Dietro Grillo

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""La mancanza di democrazia è una delle cause della crisi politica e del malessere dei cittadini che si rendono conto di contare poco o nulla.""art. del Sen. Paolo Danieli

 

Grillo sarà anche la novità di questa campagna elettorale e il suo previsto successo sarà anche l’elemento per il quale saranno ricordate le politiche del 2013, ma ciò non toglie che incanalare su di lui la rabbia per la crisi è un errore madornale.

 

Il movimento di Grillo, anche se a parole rifiuta lo schema destra/sinistra, è di sinistra: gran parte dei suoi candidati provengono dai No-Tav, dai centri sociali e dall’area della sinistra radicale. Una volta in parlamento non mancherà di manifestarsi la loro indole con le note conseguenze.

Poi c’è da considerare il deficit di democrazia che esiste nel M5S. Pur essendo nato da poco, non si contano libri, articoli e denunce da parte dei suoi ex-militanti per la mancanza di democrazia interna. Mai nessun partito ha raccolto tante lamentele, né la vita di nessun altro partito è stata contrassegnata da tante divisioni, epurazioni e scomuniche in così poco tempo.  Nel M5S ci sono solo due persone che contano, Grillo e Casaleggio. Gli altri non esistono. Niente partecipazione, niente coinvolgimento, niente congressi. Decidono tutto quei due. E già questo dovrebbe far aprire gli occhi agli elettori.

La mancanza di democrazia è una delle cause della crisi politica e del malessere dei cittadini che si rendono conto di contare poco o nulla. Ciò è dovuto in larga parte alla perdita di ruolo dei partiti come mediatori fra il popolo e le istituzioni, a causa della riduzione degli spazi di democrazia al loro interno. Come pensare allora di sistemare le cose votando un movimento che di democratico non ha nulla?

Ma c’è una ragione di più per non votare Grillo.

Quello che si vorrebbe far passare per un movimento spontaneo di protesta  è in realtà uno strumento della campagna di delegittimazione della politica e dei partiti. Questi partiti e questa politica non sono certo i migliori possibili. Ma non è pensabile raddrizzare la barca senza i partiti e senza la politica. Magari con dei partiti nuovi ed una politica nuova, non certo lasciando l’Italia nelle mani della finanza e delle banche.

Ed è questa, in ultima analisi, la vera funzione di Grillo: screditare la politica e i partiti per poi lasciare campo libero a quei gruppi finanziari che vogliono mettere le mani sulla ricchezza degli italiani, ancora fra le prime del mondo.

Fare luce sulla figura di Casaleggio, il cosiddetto guru del M5S che lavora nell’ombra alle spalle dell’istrione che riempie le piazze, potrebbe aiutare a far chiarezza sull’intera operazione e sui reali scopi della protesta grillina.

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