Dacia Maraini: intervista e video

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Nella serata di  presentazione  del  suo nuovo romanzo “ La bambina e il sognatore” , la scrittrice risponde a numerose domande e racconta se stessa, la sua vita, la sua attività letteraria,  l'amicizia con  gli intellettuali e gli artisti di maggiore spicco del nostro passato recente. Bice pubblica intervista e video.

Dacia Maraini:  una risposta e veduta positiva,  presentando il suo nuovo romanzo “ La bambina e il sognatore”

Dacia Maraini risponde a numerose domande e racconta sia di se stessa che di come riesce a scrivere i suoi racconti. Pirandello come mentore letterario, il padre come mentore ed esempio di vita da non dimenticare, con i suoi sani principi. Lei, attraverso il suo passato,  racconta storie di vita presente,  focalizzando temi di estrema attualità. Li racconta però rendendoli fruibili a tutti. I suoi libri sono e devono essere letti tra le righe, sono un concentrato di tematiche e di insegnamenti, che, nel suo immaginario di donna,  potrebbero servire sia ai giovani lettori che si affacciano alle scuole dell’obbligo , sia ai “guru” dell’intellettualismo attuale . Fantastica nel parlare : pacata, usa termini semplici, non ridondanti, mai scelti a caso, comprensibili ai più. Regala  un fine e sottile insegnamento agli “eletti”. Quegli “eletti” che dovrebbero essere da collante con il nuovo intellettualismo che oggi sta cercando nuove forme d’espressione e di “comunità” che non necessariamente deve essere come quella del passato, che non c’è più, riferendosi a quella a cui lei apparteneva, quando si trovava senza appuntamento con artisti di ogni  categoria  (pittori come Guttuso, scrittori come Moravia, poeti  come Dario Bellezza e registi, come Antonioni, Pasolini e Fellini) a parlare di qualsiasi argomento, di vita comune ma da dove uscivano idee innovative, davanti a un bicchiere di vino o un piatto di buona pasta, dividendo il conto “alla romana”. Sicuramente ci troviamo di fronte ad una rinnovata ”comunità” che “però non potrà vivere senza dei valori comuni e qualcosa che ci unisce e ci permette di fare dei progetti”. Anche questa nuova comunità deve avere in comune col passato gli ideali, i valori, i paradossi, la progettualità. Raccontando aneddoti,  ma anche le tragedie del suo passato, ci ha offerto uno spaccato di vita estremamente vivo e interessante. Ricorrendo ad esempi concreti di vita,  grazie alla positività che la contraddistingue, si è detta  fiera anche dei momenti difficili (addirittura tragici come gli anni trascorsi nei campi di concentramento in Giappone , quando non c’era neppure da mangiare e  imperversavano insetti e malattie . Solo perché, il padre Fosco e la madre, principessa  Topazia Alliata di Salaparuta, avevano rifiutato di aderire alla Repubblica di Salò)  .

Perché ,dopo tutto, forse lei non sarebbe mai arrivata ad oggi, ad  essere quella che è: persona estremamente umile sia nel porgersi che nel parlare, ma che con la sua vera, spontanea, naturale  semplicità riesce a catturare l’anima di tutti i presenti e riesce a trasmettere e dare risposte al malessere della contemporaneità.  Dacia Maraini usa storie allegoriche della mitologia,  sottolineando così,  ancora una volta, l’importanza del passato che è  presente,  raccontando, entrando a  spiegare tematiche difficili, scabrose come il “ratto”,“l’abbandono”, “la violenza”.

Una donna come lei stessa dice che pur non essendo così giovane riesce a essere ascoltata  soprattutto dai giovani che non solo la leggono ma la tempestano di attenzioni e domande . Quando lei è invitata nelle scuole , è subissata da  3000  e più domande,  di cui,  lei stessa,  a volte,   non riesce a capacitarsi , lasciandola piacevolmente confusa, stanca ma enormemente felice.  Persona estremamente equilibrata: non demonizza la tecnologia, anzi, lei stessa dice di servirsene soprattutto quando viaggia “KindBook “, ma fa presente che per quanto riguarda il “prodotto libro” non è stata vincente, perché ad oggi vediamo che  anche nei paesi riconosciuti di alto livello tecnologico, come gli Stati Uniti,  sono stati costretti a tornare al vecchio e  caro libro cartaceo. Soprattutto se e per chi si occupa della sua conservazione nel tempo.

Fa riferimento al filosofo del 700  Davide Hume parlando  dell’apprendere : “noi pensiamo  che l’apprendimento  sia una divisione tra il cuore e la testa.  Noi apprendiamo con i sensi e quindi è li che vengono fuori i dettagli,  le esperienze quotidiane,  le piccole cose che noi  leghiamo all’emotività. Ma  l’emotività non può essere separata dal raziocinio. Sono due  cose , secondo me –sottolinea la Maraini- molto legate, forse molto più  legate di quanto noi pensiamo”. (Ha cioè sottolineato che l’apprendimento si ha con tutto il corpo: i sensi, le emozioni sono importanti. Come suggeriva già, nel 700, Davide Hume)  Dacia Maraini è consapevole di trasmettere dei valori, come la verità, l’umiltà. l’aggregazione, il rapporto dialettico, l’apprendimento. (ha sottolineato che l’apprendimento si ha con tutto il corpo: i sensi, le emozioni Valori che,  in forme differenti,  non si dovranno mai dimenticare, né sottovalutare . Valori che, riportati alla consapevolezza di tutti,  faranno uscire la società da uno stato di oscurantismo, di individualismo sfrenato,  come quello che stiamo passando . Oggi, la frantumazione riguarda tutta la società, perché abbiamo perso le ideologie, i punti di riferimento.

La nostra è un’epoca di depressione, perché c’è il vuoto. Non si può vivere senza valori comuni.  Dacia Maraini , si è detta ottimista sul  recupero dei veri valori della società, comunitari.  Almeno lo spera. E noi ce lo auguriamo, con Lei.                                                                                                                                    

 E’ stata una serata molto intensa e ricca di suggestioni ed emozioni. Il “Teatro Ermanno Fabbri” di Vignola, lunedì 2 maggio 2016, ha vissuto una delle pagine più belle e ricche di cultura , di umanità ed emozioni.  Vi hanno  partecipato diverse autorità civili e un numeroso, attento e (alla fine) entusiasta pubblico (prevalentemente al femminile). Tra gli altri, erano presenti alcuni  intellettuali modenesi. Tra questi, ricordiamo  il musicista Adriano Primo Baldi e il giornalista, amico della scrittrice, Roberto Armenia.                                                     

Da sottolineare l’ottimo Simone Maretti ( voce narrante) e  l’ “erudito-colto” Alberto Bertoni. Complimenti e grazie all’organizzazione curata  dall’Associazione della “Dama Vivente” di Castelvetro e dalle vulcaniche libraie (Paola e Roberta) della “mitica”  “Libreria dei Contrari” di Vignola.

(https://www.youtube.com/watch?v=AjhSTs4W4Ko 

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