Datti alla danza

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La giornalista Luisella Costamagna, ospite in un talkshow pomeridiano,  per tessere le lodi  dei bravi  giovani italiani ha citato unicamente i “ventenni che sono  iscritti all’A.N.P.I.”,   ignorando tutte  le altre numerose associazioni, beninteso apartitiche e apolitiche, che  riuniscono tanti altri giovani  intelligenti, ricchi di progettualità, civismo, solidarietà umana. Peccato. Ha perso una buona occasione per dare prova della sua imparzialità.

Prima che nelle aule di un tribunale, in Italia c’è il malvezzo di celebrare i  processi nei salotti televisivi, nei talk show, nei programmi  di approfondimento… per qualsiasi tipologia di reato, grave o meno grave che sia. Notoriamente, per noi italiani tutto è motivo di divisione polemica, non di pacato scambio di idee e puntualmente ciò è accaduto sia con l’esibizione sanremese di Blanco, sia con  la ghiotta notizia che il cantante è ora indagato dalla Procura di Imperia con l’accusa di danneggiamento, reato previsto all’articolo 635  del Codice Penale.  

Da quando è terminato Sanremo,  in pratica si parla più di lui che del vincitore e, per la già menzionata attitudine a schierarsi in modo manicheo, c’è chi lo vorrebbe punito in modo  esemplare e chi lo considera, invece,  un “bravo  ragazzo  che ha esagerato un po’…”.

Insomma, è ulteriore futile argomento atto a riempire le trasmissioni dove gli ospiti, in gran spolvero per trucco, parrucco e magari  recente ennesimo “ritocchino”,  espongono il proprio  eletto parere su altri aspetti  della suddetta manifestazione canora nella quale ci sono stati molti eccessi e non sono mancate anche dichiarazioni sorprendenti,  tipo quella di  Rosa Chemical che non sa chi sia un tale chiamato Sergio Mattarella.   Commentando  tutto  ciò, fra gli altri ospiti della trasmissione pomeridiana “La vita in diretta” , la giornalista Luisella Costamagna, reduce dalla vittoria nel varietà Ballando  con le stelle, ha comunque detto  che i  giovani non sono tutti  così e che …”ci sono  ventenni iscritti all’Associazione Nazionale Partigiani Italiani”.
Per tessere le lodi della gioventù,  ha citato solo l’A.N.P.I., come massimo punto di elevazione raggiungibile da un cittadino.

Per carità, tanto di cappello… non esiste un’associazione che abbia maggiore influenza dell’A.N.P.I. la quale domina incontrastata dettando legge, sui calendari delle commemorazioni, sulle scelte nella toponomastica di  città e paesi, proibendo o promuovendo l’intitolazione di vie, a seconda del nome, più o meno gradito all’associazione stessa. Il mio non è  un giudizio ma una semplice constatazione. La superiorità dell’Associazione Nazionale Partigiani  rispetto ad ogni altra associazione è un dato di fatto, nonostante i funesti scossoni  provocati da rivelazioni, anche da parte di  autori al di sopra di ogni sospetto, (come Giampaolo Pansa, decisamente schierato a sinistra, su quegli anni maledetti.)  Ci furono turpitudini, eccidi, violenze inenarrabili, morti inutili. Però la signora Costamagna ha menzionato solo l’A.N.P.I.  di cui  nessuno osa discutere il valore  ma militare fra le file dell’Associazione  non è certo l’unico merito che un giovane italiano possa avere.  Peccato pertanto che non abbia menzionato almeno qualche  altra associazione fra le molte,  apartitiche e apolitiche, che  riuniscono giovani ricchi di intelligenza, progettualità, civismo, solidarietà umana.

Da giornalista,  ogni tanto la Costamagna dovrebbe ricordare che, benché l’imparzialità  assoluta sia un irrealizzabile utopico sogno, tendere ad essa è il primo  dovere  anche per lei, quando scrive, quando è ospite in una trasmissione televisiva o quando la conduce.

A meno che, dati i successi tersicorei, non riconsideri la sua carriera e si dedichi quindi interamente alla danza, nella quale l’imparzialità non serve.

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Una risposta

  1. La libertà di stampa
    Luisella Costamagna non mi è mai piaciuta per la sua aggressività e la totale assenza di obiettività nell’esprimere giudizi.
    Ricordo le sue comparsate nelle trasmissioni condotte da Michele Santoro qualche anno fa.
    E’ sempre stata una sorta di Marco Travaglio al femminile nel senso che ha sempre fatto a pezzi tutti con una spiccata preferenza per quelli che erano politicamente orientati alla destra ma non solo.
    V’è da dire però che la faziosità tra i giornalisti italiani è un vizietto trasversale.
    Vi sono giornalisti asserviti alla sinistra ma non si scherza neanche nella destra : penso tra i tanti ai giornalisti Fede, Feltri , Sallusti e Minzolini ( il direttorissimo ) che non erano scevri da passioni politiche.
    Il più eclatante è stato il buon Emilio Fede totalmente asservito a Berlusconi.
    Ma non scherzava neanche Minzolini il quale fu capace di trasformare in assoluzione con formula piena di Berlusconi un reato non più perseguibile per decorrenza dei termini prescrizionali.
    E’ certamente errore grave ritenere che la meglio gioventù sia solo quella che si ispira all’ANPI.
    Vi sono bravi ragazzi anche tra quelli che si ispirano alla destra.
    Non so perché ma mi vengono istintivamente in mente i ” bravi ragazzi ” dei Centri Sociali o quelli di Casa Pound .
    Fra gli uni e gli altri scegliere non saprei.
    Una cosa è certa : viviamo in una società dove i bravi ragazzi sul serio, a prescindere dalla fede politica, sono ben pochi e la libertà di informazione latita.
    Non è un caso che nell’annuale classifica stilata da Reporters sans frontières sulla libertà di stampa mondiale, l’Italia sia scesa nel 2022 alla 58esima posizione arretrando di 17 posizioni rispetto ai dati diffusi nel 2021 quando era al 41esimo posto.
    E non è solo colpa dei giornalisti di sinistra.

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