Dalla Scuola al Lavoro: una selva oscura

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L’occupazione giovanile è diventata un’emergenza anche perché nessuno ha mai governato il passaggio dalla scuola all’impresa, lasciando che i servizi pubblici preposti fossero quanto di più burocratico e inefficiente si possa immaginare.

 


Un giovane, giunto alla fine di un percorso scolastico non eclatante, normale, tipo diploma di scuola secondaria o laurea triennale ‘debole’, come può sperare di trovare un lavoro? Facendo come tutti, il giro delle settanta volte sette imprese lasciando curricula o inviandoli via email? Senza santi in paradiso è una fatica inutile, da svolgere comunque perché ‘non si sa mai’, ma senza troppe illusioni.

Pellegrinerà invece nelle settantasette volte sette agenzie, uffici, terminali di enti, istituzioni, agenzie interinali, associazioni di categoria, ognuna con il suo spicchio di opportunità?

L’occupazione giovanile è diventata un’emergenza anche perché nessuno ha mai governato il passaggio dalla scuola all’impresa, lasciando che i servizi pubblici preposti fossero quanto di più burocratico e inefficiente si possa immaginare e in Italia i livelli immaginabili di burocrazia sono altissimi.

L’assenza, ovvero la presenza dormiente dello Stato, ha favorito, colpevolmente o stoltamente, lo sviluppo di un sistema parallelo di ricerca e avvicinamento al lavoro, con le agenzie interinali al secondo posto, il primo spetta di diritto alle raccomandazioni, o meglio, alle conoscenze personali.

Moltissimi protagonisti intervengono: con un taglio più sociale certi comuni, strutturando tirocini e altre forme di lavoro ‘assistito’; con i fondi europei si muovono le regioni, prevedendo un’alternanza formativa di aula-stage in grado di inserire e fare conoscere qualche partecipante alle aziende potenzialmente interessate,

Ci sono corsi interessantissimi delle associazioni di categoria, con la volontà di insegnare un mestiere, ma quasi nessuno delle migliaia che emigra all’estero come sguattero nei ristoranti prova a frequentare prima un corso per panificatore, pizzaiolo, cameriere… non si sa mai quanto alla lunga risulti pesante lavare padelle.

Ci sono… ci sono… ci sono… tante opportunità, se non per avviare un percorso definitivo occupazionale, almeno per cominciare ad aprirsi un varco e/o farsi le spalle più larghe. A conoscerle!

Infatti mi sembra che sia già un problema ‘orientarsi’, trovare un punto di riferimento capace di studiare con un giovane percorsi  su misura, dopo avere approfondito le sue risorse di conoscenze e di esperienze, verificando come superare le sue debolezze.

Esiste la rete dei Centri per l’impiego, ora gestiti dalla Regione, con un sistema informativo e gestionale coordinato, ma qualcosa non funziona come dovrebbe se ancora vedo i disoccupati bussare a tutte le porte.

Ho consapevolezza di come questo mio contributo contribuisca poco, ma davvero su questo fronte mi sembra di vedere una serie enorme di percorsi tutti aggrovigliati e nascosti, un po’ come su internet. C’è tutto, basta saperlo trovare. 

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