al partito soltanto iscritti al partito, con pari dignità di qualsiasi altro che una volta ogni cinque anni viene chiamato alle primarie, non si stupisca che anche il Pd si stia liquafacendo.

 

STUPIDAGGINI: l’Appendino comincia con una sparata demogogica assai: “La giunta si riunirà almeno una volta al mese in diretta Facebook, perché per noi il rapporto con i cittadini è molto importante””. Ovverossia, sarà una kermesse a misura di telecamere, dove si farà finta di affrontare certi temi. Perché non possono certo essere trattate in pubblico proposte che potrebbero poi essere abbandonate; proposte che portano vantaggi o svantaggi per parti della popolazione; temi che riguardino direttamente persone, proposte che dividono la Giunta e renderebbero pubbliche diversità di idee e di pensiero, con la possibilità di subire pressioni e lobbing. La Giunta collabora con il Sindaco ed opera attraverso deliberazioni collegiali; non è importante come discute. E’ importante ascoltare i cittadini prima e comunicare poi le decisioni assunte.

 

TRIPOLARISMO: è la definizione più utilizzata per descrivere l’oggi politico: centrodestra, centrosinistra e Movimento 5 Stelle. Nessuno però che aggiunga: tre poli negativi, respingenti. Non aggregano per, ma contro. Si distrugge e non si costruisce.  Ci si allea non su cosa fare, ma contro chi abbattere. Così si va poco lontano, in ogni caso si va nella direzione sbagliata.

 

ULTIMA A MORIRE: la speranza e ad essa mi attacco nel sogno che i Cinque Stelle siano forza di cambiamento perché ora ne hanno la possibilità, dando l’esempio dove governeranno le comunità. Continuo a pensare che ci metteranno due anni, come tutti, per capire dove sono e prendere le misure a istituzioni e  città complesse; ma se nel frattempo sapranno studiare, imparare, ascoltare, scegliere i collaboratori, dopo potrebbe iniziare un periodo di grandi soddisfazioni.  

 

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