Dalla padella al crogiuolo

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Qualche volta vorremmo proprio che le notizie fossero delle bufale, e non rispondenti al vero...
art. di Maria

 

Si spera sempre di leggere notizie veritiere, si spera di non imbattersi mai nelle cosiddette “bufale” che imperversano ovunque, sulla carta stampata quanto nei notiziari televisivi, o sul Web. E’ così sgradevole, dover poi fare indecorose marce indietro, dopo che si è disquisito su qualcosa… magari indignandosi… quando poi questo “qualcosa” si rivela, per l’appunto, una bufala! Ossia quella che, in gergo giornalistico definisce una  notizia, solitamente atta a suscitare sorpresa, sdegno, interessamento…addirittura allarme, etc, e che risulti poi del tutto  infondata.

Eppure accade, talvolta, di sperare l’opposto.

Leggendo qualche notizia si ha la speranza di essere ingannati, di essere presi in giro, si spera di leggere una divertente invenzione, magari opera di un fine umorista…quantunque, al giorno d’oggi, credo che essi siano davvero in via d’estinzione. Ad ogni buon conto, quando i notiziari televisivi, la stampa, e l’onnipresente tentacolare Rete, hanno riportato la notizia che la Finocchiaro avrebbe avuto, come altri  suoi colleghi  che non si ricandidano (bontà loro) un altro bel posticino, (Melandri e Veltroni insegnano) mi sono meravigliata  solo un poco… Questa è gente che non fa niente per niente e, se accettano la “rottamazione” sicuramente vanno a stare meglio, fregandoci, se mi  si passa l’espressione,  ancora per lunghi, lunghi anni, percependo emolumenti favolosi.

Ma, alla notizia della futura collocazione, nientemeno che alla Vicepresidenza del CSM, della Finocchiaro Anna, con un compenso di un milione di euro annui… ho sperato che fosse uno scherzo, è una battuta mi sono detta, solo una battuta.

O almeno  spero che sia una bufala.

Lo spero molto.

Perché altrimenti, finiamo dalla padella alla brace, noi cittadini-elettori-disgraziati-qualunque, perché, invece che liberarcene, ce la ritroviamo sul groppone, impegnata in un altro ruolo, ma ancora più potente, ancora più arrogante.

Più che dalla padella alla brace, direi dalla padella al crogiuolo, visto che i compensi della signora dall’oro passano al platino, e questi nobili metalli si fondono nel crogiuolo, non in una qualsiasi padella, anche se con il fondo antiaderente, come quelle che compra lei…

Lei che, indimenticabile, vera icona dello spreco e dell’arroganza, ricordiamo in tailleur rosso, aggirarsi, tra le corsie dell’Ikea, dubbiosa sull’acquisto, su certo padellame, su certi stendibiancheria,al punto da chiedere consiglio agli uomini della scorta, che la proteggono , a spese nostre, anche in quei perigliosi lidi… le scaffalature di un centro commerciale.

 

 Maria

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