DEUS CARITAS EST

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Guida alla lettura della I Lettera Enciclica di Papa Benedetto XVIA cura del dr. P.Paolo Pavarotti, Bachelor of Theology che per dabicesidice ci ha così commentato.

Annunciata da diverse settimane, attesa certamente, ma non spasmodicamente, mercoledì 25 Gennaio u.s. –festa della Conversione di Paolo Apostolo- è stata resa nota pubblicamente la I Enciclica di Joseph Ratzinger, Benedetto XVI, CCLXIV Vescovo di Roma dal titolo “Deus Caritas Est”.

Il testo dell’enciclica si compone di 93 pagine e 42 paragrafi divisi in due parti. Dopo l’introduzione, nella I parte  titolata “l’Unità dell’amore nella creazione e nella storia della salvezza”, trova spazio una riflessione biblico-teologica sull’amore, che comunemente viene definito Carità per il tramite della traduzione latina dell’originale ebraico: Caritas appunto. In particolare Benedetto XVI recepisce ed elabora la recente teologia dell’amore che ripensa e riduce il contrasto tra due delle principali accezioni del termine: Eros ed Agape. Il primo è l’amore di desiderio, la fusione passionale tra due persone, il secondo quello di benevolenza, oblativo che cerca la piena realizzazione dell’altro. Il dibattito nacque grazie al celebre testo di R. Nygren (EDB). In realtà nell’Enciclica, un genere letterario decisamente autorevole del magistero pontificio universale, si mostra come la storia di Israele veda continuamente il suo Dio amarla in entrambe i modi. Il culmine di questo amore così ricco di sfaccettature è Gesù Cristo, esempio e modello del cristiano. Gesù contempla il Padre e cerca i suoi fratelli. Stringe forti legami personali e promuove le persone, senza legarle, verso la strada autonoma all’incontro con il  Padre.  Gesù Cristo, infatti,dona continuamente il dono che lui stesso ha ricevuto.

In eredità, Gesù, ha lasciato agli uomini l’Eucaristia, in cui i discepoli continuamente ricevono e donano il suo amore.

Nella II parte dell’enciclica intitolata “Caritas –L’esercizio dell’amore da parte della Chiesa quale comunità d’amore”, il Vescovo di Roma tratta dell’amore in esercizio da parte della cattolicità sia come gerarchia (ministero di purificazione della ragione e di risveglio delle istanze morali, sia come fedeli laici che hanno invece il compito immediato di contribuire ad una società sempre più giusta. La teologia qui è ancora quella della Christifideles laici (1988) del suo grande predecessore. La Chiesa talvolta è impegnata come istituzione nell’apostolato della carità e qui si sottolineano le funzioni le responsabilità, del pontificio consiglio Cor Unum a livello centrale e dei Vescovi nelle chiese locali. La chiusura della II parte è dedicata all’importanza della preghiera ed alle testimonianze dei primi secoli mentre l’inizio era dedicato alla Trinità. Credo che questo unico accenno sia insufficiente per un tema così importante come la Trinità.

La conclusione è riservata ai santi della carità ed in particolare a Maria. Rimangono un accenno al sensus fidelium nella devozione e alla preghiera mariana come il predecessore. Molto più breve e di taglio rigorosamente cristologico.

L’enciclica di Benedetto XVI, a mio giudizio, è un testo di fedele radicamento biblico, rivolto prevalentemente ad intra e senza un vero e proprio intento programmatico.

 

 

 

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