Democrazia Italiana – ultima fermata venerdì 2 agosto 2013 – 17:28

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Forse era questo il mondo giusto  che sognavano i martiri del Risorgimento italiano, i 600.000 fanti caduti per Trento e Trieste, gli esuli antifascisti, i martiri delle Fosse Ardeatine, di Marzabotto, di Cefalonia, dell’Istria, del triangolo della morte Emiliano, di S. Sabba, di Porzus ?

L’ordinamento politico ideale non è ancora stato scoperto e nemmeno sperimentato, né in Italia, né in altri paesi cosiddetti più evoluti. Tuttavia abbiamo il dovere di continuare a provarci.

L’attacco alla democrazia, attualmente in corso in Italia, contribuisce a rendere vani tutti i tentativi di superare quei ricatti che il popolo lavoratore italiano ha subito e continua a subire da una oligarchia

feudale di profittatori impuniti e impunibili, poiché sono loro stessi giudici di sé stessi.

La testimonianza di tale attacco alla democrazia ed il sacrificio politico-personale di Craxi e Berlusconi, nei loro ruoli politici ed istituzionali, sono acquisiti ormai nella storia d’Italia, come risultato del cancro che affligge il nostro sistema , che avevamo immaginato appunto democratico. Ma i loro avversari politici risultano perdenti.

 

La partita politica non si giocherà più in nome di un solo movimento politico legittimato dal voto popolare, ma piuttosto in nome di una convivenza futura di donne e uomini liberi di ogni razza e religione.

L’Italia dovrà cambiare pelle, e in parte l’ha già cambiata, e ripercorrere in modo incruento lo scontro sociale, già in atto, tra una minoranza composta da caste privilegiate improduttive e la maggioranza composta da tutte le categorie di lavoratori che concorrono a formare il PRODOTTO INTERNO LORDO, non più divisi in piccoli o grandi potentati indipendenti, ma, al contrario, alleati per vincere.

 

 

 

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