Dai Trans ai Trappisti

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Padroneggiare l'ironia ed il senso del'umorismo è dote rara!In questo contributo si trova la conferma:a meno che qualcuno dissenta...Articolo di Maria

Riporto, con un certo divertimento, questa frase di Marcello Veneziani[1], presente anche nell’articolo  Quel pasticcio brutto di…via Gradoli, a firma Pioggiacida.

“È permesso dire che preferisco essere governato da un donnaiolo incontinente piuttosto che da un abituale frequentatore di trans, in festini di coca e sesso? E che preferisco chi denuncia i ricattatori e li attacca in pubblico a chi li asseconda, li paga di nascosto e poi nega tutto in pubblico? So distinguere tra sfera pubblica e sfera privata, giudico chi governa da quel che fa da governatore e non da erotomane. Però lasciate che io consideri più squallido, più ricattabile e meno affidabile il politico del secondo tipo. Se poi a questo aggiungiamo il moralismo di cui si è finora ammantato insieme alla sua parte politica, allora il disgusto cresce perché lo squallore si veste pure di ipocrisia e pretende di impartire agli altri lezioni e punizioni da cui ci si sente esonerati”.

Innanzitutto ringrazio umilmente il grande giornalista, (che nello stesso articolo si vanta di essere fonte  di ispirazione per pubblicazioni altrui, [2]) per avermi suggerito il titolo di un prossimo libro: “Il donnaiolo incontinente”.

Il divertimento è per quell’aggettivo:incontinente.

Che sia stato scelto con cura, che sia un banale refuso,  o un  lapsus calami, onestamente mi fa pensare più a  un  vecchietto col pannolone che ad un macho al culmine della possanza fisica.

Tornando all’articolo, a differenza di Pioggiacida che, esterrefatto, si è avvalso della facoltà di non commentare, io una parolina la vorrei dire. 

Per prima cosa  suggerirei a Veneziani, e a chiunque faccia queste distinzioni,di merito diciamo, fra inclinazioni e pruriti vari, di usare maggiore prudenza, perché non si sa mai, certi ingredienti nei festini potrebbero non essere appannaggio esclusivo di chi preferisce i massicci trans alle leggiadre escort.

Quanto  poi all’inclinazione a mentire, negando anche l’evidenza, è  un esercizio diffuso,è una salutare abitudine, trasversale a tutte le fazioni politiche e a tutti i ceti.

Come lui si è permesso di esprimere la sua preferenza, per giunta con giudizio incorporato, allo stesso modo io vorrei il permesso di trovare entrambi i comportamenti riprovevoli, sia  quello del donnaiolo incontinente, sia quello del frequentatore di trans.

Scusi, Veneziani, ci sono solo tipi così sulla piazza? 

Perché, sempre chiedendo il permesso, dico che  preferirei essere governata  da qualcuno di “normale”. E non parlo della morale sessuale né di scandali di questo genere; essi, per quanto squallidi,  finiscono per essere marginali e di secondo piano rispetto ad altro.

Parlo di peculato, di concussione,di malversazione, di truffa, di corruzione, di collusione con la delinquenza organizzata, etc. Perché, come obbedendo a una sorta di legge non scritta, i parlamentari, grandi e piccoli, gli amministratori,  i rappresentanti della classe dirigente, con regolarità  allarmante, prima o poi finiscono indagati per qualcosa. Ciò non è rassicurante.

Riguardo infine  al moralismo ipocrita cui accenna  Veneziani, esso, per quanto assai diffuso, temo che appartenga indifferentemente alle sacrestie e alla Destra, quanto alla Sinistra e alle sue laiche propaggini. Anzi, forse alla Sinistra appartiene in misura minore, in quanto da sempre essa è più disinvolta e spregiudicata, in ogni campo.

Questi sono i potenti e potentini, capaci di pagare un rapporto mercenario la stessa cifra che un pensionato percepisce in un anno, per sesso all’apparenza senza l’allegria e la complicità dell’amore, sesso comprato e consumato, dove si mescolano trasgressione, paura di essere scoperti e terrore di perdere l’immagine di sé, falsamente perbene,  presentata al mondo. Sono persone  con ruoli sociali di prestigio, famiglie  normali, volti affabili e bonari, con realtà ipocritamente celat
e, persone con esistenze parallele, ma soprattutto con coscienze parallele, nel più puro  stile “sepolcro imbiancato”, stile che ha rappresentanti in ogni partito, in ogni fazione, e non soltanto fra i cattolici fondamentalisti.

Ma, si sa, in amore “ è vietato vietare”, pertanto dovrebbe essere anche vietato meravigliarsi, quindi facciamo questo sforzo e non meravigliamoci nemmeno di questa vicenda.

Non esageriamo però con la solidarietà e la pena, che riservo alle vittime, in questo caso soprattutto alle figlie di Marrazzo. Francamente per lui ne ho assai meno. Mi fa pena qualcuno con la leucemia, qualcuno cui è  crollata la casa in un sisma, qualcuno che ha perso il lavoro…A dire il vero quello l’ha perso anche lui, ma  perché si è dimesso, con un soprassalto di dignità che torna a suo merito; evidentemente  la sua faccia, anche se piuttosto insignificante,  non è di bronzo, pertanto ha abbandonato la scena, ritirandosi a meditare in un convento, passando dai trans ai trappisti…anche se non si sa quale sia effettivamente l’ordine monastico in questione.

No, non ne escono bene questi potenti, costretti a pagare per avere un corpo a disposizione, o mettersi a disposizione di esso, incapaci di apprezzare e gustare il sesso,  prezioso e insostituibile elemento della vita umana, se non quando esso è morboso, contorto, proibito, stravolto.…come non  ne escono bene  questi governanti che dovrebbero, con l’esercizio del potere, con i privilegi innegabili che esso elargisce, dare anche un esempio di sobrietà, di rettitudine, forse anche di moralità.

Sono dell’idea che sia  troppo  superficiale  disgiungere nettamente, come se fossero totalmente indipendenti e ininfluenti una rispetto all’altra,  la vita pubblica e la vita privata, come se probi e irreprensibili  pubblici Dr. Jekyll, potessero essere nel privato degli sfrenati Mr.Hyde, senza conseguenze sul loro operato e sulle loro importanti decisioni professionali.

Si parla con sussiego, a volte un po’ a sproposito, di privacy…Ma i personaggi pubblici, in particolare gli uomini politici, facendosi eleggere hanno, di fatto, rinunciato all’anonimato, pertanto devono essere disposti e preparati anche al sacrificio di una notevole  fetta della loro privacy.

E’ il prezzo da pagare per i loro inenarrabili privilegi, per godere la voluttà del comando, senza paragone, ma anche per il prestigio, per gli agi, per la tranquillità (e che tranquillità) economica futura; è il prezzo per la possibilità, negata ai comuni mortali, con lavori “qualsiasi” di avere un posticino nella Storia.

Questo vale  bene  un po’ di sobrietà e di misura, io credo.

Ma quelli che davvero mi fanno pena sono gli Italiani, costretti periodicamente a sopportare, su ogni fronte, spettacoli da rovesciare le budella.

 


[1]   (Il Giornale del 25.10.2009, L’Italia pornocratica con famiglia componibile a piacere di Marcello Veneziani)

[2]   …tratto dallo stesso articolo  “Anni fa scrissi che stavano nascendo i postitaliani e Berselli su quella definizione ci fece un libro; e più recentemente ho scritto di sfamiglia, e Crepet con quel titolo ci ha fatto ora un libro. Oggi parlerei di transitaliani con sfamigliacomponibile a piacere, come i mobili Ikea.”

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