Da Piazza Grande, in Consiglio comunale

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Il Dibattito in Consiglio Comunale sul tema sicurezza e nuovi aggiornamenti

Attività della polizia municipale, dibattito in consiglio

La relazione su servizi e attività del 2007 e il voto su tre ordini del giorno.

 

Attività e servizi del corpo di Polizia Municipale nell’anno 2007 sono stati al centro del dibattito del Consiglio comunale di Modena, dopo la relazione presentata dall’assessore alla Polizia Municipale Gualtiero Monticelli e dal comandante Fabio Leonelli.

 

L’assessore ha ricordato i principali risultati dell’anno passato:

“”il 2007 ha visto per la Polizia Municipale l’inaugurazione della nuova sede, l’installazione di un nuovo programma di gestione informatica, una nuova centrale operativa, il rinnovo del parco veicolare, il rafforzamento degli strumenti di difesa con l’introduzione di spray urticante e bastone estensibile, numerose attività di formazione e l’incremento della pianta organica, che arriverà con il nuovo concorso a 202 unità di personale in divisa. Siamo in grado di dedicare a ogni quartiere il proprio ispettore, con un numero di agenti che va da 8 a 12, e stiamo rafforzando anche il ruolo dei Volontari per la sicurezza””.

 

Il comandante Fabio Leonelli ha poi ripercorso i dati sull’attività del 2007, già presentati pubblicamente in occasione del 21 gennaio, festa del protettore delle polizie municipali San Sebastiano.

Leonelli ha ribadito

“”l’aumentato impegno in termini di sicurezza stradale, la prevenzione attraverso corsi svolti nelle scuole elementari, medie e superiori, i numerosi corsi di formazione per gli operatori, incluso quello sulla sicurezza sul lavoro. Gli incidenti””, ha evidenziato Leonelli “”avvengono per lo più nelle ore di punta. La fascia di età 21 – 50 anni è quella maggiormente coinvolta, ma le conseguenze più gravi dal punto di vista sanitario riguardano la fascia di età 51-90 anni, i cosiddetti utenti deboli””

.

Sono stati poi presentati 3 ordini del giorno relativi alla minacciata astensione dal lavoro e al conseguente ordine di servizio che aveva colpito alcuni operatori di Polizia Municipale il 31 gennaio 2007.

 

Michele Andreana del Pd ha presentato una mozione, poi approvata con il voto favorevole della maggioranza e del gruppo indipendente e il voto contrario di An, Forza Italia, Lega Nord e Modena a colori, che invita

 

“”l’Amministrazione comunale e le organizzazioni dei lavoratori a mantenere le relazioni sindacali su basi di reciproca disponibilità al dialogo costruttivo, da un lato favorendo il massimo coinvolgimento possibile del personale e dall’altro evitando di contrapporre gli interessi del personale a quelli dei cittadini, assicurando in ogni caso l’assoluto rispetto delle regole, nel nome della tutela dei diritti e della sicurezza dei cittadini””.

 

Dante Mazzi di Forza Italia ha presentato un ordine del giorno che

“”invita il Sindaco e la Giunta a confermare piena fiducia e stima ai tre agenti indagati e prosciolti e a tutti gli agenti del corpo della Polizia municipale per il loro operato””.

 

Andrea Galli di An ha presentato un ordine del giorno che esprime

“”soddisfazione per il completo proscioglimento ‘perché il fatto non costituisce reato’ per i tre membri della Polizia Municipale fatti oggetto di un accertamento da parte dell’Autorità Giudiziaria””.

 

Gli ordini del giorno presentati da Mazzi e Galli sono stati entrambi respinti, con il voto contrario di maggioranza e gruppo indipendente e il voto favorevole di An, Forza Italia, Lega Nord e Modena a colori.

 

Nel dibattito sulla relazione dell’assessore e del comandante, Dante Mazzi è intervenuto per primo, per ribadire l’importanza del fenomeno dei veicoli privi di copertura assicurativa,

“”i cui numeri sono preoccupanti e vanno al di là di una semplice violazione commessa da singoli””.

Mazzi ha anche sottolineato che

“”per la tutela degli utenti deboli è importante che i ciclisti si convincano a utilizzare le piste ciclabili e non i marciapiedi”” e messo in evidenza che “”i passaggi pedonali spesso sono segnalati in modo inefficace o sono in posizioni sbagliate, ad esempio in corrispondenza della fermata degli autobus””.

 

Ercole Toni del Pd ha ricordato

“la scuola di specializzazione per gli operatori di Polizia locale, un’eccellenza della nostra città”” auspicando anche “”una maggiore presenza degli operatori negli orari serali, per prevenire comportamenti pericolosi da parte dei giovani””. Toni ha anche raccomandato “”un miglior uso delle risorse e dei mezzi disponibili, una campagna informativa sui ciclomotori e la loro manutenzione, controlli sui veicoli inquinanti, controlli sulla dotazione d’obbligo per le biciclette””.

 

Achille Caropreso , indipendente, ha sottolineato altre infrazioni frequenti:

“”uso dei cellulari alla guida, mancato uso delle cinture di sicurezza, eccesso di velocità, e altre. Si dice che a Modena le velocità fissate sulle tangenziali sono troppo basse, ma credo si debba invece riflettere. Non credo sia uno scandalo colpire con sanzioni chi eccede nella velocità o mette in pericolo altri utenti della strada””.

 

 

 

Baldo Flori di Modena a colori ha espresso un giudizio politico

“”non tanto sui singoli aspetti ma sulle grandi coordinate.

Credo sia giusto sottolineare gli aspetti positivi, ma alcuni dati della relazione dimostrano che ci sono fenomeni stabili, quasi cronici. La funzione dei vigili è importante e difficile. Diciamo sì al coordinamento tra le diverse forze, ma diciamo no alla supplenza rispetto alle funzioni di altri corpi: a ognuno il suo, e questo vale anche per i vigili di quartiere, da non confondere con i poliziotti di quartiere. È importante definire le priorità delle azioni e la polemica sulle finalità di cassa è a nostro avviso fondata””.

 

Adolfo Morandi di Forza Italia ha ribadito la questione dell’organico sottodimensionato:

“”già più volte abbiamo sottolineato che la legge regionale richiederebbe una pianta organica di circa 220 componenti mentre, anche con le nuove assunzioni, si arriverà a 202. Le nuove assunzioni servono in sostanza a rimpiazzare chi è andato in pensione. Sono convinto che i sistemi di controllo elettronico e le sanzioni in generale, che in un anno arrivano a quasi 7-8 milioni di euro, servano soprattutto a fare cassa. Più volte abbiamo detto che il meccanismo del Photored è perverso e prevede tempi di passaggio con il giallo troppo brevi””.

 

Enrico Artioli del Pd ha chiesto di poter consultare in modo più approfondito i dati forniti dal comandante e messo in evidenza “”l’aumento delle segnalazioni dei cittadini in materia di sicurezza pubblica, la stabilizzazione degli interventi sulle prostitute e il dato sui minori, con oltre 300 interventi nel 2004-2005 ai 30 e 70 che caratterizzano gli ultimi due anni””, chiedendo al comandante una lettura di questi dati. “”Anche sulla sicurezza stradale””, ha aggiunto Artioli, “”le segnalazioni sono aumentate molto, mentre è positivo il calo delle sanzioni. La Polizia municipale si sta poi attrezzando per affrontare i cambiamenti che attraversano la nostra città e le nostre società””.

 

Ivo Esposito di Forza Italia ha definito la Polizia Municipale

“”un baluardo della società modenese”” ed espresso il proprio “”plauso a coloro che ci consentono di dormire sonni tranquilli. Eppure””, ha sottolineato, “”non si può estendere all’infinito il loro ruolo. C’è stato un aumento continuo e costante dei compiti affidati alla Polizia Municipale senza un corrispondente aumento del personale, che rimane ancora sottodimensionato rispetto agli standard previsti dalla Regione. Dovremmo invece consentire alle persone di lavorare bene, nel rispetto degli standard di sicurezza, di giorni di riposo settimanale, di straordinari, eccetera. È importante difendere i cittadini, ma anche i vigili urbani, responsabili di garantire questa sicurezza, che hanno gli stessi incarichi delle forze dell’ordine ma per contratto sono semplici dipendenti comunali””.

 

William Garagnani del Pd ha messo in risalto

“”la duttilità del corpo della Polizia Municipale, fondamentale per fare fronte alle fragilità di noi uomini di questo secolo. Le mie osservazioni, oltre all’importanza dell’adeguamento dell’organico, si pongono come sommesse domande: una è relativa ai passaggi pedonali, e alla loro pericolosità per pedoni e ciclisti. Un’altra questione riguarda la città dei motori: le aziende automobilistiche, pur vitali per il nostro territorio, collaudano le auto a grande velocità su strade della città e della provincia e addirittura nei parcheggi. Le rotatorie, poi, non sono la panacea di tutti i mali: molti automobilisti hanno iniziato a guidare quando le rotatorie non esistevano e sono evidentemente impreparati””.

 

Antonio Maienza dell’Udeur ha ricordato che

“”i nuovi strumenti offensivi, per i quali anche io mi ero allarmato, vengono usati con raziocinio e correttezza, mentre per quanto riguarda le sanzioni vanno sottolineati i dati statistici che superano il migliaio nella relazione: mancata revisione, guida in stato di ebbrezza, mancato uso delle cinture. Anche la sosta in aree riservate agli invalidi è un sintomo di grande inciviltà, così come la guida al cellulare, contro la quale bisogna insistere con campagne di sensibilizzazione. Bisogna inoltre precisare che, come previsto dal nuovo codice della strada, la bicicletta è un veicolo a tutti gli effetti e non può andare contromano””.

 

Mauro Manfredini della Lega nord ha ribadito che

“”più l’organico è numeroso e meglio gli agenti possono svolgere il loro importantissimo ruolo di tutela della sicurezza dei cittadini””, ha sottolineato l’importanza del progetto “”Oltre la strada”” ed espresso al comandante della Polizia Municipale i propri auguri di buon lavoro, ricordando però la propria richiesta di aumentare il numero dei vigili di quartiere

 

L’assessore Monticelli ha replicato citando i dati del Sole24ore sulle sanzioni:

“”siamo una città ricca, con molta mobilità, ma le sanzioni sono al di sotto della media regionale e nazionale. Modena, insomma, non è la città in cui vi è l’atteggiamento più repressivo. L’attività è necessaria per la sicurezza stradale e inviterei quindi a fare meno propaganda su questo tema. Ribadisco inoltre che il livello degli organici e della tecnologia non sono mai stati così elevati nella nostra città. Dobbiamo andare avanti, ma il
livello di qualità ed efficienza va riconosciuto. Gli ordini del giorno presentati entrano nel merito di questioni gestionali che competono alla dirigenza dell’ente. In ogni caso, gli agenti di Polizia municipale servono 365 giorni l’anno e fermo restando i diritti sacrosanti credo ci sia il dovere, per conto dei cittadini, di pretendere le prestazioni nei giorni in cui c’è più bisogno, in particolare il 31 gennaio””.

 

Il comandante Fabio Leonelli ha risposto ad alcune questioni sollevate nel corso del dibattito, ribadendo che

“”la formazione del personale della Polizia Municipale viene effettuata esclusivamente presso la scuola modenese, che è stata fondata proprio dal Comune di Modena. Su diversi fenomeni, come il cellulare alla guida e le cinture di sicurezza, abbiamo lavorato con campagne mirate, mentre per quanto riguarda gli arresti abbiamo riscontrato come, negli ultimi anni, l’attività di controllo del territorio ci metta spesso nelle condizioni di rilevare fatti penalmente rilevanti. Per quanto riguarda le rotatorie, è stato predisposto un pieghevole per dare istruzioni e informazioni, comunque si tratta di una fattispecie che non è espressamente prevista dal codice, ma alla quale si applicano le regole generali del codice””.

 

Il Sindaco ha concluso il dibattito affermando:

 “”il rapporto ci consegna un quadro di grande attività, grandi investimenti, con una nuova sede all’avanguardia, e con rapporti che sono migliorati negli ultimi mesi. Abbiamo scelto di ampliare l’organico non appena è stato possibile, abbiamo dotato gli agenti di strumenti di difesa innovativi per fare fronte a situazioni di rischio evolute rispetto al passato, abbiamo potenziato il posto integrato di Polizia alla stazione delle autocorriere, abbiamo inoltre condotto l’operazione della scuola interregionale di polizia, un fatto molto significativo per una città che non è capoluogo di Provincia. Questo risultato si integra con l’impegno della nostra città negli organismi di confronto sui temi della sicurezza urbana. In rapporto alle politiche generali di sicurezza, non vedo contraddizioni sul ruolo della Polizia Municipale. Siamo chiamati a introdurre, come Amministrazione, in ciò che facciamo una particolare attenzione ai temi della sicurezza, anche con azioni come quella di stamattina all’edificio R-Nord. La Polizia Municipale è l’organismo che ci consente di operare con poteri di polizia amministrativa, di sicurezza e anche, se necessario, di polizia giudiziaria. Le nostre sono politiche integrate di sicurezza, che non interferiscono con l’azione delle altre istituzioni, ma anzi si combinano e si integrano per migliorare la qualità della vita in città””.

 

Rispetto agli ordini del giorno presentati, il Sindaco ha ribadito che “”tutto si è svolto secondo le regole“”.

 

 

 

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Il degrado della zona del Villaggio artigiano, la prostituzione, il poliziotto di quartiere, le norme per l’espulsione degli stranieri clandestini, il crescere dei comitati a Modena, le passeggiate serali dimostrative nella zona Tempio, i furti sulle automobili in via delle Nazioni: sono questi i temi affrontati lunedì 4 febbraio in Consiglio comunale.

 

Il dibattito si è aperto con l’intervento di Baldo Flori, Modena a colori, che ha scelto di ritirare due delle interrogazioni che aveva presentato a luglio e settembre:

Ha detto Flori

“”mi pare siamo ampiamente al di fuori del tempo previsto dallo Statuto del Consiglio lo dico al Sindaco perché sui tempi non abbiamo mai sottilizzato, eppure ci sono dei limiti oltre i quali è difficile andare senza perdere la faccia, senza perdere di qualità, senza perdere di rispetto delle regole. Trovo molto sgradevole l’atteggiamento di ignorare per mesi i contenuti delle nostre interrogazioni, soprattutto su argomenti frequentemente ripresi dalla stampa, che non hanno perso di attualità.

 

 

Il Sindaco ha replicato puntualizzando:

“”mi rincresce, perché si tratta di temi importanti, tuttavia credo che non possiamo essere rimproverati di non avere voluto rispondere. Ero pronto per dare risposta alla sua istanza pochi giorni dopo la presentazione. L’org
anizzazione dei lavori è governata dalla conferenza dei capigruppo, ma quando ci sono slittamenti di tempo è importante farlo presente. È sempre possibile che ci siano dei disguidi e siamo tutti responsabili””.


Mauro Manfredini della Lega nord ha poi presentato l’interrogazione sul degrado del Villaggio Artigiano e della zona del Parco Ferrari.

Ha detto Manfredini,

“”Si è anche formato un comitato perché c’è molto degrado e molta prostituzione, ma l’area ha molte vie di fuga ed è difficile da tenere sotto controllo. Credo che maggiore sicurezza potrebbe essere garantita da controlli quotidiani.

C’è poi un pub, nella zona, dove si sono verificati episodi incresciosi””

 

 

Ha risposto il Sindaco

“”Nella zona del parco Ferrari ci sono altre criticità una è il condominio Lambda, con un peggioramento della qualità abitativa e molti appartamenti sfitti. Credo si debba individuare una soluzione che coinvolga soprattutto i proprietari, se si vuole evitare un progressivo degrado paragonabile a quello di via Attiraglio. Credo che l’intervento in quella zona sia stato significativo, anche se non risolutivo: per il futuro stiamo prevedendo una presenza fissa per il controllo del parco Ferrari e stiamo lavorando per la qualità abitativa del condominio Lambda””.

 

Sergio Celloni del gruppo Udc- Ppl ha presentato la propria istanza sul tema della prostituzione, affermando che: l

La prostituzione sulle nostre strade non è un bello spettacolo e può anche essere causa di incidenti. In altre città si è cercato di dare un maggiore giro di vite al fenomeno anche attraverso i controlli della Polizia Municipale e le multe date ai clienti. Vorrei sapere””, ha concluso Celloni, “”che cosa si fa a Modena in questa direzione””.

 

Il Sindacoha risposto ricordando che

“”Modena, con il mio predecessore Giuliano Barbolini, fu la prima città ad intervenire in questo senso, con un’ordinanza che è ancora in vigore e consente di multare per intralcio al traffico chi si ferma a contrattare prestazioni con la prostituta. Per quanto riguarda viale Autodromo, su questo fenomeno abbiamo affrontato ben altre intensità di presenza. In quel caso la risposta fu un’azione forte di Questura e Procura della Repubblica contro lo sfruttamento. Il fenomeno dello sfruttamento è sovracittadino e se si interviene diminuiscono anche le presenze alla Bruciata””.

 

Il sindaco ha precisato infine che

“”il fenomeno della prostituzione di ragazze neocomunitarie ha provocato un vuoto normativo. In caso di clandestini, scatta infatti il trattenimento o l’espulsione. In caso di italiani, esiste il foglio di via. Al vuoto legislativo per i neocomunitari si reagì utilizzando una norma mai applicata della legge Merlin che punisce la prostituzione praticata in modo scandaloso. A Modena, quando è esploso, il fenomeno non ha avuto ricadute negative anche grazie a questi provvedimenti””.

 

 

Baldo Floridi Modena a colori ha chiesto lumi sulla presenza del poliziotto di quartiere nella zona di viale Gramsci:

“”era una domanda avanzata da diverso tempo da residenti e commercianti della zona ed è importante perché mostra anche fisicamente la presenza delle istituzioni sul territorio. Eppure, abbiamo visto il disagio di qualche presidente di circoscrizione nel vedere che un quartiere scavalcava un altro. Ci chiediamo se questa misura non possa essere applicata anche nella zona Tempio””.

 

La seconda interrogazione di Flori riguardava invece “”una sorta di conflitto tra istituzioni che si è creato rispetto all’espulsione dei clandestini dalla nostra città””. Flori ha ricordato

“”l’avvio di una procedura per tre clandestini, per i quali seguendo la normativa di legge ci si sarebbe aspettati un accompagnamento alla frontiera. La magistratura invece ha fatt
o un’altra scelta, giudicando il provvedimento inapplicabile perché gli stranieri erano troppo indigenti per pagarsi il viaggio. La scelta è stata criticata dal sindaco e dal presidente della Provincia. Insomma, a volte si ha l’impressione””, ha concluso Flori, “”che interventi di istituzioni diverse si elidano tra di loro.

A proposito del poliziotto di quartiere in viale Gramsci, il sindaco ha risposto che “”si tratta di una zona circoscritta, nella quale i tipi di reato sono soprattutto furti e presenze poco rassicuranti di persone. Se c’è una presenza fissa, questi fenomeni tendono a scomparire. Quello di viale Gramsci è uno dei pochi casi in cui ho ricevuto lettere di apprezzamento da parte dei cittadini. In altre zone, ad esempio la zona Tempio, occorre una presenza diversa, con caratteristiche di contrasto. Quella del poliziotto di quartiere è invece un’attività di presenza: il poliziotto di quartiere non interviene in prima persona a contrasto di fenomeni criminali, ma deve chiamare la centrale””.

 

Per quanto riguarda il fenomeno degli stranieri indigenti che non ottemperano i provvedimenti di espulsione, Pighi ha spiegato che

“”il problema è dovuto alla costruzione della norma. In caso di comportamenti materiali, ad esempio un furto o un danneggiamento, si può valutare caso per caso se la situazione è esigibile o meno, per esempio se un danneggiamento era inevitabile per scappare da un incendio. Ma se si tratta di un atto amministrativo, come il foglio di via internazionale, anche l’indigenza della persona può rendere impossibile metterlo in atto. La situazione è stata chiarita dalla Cassazione nel caso del clandestino omosessuale: si deve accertare che le condizioni esistano, e che la persona abbia un giustificato motivo per non adempiere. Può esserci un motivo economico, ma questo non deve valere sempre, altrimenti anziché applicare una norma, la si abroga nei fatti. Serve una norma amministrativa che dica chi deve pagare il biglietto a queste persone: l’Amministrazione non si tirerebbe indietro, se spettasse a lei””

 

Dante Mazzidi Forza Italia ha presentato le proprie interrogazioni precisando che

“”le interrogazioni sulla sicurezza dovrebbero essere urgenti, ma purtroppo forse vengono rimandate nella speranza che si sistemino da sole. Mi avevano suggerito””, ha affermato Mazzi, “”di venire in quest’aula esibendo siringhe e altri oggetti forti. Ci sono situazioni problematiche anche nei pressi delle scuole e spesso vengono fatte promesse, ma mancano le risposte concrete. La sicurezza e la vivibilità non hanno un colore politico. Eppure, se il numero di comitati aumenta continuamente significa che ci sono delle carenze di fondo””. La seconda interrogazione è stata presentata da Mazzi come “”un rafforzativo di quanto già detto: a luglio ci stava bene la passeggiata serale nella zona Tempio, ma con l’avvicinarsi dell’inverno servono altre soluzioni per rispondere alla domanda di sicurezza dei residenti””.

 

Il sindacoha risposto a Mazzi ribadendo che

“”quale che sia l’impostazione di un amministratore pubblico, è necessario saper cogliere i messaggi che vengono dalle situazioni. Penso sia necessario muoversi in sintonia con queste espressioni di disagio, anche perché i giornali seguono il tema con molto interesse. Nella zona Tempio, gli interventi realizzati non sono né piccoli né banali: la chiusura di un sottopasso e la realizzazione di una barriera, sollecitata più volte, che ostacolasse efficacemente quella che era una sorta di via di fuga tra il cavalcaferrovia e l’edificio di via Attiraglio.

Poi, è convinzione di tutti che solo interventi strutturali possono dare un contributo valido. Per quanto riguarda i negozi””, ha proseguito il sindaco, “”l’assessore Prampolini si è fatto carico di un percorso richiesto dagli stessi cittadini, che punta a incentivare la qualità degli insediamenti esistenti e indurre i negozi etnici a una gestione più integrata con il resto della città. Abbiamo poi lavorato insieme all’assessore Sitta per convincere Poste Italiane a utilizzare l’edificio di via Niccolò dell’Abate. Abbiamo cercato di incentivare l’insediamento di esercizi commerciali o di piccolo artigianato per creare un volano che consenta di riqualificare l’intera area. L’atteggiamento dei due comitati, comunque, è oggi molto collaborativo e le riunioni in zona Tempio hanno un carattere molto diverso che all’inizio. Per quanto riguarda la sua seconda interrogazione, riceviamo segnali di discreto miglioramento anche se soprattutto le prostitute tornano periodicamente nella zona del Tempio: come ho già detto, quello che serve è colpire lo sfruttamento””.

 

Michele Andreanadel Pd ha infine chiesto al sindaco quali interventi sono previsti per prevenire i furti sulle automobili parcheggiate in viale delle Nazioni.

“”Ci sono stati molti furti sulle auto nel parcheggio esterno della Case New Holland, un problema che è rimasto nonostante l’impegno dell’azienda a installare videocamere””, ha affermato Andreana, puntualizzando che “”i dipendenti sono penalizzati da una distinzione anacronistica perché solo chi possiede automobili di marca Fiat può parcheggiarle all’interno””.

 

Il sindaco ha citato i dati sui reati registrati a Modena:

“”i dati sono migliori nel 2007 rispetto al 2006, tranne quelli relativi ai furti di e su autovetture. Si tratta di furti d’uso oppure di furti dovuti alla parte più disgraziata e sbandata della criminalità cittadina. È inoltre frequente che vengano colpite proprio le auto di chi è al lavoro e sarà lontano per diverse ore””.

L’assessore alle Politiche economiche Stefano Prampolini è poi intervenuto per descrivere le azioni che saranno messe in atto nella zona Tempio:

“”saranno combinate azioni di controllo da parte delle forze dell’ordine, azioni progettate per il risanamento degli spazi pubblici e la qualità dell’ambiente urbano, e infine la riqualificazione urbana e commerciale dell’area. Il progetto del nostro assessorato””, ha spiegato Prampolini, “”ha 4 obiettivi: favorire l’insediamento di un’imprenditoria qualificata con format innovativi, riqualificare il tessuto economico, favorire l’integrazione degli imprenditori stranieri, aumentare la frequentazione di qualità. La Giunta ha impegnato 240 mila euro, di cui 200 mila di contributi destinati agli imprenditori che parteciperanno ai bandi pubblici e 40 mila destinati a iniziative di analisi, comunicazione interculturale, organizzazione di eventi. Come già avvenuto per Pomposa e Saragozza, la prima beneficiaria dei contributi è stata l’associazione che si è costituita tra i cittadini e i commercianti interessati al recupero dell’area””.

 

Si è poi passati alla presentazione degli ordini del giorno, a cominciare da quello di Sergio Celloni (Udc-PPl) e Andrea Galli (An) sul tema “”Garante per la sicurezza“”.

ha affermato Celloni: “”

 

“”Siamo definiti un’isola felice ma è oramai improprio, Modena invece presenta oramai una delinquenza a 360 gradi che va dal furto in casa, nel magazzino, alla rapina a mano armata, al corriere con chili di droga, al piccolo spaccio, al furto del tossicomane per arrivare allo sfruttamento, e al lavoro sommerso. Per questo””, ha concluso: “”chiediamo che si istituisca un apposito ‘Garante dei diritti e della sicurezza’, che raccolga le istanze dei cittadini con forte difficoltà, e che metta in comunicazione la Prefettura, le forze di polizia, la magistratura, gli organi giudicanti e sorveglianti, la polizia penitenziaria. Crediamo sia importante mettere in rete mondi diversi che spesso scontano carenze di comunicazione””.

 

Andrea Leoni di Forza Italia ha ricordato che

“”il nostro ordine del giorno era stato presentato in un momento diverso, nel mese di ottobre, e impegnava la Polizia Municipale ad adeguarsi allo standard di 223 agenti di organico. Con la mozione si impegnava inoltre il sindaco a sollecitare il vice ministro Minniti a dare corso alle promesse fatte in estate. Qualche piccolo segnale c’è stato, non sufficiente ma un inizio. I punti di questo ordine del giorno, per quanto riguarda le possibilità che ha il sindaco di vigilanza e sollecitazione, ma anche l’impegno ad adeguare gli organici della Polizia Municipale rimangono comunque validi“”.

 

La trattazione dei due ordini del giorno presentati da Alleanza Nazionale è stata rimandata ad una futura seduta per l’assenza dei due consiglieri dall’aula

 

Michele Andreanadel Pd ha presentato una mozione che

“”esprime apprezzamento per il lavoro intrapreso, richiama le azioni previste nel Patto per Modena sicura e invita l’Amministrazione a proseguire con le politiche avviate e con un approccio trasversale ad assessorati e uffici. La nostra idea di contrasto all’illegalità””, ha precisato Andreana, “”è molto diversa dalla sterile propaganda della tolleranza zero“”

 

Nel dibattito successivo alla presentazione delle mozioni,

Sergio Rusticali dello Sdi è intervenuto per ricordare che

“”nella zona Tempio abbiamo assistito a un progressivo intervento da parte dell’Amministrazione e delle forze preposte all’ordine pubblico che hanno teso quasi quotidianamente a recuperare la convivenza in quell’area. Abbiamo assistito a operazioni significative, come l’importante retata della Guardia di Finanza. Anche i comitati hanno in parte riconosciuto l’azione dell’Amministrazione. Anche in viale Gramsci c’è stato un intervento mirato, in
risposta a bisogni segnalati dai cittadini. Ogni area ha le sue specificità, ma in questo caso il metodo ha avuto un importante successo e un buon riconoscimento dal punto di vista dei risultati””.

 

Ercole Tonidel Pd ha ribadito che

“”non c’è solo la zona del Tempio che ha il problema della sicurezza. Credo sarebbe stato interessante tenere un dibattito in quest’aula alla presenza di tutte le autorità firmatarie del Patto per Modena sicura. Spaccio di droga, furti e aggressioni ad anziani hanno un minimo comune denominatore, la micro o macro criminalità. Lo spaccio esiste perché c’è la domanda, ci sono consumatori, c’è una società povera di valori. È necessario avere la certezza della pena e allontanare dal nostro territorio chi commette delitti””.

 

Achille Caropresoha citato l’episodio

“”avvenuto in via della Cella recentemente, che per poco non è stato un omicidio efferato. Questo denota il nostro frequente problema: le cronache sui giornali raccontano di arrestati che avevano già numerosi precedenti in materia. Vista l’impossibilità di mettere un agente ogni dieci metri, il problema è dovuto alla mancanza, nel nostro paese, del principio della certezza della pena. Si è giunti a una discrezionalità ormai non più tollerabile””.

 

Fausto Cignidel Pd ha esordito affermando:

“”la sicurezza non è né di destra né di sinistra. Ritengo si debba esprimere solidarietà alla ragazza aggredita in via della Cella, come a tutte le altre donne aggredite o violentate. Credo che le forze dell’ordine farebbero bene a intervenire. Per quanto riguarda la prostituzione, il tema ovviamente risale alla notte dei tempi. Celloni parte dal dato dell’intralcio al traffico, ma, come ha osservato giustamente Toni, c’è una domanda e un’offerta. Ci si può fermare alla superficie o riflettere in profondità, tanto più che moltissime ragazze sono minorenni. Perché non pensiamo di arrivare anche da noi al quartiere a luci rosse? Si potrebbe pensare a una zona controllata per l’esercizio della prostituzione, cercando di colpire il racket, recuperare le ragazze sfruttate ma anche affrontando il problema, che tanto esiste””


Giorgio Prampolinidi Sinistra Democratica ha espresso solidarietà alla ragazza aggredita precisando che

 “”si somma a questi fatti un sentimento di precarietà e incertezza per il futuro. È importante spiegare come è possibile che i reati gravi siano in calo e la microcriminalità sia stabile, mentre contemporaneamente i cittadini si sentono meno sicuri. Non manca la responsabilità dei media che amplificano questi fatti, della politica che, invece di offrire certezze e sviluppare progetti, si preoccupa di strumentalizzare alcune situazioni. Anziché cercare effetti mediatici abbiamo bisogno di interventi concreti sul piano urbanistico, economico e ambientale. Un nuovo urbanesimo configura le città come poli di attrazione, che attraggono anche solitudini e disperazioni. È decisivo coinvolgere la società civile e le associazioni degli immigrati per affrontare i problemi””

 

Ivo Espositodi Forza Italia ha sottolineato:

“”compito dei politici è accogliere le istanze di sicurezza dei cittadini, un compito che il sindaco si è accollato firmando il Patto per la sicurezza. Non possiamo essere così falsi da dire che tutto va bene, che i giornali dicono bugie, che non ci siano prostitute, aggressioni, escrementi per la strada. I cittadini pagano le tasse, hanno diritto alla sicurezza e vogliono sentirsi sicuri. Il Sindaco deve essere il primo latore di queste richieste agli organi competenti. Non possiamo fingere che le cose vadano bene, che non manchino 35 agenti alla Questura, che il più grosso sindacato di Polizia abbia lamentato la carenza di almeno 33 operatori. È nostro dovere rispondere a questi bisogni dei cittadini e non dare l’idea di essere chiusi nel palazzo. I cittadini non sono razzisti ma vogliono tranquillità””.

 

Olga Vecchidi Forza Italia ha criticato l’intervento del collega Prampolini:

“”il collega dice che la colpa è nostra, come politici, perché amplifichiamo le situazioni e sobilliamo i sentimenti dei cittadini, oppure dei giornalisti che ci vengono dietro ed esagerano le cose. Trovo che queste osservazioni siano allucinanti, che siano fantapolitica. Le donne hanno veramente paura la sera, e vedere i problemi in questo modo sbagliato non ha senso e non serve. Occorre coordinarsi per risolvere realmente problemi gravi e importanti””.

 

Mauro Manfredinidella Lega ha affermato che

“”non è sufficiente parlare genericamente di integrazione. Il caso di via della Cella non è singolo, oramai questi episodi sono di casa. Bisogna valutare la possibilità di integrazione per chi lo desidera, richiede tempo perché le società da cui provengono sono diverse. Parità non significa precedenza e insieme ai diritti esistono i doveri. Bisogna fare capire alla malavita organizzata quali sono le regole, altrimenti faremo la fine dei romani dopo le invasioni barbariche. Sono rammaricato e incazzato, se mi si passa il termine, per l’ordine del giorno della maggioranza che è condivisibile, ma sono chiacchiere da bar senza contenuti. Alle prossime amministrative, che si giocheranno sulla sicurezza, sicuramente qualche punto lo perderete””

.
Dante Mazzi si è detto in disaccordo

“”con il quadro idilliaco emerso dalle risposte del sindaco. Non credo che i comitati apprezzino molto l’amministrazione perché la situazione non è cambiata e il degrado è rimasto. Ci sono cose incredibili, gente che deve chiedere permesso a chi si sta drogando davanti al portone, zone ridotte ad alcove per le prostitute, zone dove si trovano siringhe e altri ricordi non certo piacevoli del passaggio di drogati e prostitute. Non sono strumentalizzazioni le nostre ma vero disagio. Ho sentito citare la Pomposa, ma anche lì si sta tornando indietro. In zona Tempio per intervenire si è dovuta aspettare la fine della festa dell’Unità, che impegnava ogni sera due pattuglie di Polizia Municipale, e queste non sono strumentalizzazioni, ma fatti. Non importa che non si faccia quello che chiede l’opposizione: voi dovreste ascoltare di più i cittadini””.

 

Maurizio Doridel Pd ha citato la conversazione con

 “”amici che lavorano in Questura e carabinieri di quartiere. In caso di flagranza intervengono, altrimenti devono fare una segnalazione alla centrale. Ma le forze dell’ordine nei quartieri spesso sono anche punti di riferimento, magari per un anziano che vuole avere una parola, confidarsi con l’amico in divisa. Una questione che ci si può porre è quella sui turni dei poliziotti di quartiere: ora i turni sono dalle 8 alle 14 e dalle 14 alle 20, ma non sarebbe più opportuno spostarli di due ore? Inoltre, quando ci sono ferie o altri impegni non si riescono ad assicurare le tre pattuglie sul territorio. 20 anni fa c’erano 4 pattuglie, dopo 20 anni ce ne sono ancora 4, a volte composte da solo 2 persone anziché da 3. Se si guarda il secondo semestre del 2007, i reati predatori sono stati il 15% in meno rispetto al primo. Sono poi aumentate molto le denunce dei cittadini, la loro collaborazione e il loro coraggio. Ma i giornali non scrivono che i reati sono in calo, perché devono vendere””

 

Michele Andreanadel Pd ha affermato:

“”si può fare contrasto all’illegalità senza rinunciare al nostro modello di sviluppo e di integrazione. Sappiamo coniugare le esperienze di recupero urbano come quella dell’R-nord, quelle di riqualificazione urbano come nel caso della zona Tempio, con l’intervento di polizia. Bisogna intervenire radicalmente sul degrado, con interventi meno appariscenti ma più efficaci, perché aumentare il numero dei poliziotti non basta. In ogni caso abbiamo fatto quanto era in nostra competenza per integrare l’organico e garantire la sicurezza del territorio anche in termini di intervento di polizia“”

 

Mauro Tesaurodei Verdi è intervenuto a nome degli schieramenti della Sinistra arcobaleno:

“”su una materia così cruciale occorre, con coraggio e serietà, senza sottovalutazioni, scindere il dato oggettivo del reato, che è comunque in crescita, da quello soggettivo della percezione, che comunque è un dato da non snobbare. La percezione di insicurezza può assumere derive sociali preoccupanti di paura e diffidenza. Riteniamo che il tema della microcriminalità, quello più invasivo e degradante, incida soprattutto sulle categorie deboli come donne e anziani. Questo non si risolve con le telecamere né con gli atteggiamenti da sceriffi. Riteniamo, e ci riconosciamo nella mozione della maggioranza, che serva un’azione preventiva e sinergica: contrasto alla criminalità ma anche recupero urbano e solidarietà sociale senza derive securitarie di sorta. Infine non bisogna dimenticare il rischio delle infiltrazioni mafiose, del quale nel nostro territorio abbiamo avuto non infrequenti avvisaglie””.

 

Paolo Ballestrazzidi Modena a colori ha osservato:

“”il collega Manfredini è rimasto addolorato per il voto di bilancio, dopo il quale non
ha portato a casa risultati. Si è detto amareggiato perché essere fregati dagli ex comunisti è peggio che essere fregati dai democristiani. Dori è come sempre molto serio ad argomentare ma ha perso di vista il dato reale dei problemi. Una lettura di tipo notarile avrebbe un significato se non ci fosse, invece, l’aspetto pregnante e politico. Non ho motivo di dubitare dei dati portati da Dori, ma cresce l’ansia dei cittadini e la politica non riesce più a governare questa dicotomia. Oramai ogni strada ha il suo comitato. Questo è il fallimento del nostro modello di sviluppo. L’appello dell’assessore Sitta ai privati, che vengano in nostro soccorso, è ridicolo! Ricordatevi che il capitale va dove è remunerato, disse l’ingegner Crotti””.

 

Il sindacoha concluso parlando di

“”un dibattito molto importante, nel quale ho cercato di interpretare e cogliere il senso profondo delle interrogazioni, non banali, dei consiglieri. C’erano spunti che facevano parte delle coordinate del dibattito cittadino e mi hanno consentito di fare il punto del lavoro dell’Amministrazione, molto ben concentrato nella mozione proposta dalla maggioranza. Il tema della sicurezza riguarda le amministrazioni locali e non è un tema che abbiamo assunto a malincuore, come supplenza rispetto al ruolo dello Stato. Nasce invece da un’esigenza profonda dei cittadini che vivono questa e altre insicurezze tipiche di questo momento storico

Il dibattito si è concluso con il voto sulle tre mozioni presentate, con l’approvazione della mozione di Michele Andreana (Pd) e il voto contrario sugli altri due ordini del giorno e sull’emendamento di Mauro Manfredini (Lega nord).

uff.st. Comune di Modena

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