Dalla certezza del Diritto alla certezza del dritto

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Il superamento di Equitalia, orgogliosamente presentato come provvedimento per consentire a tante famiglie e piccole imprese di uscire da una spirale sanzionatoria e afflittiva può essere un premio per i soliti furbetti, certi che a morire e a pagare si faccia sempre in tempo.

 


Per il viceministro all’Economia Enrico Zanetti non è un condono, ‘ma un aiuto alle famiglie’. Detto così suona bene; è bravo il governo a lanciare messaggi accattivanti, ma io leggo diversamente il suo modo di gestire il superamento di Equitalia, pur essendo d’accordo che l’incremento alla tassa dovuta cresceva in maniera smisurata al limite dell’usura.  Per me, quello deciso, è un vero condono e oltretutto tombale, perché uccide un altro po’ l’equità e il cittadino onesto. Del resto, come stupirsi quando il sottosegretario Casero trova normale incentivare l’onestà fiscale con la lotteria degli scontrini anti evasione, ricchi premi e cotillons, anche per i negozianti’?

Leggiamo le dichiarazioni di Zanetti:  “”Noi restiamo fermi al principio in base al quale l’imposta si paga fino all’ultimo euro, senza alcuno sconto o forfetizzazione. E già questo è un elemento discriminate rispetto a provvedimenti del passato””.

Peccato che, nel frattempo, i cittadini onesti abbiamo restituito non solo l’imposta, ma pure le more, le sanzioni, i mirtilli e i lamponi.  Chi invece non ha ancora pagato  viene avvantaggiato e se, pur non trovandolo giusto, posso soprassedere per le imprese e i contribuenti in difficoltà, lo trovo iniquo e scandaloso per i soliti furbetti, certi che a morire e a pagare si faccia sempre in tempo.

Loro saranno premiati, come sono stati premiati i costruttori di abitazioni abusive, chi ha portato all’estero i capitali e tutto il lungo elenco di cavallette che stanno trasformando la nostra comunità nazionale in un deserto, senza contare che sono saltate la sanatoria sulle multe (tutta o un po’ è ancora da chiarire) e quella del contante in nero.

Per Equitalia giusto sarebbe restituire a tutti le more e le sanzioni pagate, oppure giusto sarebbe dire: “I debiti con il fisco contratti da oggi in poi saranno trattati nel nuovo modo” perché fino a ieri, comunque, chi non ha pagato, lo ha fatto sapendo a cosa andava incontro.

“”Siamo reduci dalla più grande crisi dell’ultimo secolo e sono stati fatti ben tre provvedimenti legislativi negli ultimi due anni con cui si sono riaperti i termini per chi, nonostante le rateizzazioni, non era riuscito a pagare – spiega Zanetti – Dunque è necessario consentire a tante famiglie e piccole imprese di uscire da una spirale sanzionatoria e afflittiva che sta affondando non solo loro ma anche l’economia del paese. Perché è chiaro che quando hai così tante realtà che non riescono ad onorare i propri debiti col fisco ci rimettono anche le altre imprese e famiglie creditrici””. Giusto per le famiglie e le imprese in difficoltà, ma nascosti dietro di loro quanti furbetti ci sono?

Il viceministro, così orgoglioso di questo condono raccontato come una rottamazione da volergli mettere il marchio dei centristi di governo, dovrebbe garantirmi che distinguerà gli uni dagli altri, ma così non è. Spingerà a comportamenti virtuosi? Al contrario; spingerà altri a diventare un po’ più furbetti; tanto, il governo prima o poi cadrà un’altra volta dal pero. In Italia la certezza del diritto si è trasformata nella certezza del ‘dritto’ di farla franca.

E comunque, finita un’Equitalia, se ne farà un’altra perché non è il soggetto ad essere  sbagliato; è come viene gestito e utilizzato, ma cambiare davvero richiede pazienza e tempo. Figuriamocelo se ce l’ha un governo che deve rivoluzionare il mondo entro il 4 dicembre!

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