Debito pubblico come colpa: un inganno

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Continua a fare effetto il debito pubblico, pilastro sul quale è stata progettata la spoliazione dell’Italiaart. del Sen. Paolo Danieli

Ma come? È mai possibile che di punto in bianco ci troviamo ad essere uno stato-barbone? Non eravamo una delle prime otto potenze della terra ( il famoso G8 ) ? Non eravamo uno dei paesi dove si vive meglio? Non eravamo la nazione con la maggior quantità di riserve auree del mondo (2451,8 tonnellate d’oro paria a 110 miliardi di euro), solo Usa e Germania ne hanno di più?   Non eravamo uno dei primi paesi europei per ricchezza privata pro-capite, tanto da avere la casa di proprietà per l’80%? E allora come mai da un giorno all’altro siamo diventati un paese di poveracci e pieni di debiti? Cosa può essere successo? Ma soprattutto: sarà vero?

 

Queste domande se le pone chiunque ragioni col suo cervello, nonostante la campagna propagandistica orchestrata dai media, nazionali e internazionali, per convincerci che per decenni abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità, facendo debiti che ora dobbiamo pagare. Come dire: avete fatto la vita del Michelasso, ch’el magna, el beve e va a spasso? Ora dovete purgare! Fosse vero il discorso non farebbe una grinza. Ma non è così.

Che l’Italia  per ciò che concerne la pubblica amministrazione, non sia un modello di efficienza e di onestà lo si è sempre saputo. E ciò sicuramente incide sul bilancio dello stato. E c’è anche una quota di evasione che sottrae gettito alle casse dello stato. Tutte patologie che vanno risolte. Ma l’ammontare degli sprechi, delle ruberie e delle inefficienze che si annidano nei palazzi del potere politico e burocratico e dell’evasione del commerciante che non ti fa lo scontrino è un nonnulla di fronte alla grande truffa finanziaria ai danni del popolo, costruita sul debito pubblico e l’emissione del denaro da parte delle banche centrali private.

Di quanto specioso e truffaldino sia stato il ricorso allo spauracchio dello spread, rappresentato come una specie Aids, s’è detto al punto che oggi non fa più effetto.

Continua invece a fare effetto il debito pubblico, pilastro sul quale è stata progettata la spoliazione dell’Italia. E’ il debito pubblico la formula magica con la quale si stanno spremendo gli italiani come dei limoni. E’ il debito pubblico che ha la capacità semantica di colpire l’autostima e il tenore di vita proprio in quanto debito, ovvero qualcosa che si deve agli altri e che perciò ingenera un senso di colpa. Una colpa collettiva di cui quasi ci si deve vergognare, anche se non se siamo responsabili, e che ci mette in condizioni di inferiorità e nella predisposizione di accettare lezioni, condizioni e sacrifici finalizzati a pagarlo.

Con Monti il debito ha superato i 2.000 miliardi. Ma solo 705 di questi sono in mani estere. Cioè poco più del 30%. Il resto è un debito degli italiani con sé stessi. Come se la mano destra dovesse qualcosa alla mano sinistra. Un debito con sé stessi, che quindi non è un debito. Ammonta dunque a 705 mld il debito reale. Niente di tragico. Niente che giustifichi tutto quanto sta accadendo al nostro paese. E che si può spiegare solo con un disegno ben preciso da parte di alcune centrali speculative di mettere le mani sulla nostra ricchezza.

 

 

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