Crisi del settore della pericoltura a causa della “Maculatura Bruno” e del “Cancro della Valsa” – Interventi

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PROTOCOLLO GENERALE n° 348668 del 15/11/2021

Modena, 14/11/2021

Al Sindaco di Modena

Al Presidente del Consiglio Comunale

MOZIONE

Oggetto: Crisi del settore della pericoltura a causa della “Maculatura Bruno” e del “Cancro della Valsa” – Interventi

Premesso che

– a detta degli esperti in materia, la crisi frutticola che sta investendo l’Emilia-Romagna non ha precedenti nella storia e nella sua morsa sono strette circa 20 mila aziende agricole, 60mila lavoratori e un patrimonio di oltre 50 mila ettari complessivi di frutteti, senza contare il valore economico dei settori della trasformazione, distribuzione e dell’indotto che da essa ne deriva;

– in particolare, il settore della pericoltura ha visto raccolto nell’anno 2021 solo un sesto della relativa produzione;

constatato come

–  siano in particolare due le patologie che stanno incidendo in maniera considerevole sulla pericoltura locale e che possono essere scientificamente combattute con investimenti mirati, ovvero la “Maculatura Bruna” ed il “Cancro da Valsa”;

– nello specifico, la “Maculatura Bruna” è causata dal fungo Ascomicete Stemphyliumvesicarium, patogeno primario del Pero Europeo, che è in grado di causare ingenti danni tanto da colpire il 100% della produzione di un pereto; la sola lotta chimica, tenuto conto anche del taglio alle molecole di sintesi, si è dimostrata non sufficiente contro tale agente, che richiede invece una azione agronomica per ridurre l’inoculo presente sul suolo al fine di abbassare la carica infettante, eliminando completamente il coticoerboso, con spese elevate per le aziende (il costo integrale annuale per la lavorazione ammonta a € 5.100,00 ad ettaro);

– la seconda malattia (“Cancro da Valsa”) è provocata dalla Valsa Ceratosperma (Cytosporavitis), patogeno fungino segnalato in Emilia-Romagna nel 2001, purtroppo ancora non studiato approfonditamente, ma in grado di provocare la morte di interi pereti nel giro di pochi anni; il suo ciclo biologico è sostanzialmente il seguente: il fungo si conserva come micelio nei tessuti vegetali infetti; a partire dal mese di febbraio, sui cancri formati l’autunno precedente compaiono le fruttificazioni picnidiche; per la maturazione dei picnidi e la liberazione delle spore è necessaria la presenza di elevata umidità relativa e bagnatura della corteccia (condizione predominante in Val Padana); anche in questo frangente, la sola lotta chimica con i prodotti oggi a disposizione non porta ad alcun risultato soddisfacente (pur essendo efficaci in laboratorio), mentre asportare le parti infette durante il periodo autunnale è fondamentale per ridurre il potenziale infettivo, tagliando almeno 10 cm sotto dal cancro visibile sulla pianta; contando per un frutteto tipo indicativamente 3.000 piante per ettaro alle quali applicare la tecnica di contenimento, si può computare un costo medio di materiale di 0,85 € a pianta e di 30 ore di manodopera ad ettaro arrivando ad una spesa totale di 3.000,00 € ad ettaro;

evidenziato come

– ad oggi le aziende fatichino a sostenere ulteriori spese data la difficoltà economica causata dalle ultime due annate segnate da gravissimi danni qualitativi e quantitativi alla produzione;
– nonostante le tante problematiche, gli agricoltori debbano considerare tali pratiche non un esborso in più ma un serio investimento produttivo, senza il quale potrebbe diventare impossibile continuare l’attività;

ritenuto come

– il Regolamento UE n. 1305 del 17 Dicembre 2013 definisca “”calamità naturale“” un evento naturale, di tipo biotico o abiotico, che causa gravi turbative dei sistemi di produzione agricola o dei complessi forestali, con conseguenti danni economici rilevanti per il settore agricolo o forestale;

– l’art. 18 del Regolamento sopraccitato (“Ripristino del potenziale produttivo agricolo danneggiato da calamità naturali e da eventi catastrofici e introduzione di adeguate misure di prevenzione”) reciti che “Il sostegno è concesso agli agricoltori o alle associazioni di agricoltori. Può essere concesso anche a enti pubblici, a condizione che sia stabilito un nesso tra l’investimento intrapreso e il potenziale produttivo agricolo. Il sostegno di cui al paragrafo 1, lettera b), è subordinato al riconoscimento formale, da parte della pubblica autorità competente dello Stato membro, del fatto che si è verificata una calamità naturale e che questa o le misure adottate conformemente alla direttiva 2000/29/CE del Consiglio per eradicare o circoscrivere una fitopatia o un’infestazione parassitaria hanno causato la distruzione di non meno del 30 % del potenziale agricolo interessato”;

tutto ciò premesso,

il Consiglio Comunale di Modena

ribadita l’importanza e la centralità della pericoltura nel tessuto economico agricolo modenese,

impegna il Sindaco e la Giunta a:

– invitare la Regione Emilia-Romagna a valutare, come per altro già avvenuto ad esempio per le reti antigrandine e per i sistemi antigelo, di attingere ai fondi previsti nel PSR 2014-2020 prorogato fino al 2022, per realizzare bandi specifici per cofinanziare i trattamenti anti “Maculatura Bruno” e “Cancro della Valsa”;

– segnalare all’Assessorato Regionale all’Agricoltura ed il Ministro alle Politiche Agricole e Forestali la forte preoccupazione dell’Amministrazione comunale per la crisi del settore pericolo che colpisce numerose aziende del nostro territorio.

 Il Consigliere firmatario, Piergiulio Giacobazzi

 

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