Declino di una civiltà

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""La globalizzazione ha prodotto un processo di mescolanza di etnie e di abitudini oltre che degli assetti economici. La stiamo subendo anche in Italia, con connesse integrazioni, anche forzate""
art. di Adalberto de' Bartolomeis

 

Si presagisce nell’aria la morte di una civiltà, preceduta dalla decadenza, che ha sempre segnato il passaggio al nuovo e comportato la modifica dei costumi, degli usi, degli atteggiamenti, della parola e della lingua. La globalizzazione ha prodotto un processo di mescolanza di etnie e di abitudini oltre che degli assetti economici. La stiamo subendo anche in Italia, con connesse integrazioni, anche forzate, per effetto di leggi discutibili, per scelte politiche che puntano all’eliminazione di antichi principi e valori, quali potevano essere l’esaltazione dell’identità di un unico popolo, di un’unica stirpe, di un’unica lingua.

Lo possiamo comprendere anche da come la lingua si modifica, assorbendo una quantità sempre maggiore di parole straniere. La trasformazione da stato-nazione a paese globalizzato si realizza anche attraverso l’arrivo di masse migratorie sempre più grandi che, nelle variabili delle motivazioni che spingono ciascun individuo a scegliere un altro posto dove vivere, hanno l’effetto di mescolarsi al popolo che è costretto a riceverle e/o subirle, con tutto quel che comporta la convivenza di culture e fedi diverse.

E’ sconfortante affermare un dato reale: l’Italia non è più la Patria degli italiani, ma la terra di tutti coloro che vi approdano e vi piantano le loro tende; che l’ identità italiana non corrisponde più alle radici cristiane, alla cultura laica e liberale, ai diritti fondamentali della persona; che la civiltà italiana non è più la dimensione qualitativa che esalta le eccellenze della propria storia, ma la dimensione quantitativa che somma le istanze di identità, culture e religioni diverse, che vengono messe sullo stesso piano a prescindere dai loro contenuti. Noi che siamo orgogliosi di essere italiani, a prescindere dal fatto di essere nati all’estero e dal colore della pelle, sosteniamo a viva voce che l’Italia è la Patria degli italiani e chiediamo che l’integrazione avvenga nel contesto dei valori dell’identità nazionale e delle regole della cittadinanza italiana, così come è doveroso chiedere che l’immigrazione vada contenuta, oltre che regolamentata, favorendo davvero lo sviluppo e condizione di vite dignitose nei paesi d’origine degli immigrati, affinchè l’emigrazione sia frutto di una scelta e non di una costrizione!

 

 

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