Delfini e squali

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Tra metafore zoologiche e ridanciani commensali
art. di A. D’Alessandro Zecchin

 

 

Seguo e apprezzo Bice fin dal suo primo numero, considero pertanto un grande onore assumerne oggi la direzione, accogliendo il testimone da Alberto Broglia, del quale sarò modestissima epigona, consapevole dell’impossibilità di eguagliarlo.

Non sempre e non tutto è stato piacevole in questi anni ma scelgo di ricordare solo le cose belle, per quanto io possieda una memoria da elefante.

Non per Direttore, né per le persone che, come lui, mi conoscono veramente, ma per gli instancabili dietrologi, desidero precisare una cosa, rimanendo nella metafora zoologica: non sono nei suoi confronti un delfino e nemmeno uno squalo, non ho mai pensato, tantomeno desiderato, dirigere il giornale, prendendo il suo posto, posto che, giusto per la cronaca, già nel mese di marzo  del 2010 mi era stato offerto e che avevo rifiutato.

Se ora accetto questo incarico, sicuramente prestigioso ma irto di difficoltà, è solo per rispetto nei confronti dell’Editore e per la stima e l’affetto che ho verso i Lettori. Rimarrò, tuttavia,  solo per il tempo necessario alla nomina di un altro direttore. Motivi di salute, gli stessi che mi hanno precluso, per la seconda volta in due anni un viaggio lungamente sognato, nonché altri gravi motivi personali, non mi consentono di assumere impegni a lunga scadenza.

Conto molto sulla collaborazione dei Lettori, dei commentatori storici e dei nuovi che verranno. Bice si rivolge a tutti i cittadini, modenesi e non, che hanno qualcosa da dire, che non accettano passivamente ciò che “il Palazzo”, locale o nazionale, decide per loro e si rivolge, in generale, a tutte le persone che ancora credono nel valore dello scambio delle idee, nel confronto fra le opinioni, nella giusta manifestazione del dissenso e nell’esercizio civile della critica.

E, proprio per il rispetto dovuto agli Autori e ai Lettori, mi assumo la responsabilità di non pubblicare ciò che non ritengo sia utile al dibattito: che siano sperticate e vuote lodi, ammiccanti considerazioni, oppure, all’opposto, violente critiche esposte sotto forma di insulto alla persona. Tutto, come sempre, verrà letto, preso nella considerazione che merita, ma non tutto verrà pubblicato. Nessuna testata giornalistica pubblica tutto ciò che riceve…e Bice non è un blog e non è un forum. E’ un giornale, un piccolo grande giornale, letto a Modena e in Emilia, ma letto e apprezzato in molte altre città d’Italia, con qualche gradito contatto anche all’estero.

Questo grazie a Internet.

Ci sono, nel restyling del sito, mete impossibili e cambiamenti per vari motivi irrealizzabili, sui quali ritengo inutile puntare, ma ho posto come condizione che, per il tempo in cui lo dirigerò, nel giornale debbano essere mantenuti comunque lo stile e la correttezza, anche formale, escludendo dalla pubblicazione ciò che di sguaiato, o inaccettabile per altre cause, pervenga in redazione,a chiunque sia diretto. Tutto questo non ha nulla a che fare con la critica e il civile dissenso, giusti e auspicabili, vero sale della democrazia; ma chi scrive su Bice non deve essere insultato da qualche autoreferenziato censore bensì trattato con il riguardo e il rispetto che tutti noi dobbiamo all’ospite che accogliamo nella nostra casa.

Non mancano altri siti, altri luoghi, pubblici e privati, nei quali,in tutta libertà, direi pure in totale  licenza, ciascuno può scrivere ciò che più gli aggrada; nessuno può impedire il meschino esercizio privato della maldicenza e della gratuita villania nei confronti di ignari malcapitati…C’è solo l’imbarazzo della scelta.

Anche questo, grazie a Internet.

E’ consuetudine, nello scontato copione dei passaggi di consegna, ringraziare con parole di circostanza chi lascia l’incarico.

Io non lo farò, anche perché non ci sono parole che possano adeguatamente esprimere in quale considerazione io tenga Alberto Broglia. La rettitudine, la dirittura morale, la lealtà, l’intelligenza e la cultura, la profonda religiosità e la coerenza che lo contraddistinguono, certamente vi sono note…come pure la sua abilità e la sua attitudine, direi cardinalizia, al dialogo e alla mediazione, qualità che lo rendono insostituibile e leale amico anche di persone molto differenti fra loro o che sono fra loro addirittura nemiche.

Spero di non farvelo rimpiangere troppo, anche perché la sua penna feconda e la sua sferzante ironia sicuramente, e mi auguro frequentemente, arricchiranno le pagine di Bice anche in futuro.

Il giornale era, è e resterà, libero, disponibile ad accogliere e dare voce ad ogni partito e ad ogni singolo cittadino, nel rispetto della verità oggettiva e nella ricerca dell’imparzialità e dell’equilibrio, lasciando forse meno spazio alla pura ideologia e alla politica astratta per favorire, invece, ciò che realmente è utile alla collettività.

Sono convinta che, quando si è in buona fede e si guarda con animo puro il mondo, tutte le idee abbiano dignità e valore. Così come sono certa che ogni cittadino, di destra o di sinistra, desidera solo il bene della nazione e la risoluzione dei problemi; desidera vedere i colpevoli e gli ipocriti smascherati e puniti, i migliori e gli onesti riconosciuti e premiati.

Collaboro con altri giornali cartacei ma ciò che trovo, professionalmente e umanamente, in Bice, nel suo ideatore ed Editore, nei suoi molti Autori e nei suoi Lettori, non ha l’eguale.

Un patrimonio di idee, di conoscenze, di differenti punti di vista, di ideali e di emozioni.

Di questo sarò sempre grata.

Buona lettura.

 

Agostina D’Alessandro Zecchin

 

 

Questa fotografia, una delle poche con Dante Fontechiari e Alberto Broglia,forse lascia un po’ a desiderare come qualità…una gentile camerierina, alla Ruota, “”costretta”” da tre ridanciani commensali,la scattò di corsa,interrompendo per un momento il suo lavoro.. Ma la conservo tra i miei ricordi più cari, come conservo il ricordo di quel giorno, appena due anni fa, un giorno non lontano ma che appare oggi stranamente remoto.

Auguro ai tre ridanciani commensali di ritrovare lo stato d’animo di allora, sorridente, colmo di progettualità e di interesse per il futuro.

E le stesse cose auguro a Voi che leggete.

A.

   

 

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