Democrazia di facciata

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Preoccupa  il fatto che nemmeno venga  presa in considerazione la possibilità che certe riforme, soprattutto  quelle improvvisate, raffazzonate, contraddittorie o addirittura incomprensibili... possano non essere condivise, possano non rappresentare  l'interesse del popolo, il quale viene ignorato, tenuto ai margini,  sempre meno consultato..


Dura da mesi, ormai.

Impauriti dalla crisi che non si attenua, attanagliati dai problemi  del quotidiano,  preoccupati dall’instabilità dei governi, rassegnati a non contare quasi nulla, assistiamo,   con una sorta di ottundimento, a proposte di vertiginose e affrettate riforme, delle quali non ci sembra forse di avere tutta questa necessità, mentre altri cambiamenti, più importanti e indispensabili, vengono trascurati.

Come un mantra, non ieratico, quasi minaccioso, il Presidente del Consiglio ripete che “”le riforme si faranno, che piacciano o meno ai gufi””  con il pittoresco eloquio che lo contraddistingue.  Mi lasciano indifferente sia le sue battute  estemporanee sia  l’ossessivo suo  ricorso  ai social network, per comunicare agli italiani che cosa sta facendo per “”salvare l’Italia”” come afferma senza troppa modestia.

 Quello che mi preoccupa, e molto, è il fatto che nemmeno viene presa in considerazione la possibilità che certe riforme, soprattutto  quelle improvvisate, raffazzonate, contraddittorie o addirittura incomprensibili… possano non essere condivise, possano non rappresentare  l’interesse del popolo, il quale viene ignorato, tenuto ai margini,  sempre meno consultato.  Questo mi  preoccupa.

L’assottigliarsi dello spazio concesso alla volontà popolare,  con provvedimenti sempre meno democratici, come  aumentare inopinatamente da 500.000 a 800.000 il numero delle firme necessarie perché un Referendum abrogativo possa essere sottoposto agli elettori, non mi sembra democratico.

Riformare il Senato, reso non  più elettivo, facendogli attingere  i suoi componenti dai gruppi consiliari  regionali, nei quali, come abbiamo visto, le presenze di indagati, corrotti, condannati… sono  in numero allarmante e vergognoso… non mi sembra democratico.

Una legge elettorale che escluda le preferenze, che tolga ai cittadini la possibilità di scegliere  persone di fiducia, a rappresentarlo in Parlamento, non mi sembra democratica.

I cittadini, quando si allontanano dalla politica, per sfiducia, disamore, delusione, stanchezza…  diventano dei cittadini peggiori, ai quali sarà sempre meno facile   rispettare le leggi, compiere i propri doveri.

Imporre una democrazia di facciata, illudendo il popolo di essere sovrano, decidendo, invece, per esso in ogni aspetto della sua vita, senza tener conto della sua volontà e senza consultarlo, opprimendolo in mome del momento difficile, con balzelli e sacrifici imposti, mantenendo intatti inenarrabili vantaggi e privilegi di camarille e  caste… equivale a una dittatura.

Forse chi ci governa dovrebbe tenerne conto.

 

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