Dall’albero abbattuto, tutti fanno legna

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La “frase” di Miria Ronchetti assessore del comune di Carpi. La si può commentare anche non condizionati da aprioristiche preclusioni confessionali o partitiche. Ciò non garantisce che si scrivano e di conseguenza si leggano poi concetti esaltanti. Ma se, al contrario, l’approfondimento risulta ineccepibile per logica, onestà, equilibrio e spessore culturale… ecco il pensiero di Maria.


Talvolta si fa più danno difendendo maldestramente qualcuno o qualcosa, che tacendo.

Snocciolare il “palmares” della Chiesa, e ciò che di meritevole e buono fanno i suoi rappresentanti, è riduttivo, tale da sminuire quello che la Chiesa è veramente e che non si può riassumere in qualche indignata riga. Fanno così coloro i quali, col pretesto di difenderla, ghiottamente colgono l’occasione solo per gettare discredito politico, peraltro ampiamente meritato, su una persona e sulla sua fazione, nella fattispecie Miria Ronchetti e il PD, del quale l’assessore è esponente.

L’autorità morale della Chiesa, innegabilmente messa in discussione dalle azioni orribili e meschine dei singoli e di chi ha coperto le loro nequizie, non trae giovamento da questi  difensori, soprattutto se essi concentrano sul fatto politico l’esecrazione. Quando invece l’esecrazione dovrebbe essere trasversale alle fazioni, ai partiti, alle confessioni religiose.

Giudicare, come ha fatto qualcuno, “di cattivo gusto” la frase della Ronchetti, [1] come se fosse semplicemente una mancanza di bon ton, mi permetto di trovarlo ingiusto se non addirittura ridicolo. E parlare dei bambini, salvati dall’aborto, come di un futuro vivaio, più ricco, per  preti pedofili, non è  “una battuta infelice” come, con molta indulgenza verso sé stessa, l’ha definita la signora Ronchetti, ma  è una mostruosità difficile da inquadrare.

Credo che Ovidio, ovunque si trovi, visto che hanno eliminato il Limbo [2] , qualche sussulto deve averlo avuto, e certo avrà la tentazione di rivedere la sua frase [3]   sull’inconsistenza e la leggerezza delle parole pronunciate dalle donne… perché le parole di Miria Ronchetti, che abbiamo letto, riportate e amplificate dai media, pesano, invece, come macigni.

Si chiedono ora alla signora,  fra le altre cose, anche parole di scusa.

Come se le scuse, simili al colpo di spugna che toglie la sporcizia superficiale, potessero cancellare l’incrostato sudiciume di certi pensieri.

E poi, scusarsi con chi?

Scusarsi con la Chiesa? Inutile.

Di un’istituzione, come pure di una persona caduta in disgrazia, chiunque può dir male.

“Quando un albero è stato abbattuto, tutti vi fanno legna” diceva Aristotele, e a molti la Chiesa appare come un gigantesco e nobile albero, ormai abbattuto dalle colpe dei singoli, dalla intollerabile cortina di silenzio e omertà di molti, dalla complicità e dalla connivenza di chi poteva fare molto  e non l’ha fatto.

All’apparenza l’albero della Chiesa è abbattuto, nella sua dignità, nella sua credibilità, nella sua integrità, nella sua autorità, nella sua possanza, virtù che a quell’albero hanno fatto sfidare i secoli e gli eventi.

Pertanto, come accade sempre, quando qualcosa di immensamente superiore, e grande, e degno, cade… chi non ha capacità né coraggio di attaccarlo quando maestosamente e fieramente sta eretto, vigliaccamente lo fa quando è per terra, quando può essere impunemente saccheggiato, quando tutti ormai possono, man mano, sottrargli rami e foglie fino al tronco, e persino parte di esso.

Fanno legna,  idealmente fregandosi le mani e  pare che a costoro interessi maggiormente mostrare di quali vermi fosse pieno il lucido e netto edificio del clero, più che difendere sdegnati la dignità e l’innocenza dei bambini.

Così stanno facendo i professionisti dell’anticlericalismo, ciechi ad ogni qualità, chiusi di fronte alla grandezza di certe anime, pronti, ottusamente, a fare d’ogni erba un fascio.

Scusarsi con i b
ambini non nati?

Non sono nati, non esistono, pertanto, per qualcuno, non hanno diritti.

Scusarsi con le vittime, vere, della pedofilia, e con le loro sgomente e prostrate famiglie?

Perché mai, l’insensibilità di prendere a pretesto e strumentalizzare gli eventi di cui parliamo, non è mossa da reale pietà verso queste vittime, quanto dal vorace odio verso la Chiesa della quale non si perde occasione per dire ogni male sempre, figuriamoci quando i motivi ci sono e sono così immensamente gravi.

Un Giudice, che legge nel cuore degli uomini, e per il Quale non esistono interpretazioni di sorta, né sentenze creative, né attenuanti generiche, ha già indicato, molti anni addietro, la condanna per di scandalizza, viola, umilia e rovina un bambino [4] . Fra le colpe delle gerarchie ecclesiastiche esiste, a mio avviso, quella di non aver applicato queste precise indicazioni, non materialmente, non sono così ottusa, ma con condanne senza incertezza e senza temporeggiamenti; questo in nome di quello che laicamente si definirebbe forse  “spirito di corpo”, con un assurdo “stendere un velo” per evitare lo scandalo, cose che hanno avuto come conseguenza il perdurare e il moltiplicarsi degli episodi, in molte latitudini…Generando un gorgo dal quale davvero la Chiesa esce provata e ferita e dal quale escono smarriti e addolorati tutti i credenti.

Ma non solo essi.

Perché, prima di qualunque altra cosa, tutti siamo esseri umani. E lo sdegno non ha religione, non ha nazionalità o razza, e ciò che un innocente subisce da un adulto è una mostruosità senza remissione.

Perché, invece, questa signora non si scusa con il genere femminile?

Dovrebbe scusarsi con esso, già notoriamente e così sovente tacciato di stupidità.

Dovrebbe scusarsi con il genere femminile  per l’accelerata notevole che lei stessa ha dato ai giudizi negativi, per il grande contributo che le sue parole hanno dato, direi pure per il colpo di grazia, che ha dato alla dignità e all’intelligenza delle donne, nei giudizi malevoli, ingiusti e crudeli delle persone superficiali, così  comuni al mondo.

Per questo credo che la signora Miria Ronchetti debba chiedere scusa per prima cosa alle altre donne, credenti o non credenti, madri o non ancora tali, giovani o meno giovani, sicuramente più consapevoli di lei della dignità femminile, del valore della vita, della difesa delle vittime di ogni violenza, della sofferenza e della pena legate comunque anche alla  scelta dell’aborto…tutte cose da lei banalizzate in modo intollerabile e ingiusto, fino a farne oggetto di una battuta.

E, sempre a proposito di fare più danno difendendo che tacendo, una frase del cardinale Sodano, la mattina di Pasqua,  mi ha molto colpita, [5] frase che rassicurava il Papa, sul fatto che il popolo di Dio, che non si lascia impressionare dal chiacchiericcio del momento, è con lui.

Il  Papa, innanzitutto, non ha bisogno di essere nelle grazie del popolo, come un qualsiasi demagogo, tantomeno di essere rassicurato su questo.

Inoltre, definire chiacchiericcio del momento ciò che sta travolgendo la Chiesa, curiosamente e bizzarramente, mi ha fatto pensare a certi discorsi di Bondi, di Bonaiuti, di Cicchitto, (sull’utilità esistenziale  del quale continuo a nutrire forti dubbi), o di  certi yes men apologetici e acritici.

Il Papa non ha bisogno nemmeno di questo.

E’ preferibile il silenzio.

                                                                                                 Maria

 

                                                                                                                          


[1] Modena, 2 aprile 2010. Bufera a Carpi, nel Modenese, dopo una frase che l’assessore alle politiche sociali Miria Ronchetti (Pd) ha inserito nella sua bacheca su Facebook: “Mi viene un pensiero cattivo: non è che i preti non vogliono l’aborto perché vogliono tanti bambini a loro disposizione?”

[2] Ovviamente questa  è un’estrema sintesi  del documento,  intitolato «La speranza di salvezza per i bimbi che muoiono senza essere battezzati». Il documento della Commissione teologica internazionale, approvato dal Papa e pubblicato nel gennaio 2007, afferma che il tradizionale concetto di Limbo – luogo dove i bimbi non battezzati vivono per l’eternità senza comunione con Dio – riflette una «visione eccessivamente restrittiva della salvezza».  Argomenti trattati, la misericordia di Dio  che «vuole che tutti gli esseri umani siano salvati», la Grazia che ha priorità sul peccato, e l’esclusione di bambini innocenti dal Paradiso che non  riflette lo speciale amore di Cristo per «i più piccoli».

[3] Le parole delle donne sono più leggere delle foglie che cadono dagli alberi: il vento e le onde le disperdono con niente e le cancellano sempre. (Ovidio)  

[4] È inevitabile che avvengano scandali, ma guai a colui per cui avvengono. È meglio per lui che gli sia messa al collo una pietra da mulino e venga gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli.(Luca 17,1-6)

[5] In un insolito augurio rivolto al Papa a inizio della messa, è stato il cardinale Angelo Sodano, in qualità di decano del collegio cardinalizio, ad affrontare – implicitamente, ma in modo chiaro – il tema degli abusi sessuali e delle critiche indirizzate alla Chiesa. “”La Chiesa è con lei – ha detto il porporato – i cardinali, i suoi collaboratori nella Curia romana, i confratelli vescovi sparsi nel mondo. Particolarmente con lei sono in questi giorni i 400mila sacerdoti che servono il popolo di Dio nelle parrocchie, negli oratori, nelle scuole, negli ospedali, nelle forze armate e nei numerosi altri ambienti, come pure nelle missioni nelle parti più remote del mondo. E’ con lei il popolo di Dio – ha detto ancora Sodano – che non si lascia impressionare dal chiacchiericcio del momento e dalle prove che talvolta colpiscono la comunità dei credenti””.

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