Cuori, quadri, fiori e picche

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In un mazzo di carte ci sono quattro donne: la quinta e’ di troppo. Il portafogli val bene una messa. La nascita del Pci in Italia è la grande iettatura che ci ha colpiti.

 


Si sono formulate tante ipotesi sul tradimento di Mariarosaria Rossi che ha votato sì alla fiducia al governo di Giuseppi: la verità, o meglio la mia interpretazione, è molto più semplice. Cuori, quadri, fiori e picche sono i quattro semi di un mazzo di carte da poker. Però, lo sanno anche i sassi, che ad Arcore, alla corte di Silvio Berlusconi c’è quello che è definito il cerchio magico. Un ristretto gruppo di persone (oltre ai figli), che ha il compito di consigliare il Cavaliere. Fra queste persone ci sono Mariastella Gelmini, Anna Maria Bernini e Licia Renzulli. A queste si sarebbe aggiunta l’ultima fiamma dell’inossidabile padre e padrone del partito, la deputata Marta Antonia Fascina. A questo punto era logico che qualcuna dovesse farsi da parte. Mariarosaria, paga due colpe: la prima, fuori dai giochi di partito, è quella di essere stata amica di Francesca Pascale, la seconda, all’interno del movimento politico, è quella di avere avuto tutte e due le mani nell’impasto delle liste elettorali alle elezioni nel 2018 e di avere ridotto il debito che gravava sulle casse di FI. Ora, in tali posizioni, non ci si fanno degli amici. La politica, o meglio gli attori, non perdonano. Questo è per spiegare lo squallido spettacolo al Senato per votare la fiducia al governo di Conte. Cosa c’era da aspettarsi? Solo chi è completamente a digiuno di politica non capisce cosa accade a chi è paracadutato con il titolo di onorevole o senatore, ma basta anche quello di semplice delegato sindacale, di una qualsiasi città d’Italia. Però, credo, anzi ne sono convinto, che la ragione rimanga nella dichiarazione dei redditi di coloro che ci dovrebbero rappresentare: dalla sinistra, al centro, fino alla destra.  In fondo è sempre attuale il pensiero di Joseph De Maistre – Ogni Nazione ha il governo che si merita -.

Questa settimana ricorrono i cento anni dell’anniversario della nascita del Partito Comunista in Italia. Le date sono importanti: eccome. Coincidono con la fine delle ultime resistenze (1920) delle armate bianche in Russia (zaristi, democratici, nazionalisti cosacchi, ucraini, polacchi, finnici e anche dei socialisti rivoluzionari). Questi ultimi in Italia, si può azzardare, erano rappresentati dai socialisti e quindi troppo tiepidi, se non contrari, agli ammiratori di Lenin e compagni di macelleria umana. Non rivelo niente di nuovo se dico che i grandi massacri della storia del mondo sono stati perpetrati da chi ha seguito questa ideologia. Non per questo giustifico le stragi perpetuate da altre forme di pensiero autoritario. Resta che fra quantità e qualità i comunisti vincono alla grande nella prima ipotesi. Per tale motivo, non mi fido di loro.

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