Criminalità e Muzzarelli…

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Il Sindaco di fronte alla dura realtà dei crescenti fenomeni di criminalità si accorge di non avere la bacchetta magica. Forse essendosi presentato più come sceriffo che come mago avrebbe fatto meglio a confessare che le sue pistole sono caricate a salve. Non perché non abbia dei poteri. Solo perché sembra non aver chiari gli ambiti di intervento.

Apprezzo le  parole franche di Muzzarelli, la disponibilità a metterci la faccia, soprattutto a non nascondersi dietro le parole come facevano i suoi predecessori, a non parlare più percezione, sentiment, per negare l’insicurezza e la paura reale dei Modenesi. 

Però, se ha intenzione di preoccuparsi davvero della criminalità dilagante, parta dalla consapevolezza che sicurezza e vivibilità sono due concetti che si intrecciano e che un Sindaco dovrebbe intervenire sulle questioni di sua stretta competenza, lasciando la gestione dell’ordine pubblico e la repressione della criminalità a chi ha competenze e strumenti idonei, cioè Prefetto e Questore. Compito di un Sindaco è quello di migliorare la qualità della vita dei cittadini.

Si concentri allora sull’aspetto della vivibilità, che è alla sua portata; si preoccupi di ricreare condizioni più sicure per i modenesi, di combattere il degrado, di migliorare gli spazi pubblici urbani, di riconcepirli come luogo d’incontro, di renderli meno vulnerabili al vandalismo, ai comportamenti incivili, all’azione della criminalità predatoria, ecc.

Il primo passo di un Sindaco nella lotta al crimine dovrebbe consistere in questo. In un’azione capillare sulla città, tesa ad eliminare le sacche di degrado, il disagio abitativo, la sporcizia, l’accattonaggio molesto, a rianimare il tessuto economico, ad evitare le desertificazioni,  come quella che l’operazione di Piazza Roma lascia purtroppo intravedere.

L’assessore precedente quando imprudentemente mise nero su bianco che “ la sicurezza urbana” è “il risultato o valore aggiunto del buon governo della città nel suo complesso” scrisse il proprio epitaffio e sancì il fallimento del modo di gestire la cosa pubblica a Modena.

Spero che Muzzarelli inverta la direzione e cambi marci, finchè è in tempo.

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