Dandini – Sorrentino

Condividi su i tuoi canali:

Quella “strana coppia” del mondo dello spettacolo e della comunicazione all’insegna della scrittura.

 


Sabato 4 febbraio 2017, al “Forum Monzani” di Modena, i modenesi hanno potuto divertirsi ed arricchirsi sul piano umano, civile, artistico-culturale, insieme.   Per il ciclo “Incontri con l’Autore” voluto e organizzato dalla “BPER Banca”, Serena Dandini e Paolo Sorrentino, hanno presentato i loro libri-novità “ Avremo sempre Parigi. Passeggiate sentimentali in disordine alfabetico” (Rizzoli Libri) e “Gli aspetti irrilevanti” (Mondadori Editore)  E’ stato un incontro all’insegna dell’intelligenza , della complicità e dell’ironia : con Serena Dandini che ha dato il meglio di sé come donna di spettacolo e Sorrentino, sornione e da “buon napoletano”  che si è spesso preso in giro, con gusto e simpaticamente.  Introdotti  e intervistati-sollecitati dal responsabile relazioni esterne della “BPER:Banca”, Eugenio Tangerini , il Premio Oscar e la bravissima autrice e attrice hanno cominciato con il racconto di come è nata la loro amicizia (che si è via via consolidata) , nata quasi per caso, moltissimi anni fa, dopo la visione del film del regista napoletano  “Le conseguenze dell’amore” : Serena Dandini invitò Paolo Sorrentino ad una sua trasmissione televisiva (“ ho visto il tuo film. Mi è piaciuto. Vorresti venire in trasmissione?” ha ricordato la Dandini) Sorrentino andò e (ha simpaticamente sottolineato) “ finalmente mia sorella ha capito che lavoro facevo”. Ma vediamo di ripercorrere l’incontro di sabato 4 febbraio al “FORUM MONZANI” .                                                    

Nel rispetto dell’ordine alfabetico, cominciamo con Serena Dandini , una delle più intelligenti, caustiche e provocatorie protagoniste dei programmi (ironico-satirici) radiofonici e televisivi, autrice di teatro ed anche di opere letterarie come “Dai diamanti non nasce niente”, “ Grazie per quella volta”, Ferite a morte” , come il romanzo “Il futuro di una volta” ed ora del libro “Avremo sempre Parigi. Passeggiate sentimentali in disordine alfabetico” appena pubblicato da “Rizzoli Libri” (è già alla terza edizione). Parigi è sempre Parigi ed è sempre di moda. Lo confermano  questo nuovo libro all’insegna della “joie de vivre” , della poliedrica autrice ed anche la prima edizione italiana di “Parigi senza fine” dello scultore Alberto Giacometti, che ci presenta una città bella, dannata e piena di poesia . Grazie anche alle immagini di Giacometti, abbiamo una Parigi magica, in cui i personaggi filiformi, fantasmagorici, vivono e respirano con la città. Abbiamo una Parigi vorticosa, dolcissima e drammatica, romantica e bohemienne. Una Parigi dove Giacometti ,  uscendo da un bistrot , guardandosi attorno, esclama “ Ah Parigi. Parigi senza fine!” Ebbene, anche nel libro di Serena Dandini ritroviamo Parigi e alla voce “bistrot” leggiamo “, in apertura, una frase di Ernest Hemingway da “Festa mobile”: “Si finiva sempre per tornarci, a Parigi. Ne valeva sempre la pena ..” , frase cui segue una bella, poetica descrizione del bistrot che –per la Dandini- “è molto più di un bar e meno di un ristorante… Un luogo-cerniera che aiuta a sopportare il delicato passaggio tra l’intimità della casa e il caos cittadino. Ma , allo stesso tempo, anche un mezzo sicuro e a portata di mano per sconfiggere la solitudine e assaporare una piccola dose giornaliera di joie de vivre” . Affinità tra l’opera di Giacometti e questo viaggio di Serena Dandini  si ritrova anche nel fatto che ai segni del grande artista svizzero, risponde la poliedrica autrice che arricchisce il suo libro “Avremo sempre Parigi” (titolo mutuato dal finale del film “Casablanca” con l’addio tra Humphrey Bogart e Ingrid Bergman) , con bellissimi e decorativi collages di Andrea Pistacchi, che dedica 23 opere alle altrettante 23 voci che compongono questo “disordinato dizionario parigino” , che si apre con A di “Arrondissement” e si chiude con V di “Jules Verne” e con Z di “Zinc” dove, citando Brassai) “il bancone è un confessionale che invita chiunque a vuotare il sacco, come un muro bianco invoglia subito a scrivere”. Perché, sottolinea la Dandini,  “sento la necessità di tornare sul luogo del delitto e affidare l’ultima lettera di questo dizionario disordinato ancora una volta ai luoghi dove si celebra ogni giorno il mio rito preferito, quello della convivialità. Ogni bistrot è il concentrato dell’anima di un quartiere”. Ritornando ai collages di Andrea Pistacchi, dalla prima tavola incentrata sui 20 arrondissement , rappresentati come una chiocciola perché –scrive la Dandini- “Parigi è una chiocciola. Non certo per la sua lentezza ma per la geografia dei suoi arrondissementche seguono il disegno a spirale della conchiglia di un’escargot” . E’ l’alfabeto amoroso dell’autrice attraverso “una passeggiata vivace e imprevedibile per la città preferita” dove “tutto si sovrappone e nulla si distrugge”,  dove “viaggiare  -come ci ricorda Marguerite Yourcenar – è una scuola di resistenza, di stupefazione, quasi un’ascesa, un mezzo per perdere i propri pregiudizi, mettendoli in contatto con quelli dello straniero” . E’ un atto d’amore, sentimentale, ricco di citazioni dai maggiori poeti, scrittori, artisti sulla “ville lumiere”  , ancora più divertente e che maggiormente convince e coinvolge perché è all’insegna dell’ironia, di un sano umorismo. Un esempio, per tutti: l’autrice consiglia ai ragazzi “di viaggiare il più possibile e non solo su internet; in particolar modo alle ragazze, che hanno cominciato tardi la loro storia di esploratrici. Purtroppo il genere femminile con il vero “passeggiare” ha avuto da  sempre serie difficoltà. Storicamente le “passeggiatrici” sono state signore dedite ad altre attività ricreative, ma vi assicuro –dice la Dandini- cha anche alle donne è sempre piaciuto bighellonare alla scoperta di orizzonti sconosciuti”   “Avremo sempre Parigi” è dedicato a donne come la pittrice dell’Ottocento Rosa Bonheur che ha anticipato (anteliteram dice la Dandini) le coppie di fatto ( alla sua morte, nel testamento, ha lasciato tutto alla sua compagna di vita) . Della pittrice Rosa Bonheur, tra l’altro, scrive “per passeggiare inosservata tra le strade di Parigi aveva deciso di vestirsi da uomo, ma il travestimento era proibito dalla legge e quindi era stata costretta a chiedere un permesso speciale alla prefettura. Finalmente, con l’autorizzazione in tasca  e un sigaro tra le labbra, si è goduta le sue perlustrazioni cittadine in totale libertà. Questo libro è dedicato anche a loro, e a tutte le avventuriere che hanno infranto per prime le regole dell’immobilità casalinga. E naturalmente a tutte le donne a cui ancora oggi è proibito questo immenso piacere.  Ma è fortemente consigliato anche a chi non vuole alzarsi dalla poltrona ma non per questo ha rinunciato a nuovi itinerari fantastici; perché come scriveva Raymond Queneau, legato alla città da una lunga storia d’amore, alla fine “Parigi è solo un sogno…”                                    Alla fine del libro, a partire da pagina 394 e fino a pagina 432: due pagine bianche per “appunti parigini”  (per il lettore),  poi un prezioso e intelligente “indice dei luoghi parigini” , diviso nei 2° arrondissement più un altro indice dedicato alla Senna. Poi, un altrettanto utile, poetico e p
rezioso “indice dei nomi” con ben 521 nomi e cognomi di architetti, scrittori-poeti, attori, registi, pittori e scultori ed anche cuochi e politici che hanno legato  il loro nome a Parigi. Questo indice unico, è seguito da un “indice bibliografico” , che si sviluppa per dodici pagine (anche questo unico nella sua ricchezza e preziosità). Tra i ringraziamenti finali (molti, tanti) anche quelli per “Luisa Pistoia e Marco Miana, (modenese)  eterni complici e motivatori professionisti della mia pigrizia “ , scrive la Dandini che rivolge un ringraziamento particolare ad Andrea Pistacchi per le “magnifiche tavole…. È una magia quando l’amicizia si unisce a una collaborazione professionale. Devo ringraziare di cuore Andrea per avere impreziosito con il suo straordinario talento il mio lavoro per quasi trent’anni, senza mai sbagliare un colpo”                                                                        

 Prima di passare al libro di Paolo Sorrentino, come ha sottolineato il moderatore del frizzante incontro,  Eugenio Tangerini, segnaliamo che tra le due opere letterarie  della Dandini e di Sorrentino, vi sono notevoli “assonanze”. La prima , immediatamente percettibile, è da individuarsi nelle tavole , nei collages del libro su Parigi con le 23 fotografie in bianco e nero del bravissimo ed affermato fotografo Jacopo Benassi  ( apprezzato  collaboratore di testate come “Rolling Stone” “Gioia”, “Almaviva” ,”Le Figaro” ecc . L’Agenzia “1861 United” gli ha pubblicato una monografia monumentale “The Ecology of Image”)   ciascuna delle 23 ritrae un diverso personaggio-persona (15 uomini, 7 donne e una bambina) . Ventidue sono fotografie di “illustri sconosciuti” (per Paolo Sorrentino). Si tratta di un campionario degli italiani, visto, raccontato all’insegna della comicità e della tragedia. I protagonisti sono boss camorristi, pornostar , ereditiere che hanno costruito il loro successo sul fascino del loro “ancheggiare”, ex terroristi, avvocati, scienziate, albergatori, una vice-portinaia. Come ha sottolineato Paolo Sorrentino “ in ognuno di loro ho trovato un pezzo di me stesso”, a conferma di quanto sostengono i sociologi americani: in ogni opera di narrativa, di fantasia , c’è sempre una buona parte autobiografica dell’autore, che si racconta. Nell’ultimo “cammeo” , intitolato  Settimio Valori, c’è la fotografia di Paolo Sorrentino, perché racconta, con ironia, se stesso, visto come “infaticabile patrocinatore di se stesso e uomo di sconcertante banalità, prerogativa in grado di logorare anche gli esseri umani più volenterosi. Come molte persone banali, confonde la Pampanini con la Lollobrigida ed è eternamente convinto di dire cose uniche e intelligenti. Regista amatoriale di filmini controversi” , che (già da bambino), “la sera, per prendere sonno, ha bisogno di immaginare di fare gol eseguendo una rovesciata perfetta. Poi, nel sonno, sogna di essere sveglio” .  

Poi, crescendo negli anni “aggiunge ai difetti della gioventù quelli della maturità… Se vivere la propria vita è un affare increscioso, l’unica possibilità che rimane è vivere le vite altrui.  Per questa ragione basica e vigliacca si dedica al cinema… Sul discorso dell’umorismo, non demorde. Si accanisce . Ecco un esempio: “L’esistenza di un luogo è confermata solo dall’esistenza di una pizzeria tenuta da un napoletano.. L’esistenza di un luogo malfamato è confermata solo dall’esistenza di una pizzeria tenuta da un napoletano che è dovuto scappare in quel luogo o perché camorrista o perché strozzato dai debiti… “ Settimio Valori (alias Paolo Sorrentino) “galleggia nella passioncella stantia di raccontare storie altrui o inventate. Le padroneggia quel tanto che basta per ingannare il prossimo. Insomma, un bluff. L’unico conforto è che sono tutti dei bluff” . Lo stesso concetto è sottolineato dall’autore all’inizio del volume, nel “colophon”, quando scrive “Questo libro è un’opera di fantasia. Personaggi e luoghi citati sono invenzioni dell’autore e hanno lo scopo di conferire veridicità alla narrazione. Infatti, precisa Sorrentino, “volevo scrivere solo gli aspetti irrilevanti della vita. Avevo un elenco di sciocchezze assolute e volevo fare un libro fatto solo di fesserie”. Ed ha “inventato” 23 diverse vite (compresa la sua). Non è possibile raccontare tutti i 23 “ritratti” che compongono questa raccolta di “cammei”, e che potrebbero, ciascuno di loro, rappresentare il nucleo per lo sviluppo di una sceneggiatura  per altrettanti films. Ci limitiamo a ricordarne alcuni: “Eleonora” , la bambina ( unica) che non ricorda mai il suo cognome. Nella fotografia è vestita da ballerina (impacciata, quasi perplessa) ma, scrive Sorrentino, “consapevole della sua atavica svogliatezza, ha concluso mentalmente che questa passioncella del balletto deve terminare al più presto” . C’è il commercialista truffaldino (Leggiadro Pazienza) che “dopo una vita di rigorosa osservanza omosessuale, scopre le gioie dell’eterosessualità”, con una donna a pagamento. C’è il duro, violento sicario della camorra (Valerio Affabile), aspirante cantautore di melodie napoletane. C’è Livio Casa , che “voleva vivere in un piccolo borgo e non voleva nemmeno prendere la patente” , ma il destino  ha deciso diversamente. C’è il mitico albergatore (Paride Bussotti) che ha rivoluzionato lo stile degli hotel, riscuotendo un successo clamoroso. Tra le sue “trovate geniali” , l’abolizione del “consueto, tristissimo spumante di benvenuto” al cliente. C’è la ferrarese Elsina Marone, che è grande maestra nell’ancheggiare: a 18 anni, fa perdere la testa a un vecchio (78 anni) imprenditore di birra, si fa sposare e, rimasta vedova, si stabilisce a Montecarlo con 49 miliardi di lire. Ha 22 anni, ancheggiando ancora (ogni volta che serve), conquista e fa “Cadere nell’eterna trappola dell’intontimento amoroso” diversi uomini, tutti ricchissimi, dal Principe Ranieri a vari, altri miliardari. Sempre ancheggiando. Finchè, ormai avanti negli anni, si innamora perdutamente del promettente pilota di Formula 1 James March. C’è “ Ylenia , con la ipsilon” . Ha 38 anni, ha avuto nove uomini e nessuna priorità. C’è l’attrice Antonella Costa .Scrive Tarantino : “ tre mesi fa, spogliandosi nella penombra, dinanzi a Ettore Botta, aspirante dj, diciannovenne, ha detto sontuosa “percuotimi adesso e per bene” . C’è Arcadio Lattanzio “il grande inconcludente.. ultimo di cinque fratelli” , aspirante imitatore di Gigi Sabani . Passa da un fallimento all’altro (non trova neppure una compagna.  “Rastrella – un pietoso amico-  ogni tanto gli propone delle escort che lui rifiuta… ogni tanto ripensa all’unico rapporto sessuale della sua vita. Quello con la bellissima Lia Malva, a Palinuro)  Finchè viene eletto deputato. Ma –sentenzia Sorrentino- “resta un cretino”.  Soprattutto    (oltre al cammeo dedicato a Settimio Valori, alias Paolo Sorrentino), c’è “Donna Emma, la vice portiera. Da 52 anni, moglie di don Carmine, titolare del portierato dello stabile signorile sito in Napoli, nella panoramica via Manzoni, 21”.  E’ la persona più “cattiva del mondo che terrorizza l’intero palazzo dove risiede il  fior fiore della borghesia napoletana”.                                                                           

Dopo settanta minuti di dialoghi intensi- sempre all’insegna dell’ironia e dell’umorismo –  e chiacchiere tra Serena Dandini e Paolo Sorrentino, il moderatore Eugeni
o Tangerini ha ringraziato gli autori e tutti i numerosissimi e divertiti presenti ed ha ricordato che i due autori erano a disposizione per dedicare copie dei lori libri-novità, a chi lo desiderava.  C’è stato un assalto al tavolo dove Serena Dandini e Paolo Sorrentino , pazientemente  , con il sorriso sulla bocca, hanno dedicato e firmato centinaia di copie dei libri “Avremo sempre Parigi” (Rizzoli Libri) e “Gli aspetti irrilevanti” (Mondadori Editore). Ancora una volta, ottima l’organizzazione del personale del “Forum Monzani” (di Francesca Fiorini e Silvia Vandelli , soprattutto).

 

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

Fndazione Modena Arti Visive

TUTTI GLI APPUNTAMENTI DI OTTOBREMostre, eventi, visite guidate e laboratori.Ecco quali sono e come per partecipare. Sabato 8 e domenica 9 ottobre ingresso libero a tutte le mostrein

Appuntamenti del mese di Ottobre  Appuntamenti del weekendDiamoci una mossa: sosteniamo l’allattamento – sede di FormigineSabato 1 Ottobre dalle ore 9.45 – In occasione della settimana mondiale dell’allattamento verrà