Danni da fauna: agricoltori esasperati

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Cinghiali in montagna e nutrie in pianura e continuano indisturbati a danneggiare terreni e coltivazioni con gravi conseguenze anche sulla sicurezza dei cittadini

L’agricoltura della bassa modenese e quella della montagna stanno vivendo, ormai da tempo, una comunanza non certo da primato: i danni causati dalla fauna selvatica. L’imperversare incontrollato di nutrie in pianura e cinghiali in collina e montagna (ma anche altre specie quali storni, gazze, ghiandaie, caprioli ed ora anche cervi) hanno portato ormai all’esasperazione gli imprenditori agricoli che, a causa dei continui danneggiamenti alle coltivazioni e ai terreni, subiscono ingenti perdite economiche. Non si tratta di una novità, come Coldiretti Modena ha più volte denunciato, e soprattutto non si tratta dell’interesse solo di un settore economico, quello agricolo: sono in gioco anche la tutela dell’ambiente e la sicurezza degli stessi cittadini.  

“Il problema delle nutrie – spiega Albertino Zinanni, responsabile Coldiretti per il comprensorio di Mirandola – è estremamente grave perché, oltre ad arrecare danni diretti alle colture “rasando” completamente interi campi di cereali in fase di emergenza, questi animali creano le loro tane scavando lunghe ed ampie gallerie in prossimità di canali ed arginature causandone, così, frequentemente il crollo o l’esondazione con danni ingenti per l’intero territorio e minando la sicurezza idraulica dell’intera pianura modenese.”

“Nelle aree collinari e montane invece – aggiunge Giuseppe Scorzoni, responsabile Coldiretti per l’area montana – i cinghiali stanno rivoltando interi versanti, con la conseguenza che vengono vanificati i lavori per la realizzazione dei prati e dei medicai che serviranno per l’alimentazione dei bovini da latte. Così, oltre al danno diretto di perdita della coltura, gli agricoltori subiscono un danno indiretto sia economico – per agli esborsi per la ri-lavorazione necessaria a ripianare il terreno e riseminarlo – che sulla qualità dei foraggi rimasti. Questo si riflette sulla sanità del bestiame che con essi verrà alimentato.”

 

La recente approvazione del Piano Faunistico Venatorio prevede alcuni intendimenti positivi ma rischia di rimanere un libro dei sogni se non verrà seguito da azioni concrete e da una precisa assunzione di responsabilità ed attività di coordinamento da parte della provincia. Ancora una volta chiediamo – conclude la Coldiretti modenese – l’immediata liquidazione dei danni alle aziende e l’attivazione di idonee e concrete azioni di eradicazione.

 

Coldiretti Modena

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