Diritto ai farmaci, interrogazioni in Parlamento e in Comune a Modena

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Diritto ai farmaci, interrogazioni in Parlamento e in Comune a Modena

Interrogazioni presentate dall’on. Giuditta Pini e dalla consigliera Federica Venturelli

 

La deputata modenese del Pd Giuditta Pini e la consigliera comunale del Pd Federica Venturelli hanno presentato due interrogazioni simili in Parlamento e al Comune di Modena sul diritto all’accesso ai farmaci, in particolare i contraccettivi d’emergenza per via orale. Ecco la dichiarazione delle due esponenti del Partito democratico:

 

 

Nei giorni scorsi abbiamo depositato in Parlamento, presso la Commissione Affari sociali della Camera dei deputati, ed al Comune di Modena due interrogazioni simili che hanno ad oggetto le intenzioni del Ministero e dell’Amministrazione comunale relativamente al diritto all’accesso ai farmaci – soprattutto quelli relativi alla somministrazione dei contraccettivi d’emergenza per via orale – sul territorio nazionale e modenese. 
Il dibattito sull’introduzione del diritto di obiezione di coscienza dei farmacisti, equiparata a quella del personale medico, è aperto da anni. Abbiamo ritenuto opportuno presentare tali interrogazioni anche alla luce della proposta di legge presentata alla Commissione Affari sociali (a firma Gigli e Sberna) che ha come obiettivo l’introduzione dell’obiezione di coscienza anche ai farmacisti, garantendo la disponibilità di un registro aggiornato delle farmacie con obiettori e non. Dal momento che le società scientifiche SIC e SMIC, che operano nel campo della contraccezione, hanno dimostrato che la contraccezione d’emergenza è una “metodica contraccettiva”, poiché “può solo prevenire e non interrompere una gravidanza”, non comprendiamo quindi l’obiezione di coscienza dei farmacisti. In una regione il cui tasso di obiettori è sempre più alto e in cui l’accesso alle cure per le donne che decidono consapevolmente di interrompere la gravidanza è sempre più complicato, ci siamo preoccupate di capire cosa intendano fare il Ministero e il Comune per garantire il diritto di accesso al farmaco a tutte le donne. Coerentemente alla richiesta presentata al Ministero, infine chiediamo al Comune di Modena di sapere se all’interno di Farmacie Comunali di Modena s.p.a. che attualmente gestisce 13 farmacie sul territorio comunale, siano presenti dei farmacisti che si rifiutano di rilasciare la pillola anticoncezionale d’emergenza”.

 

 

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