Crepi l’astrologo e pure il giornalista

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""Tengo famiglia e tengo anche qualche amico caro, i cui sferzanti giudizi mi sono particolarmente amari e difficili da sopportare…Se scrivo tutto questo, credo coraggiosamente, è perché, davvero, come chiunque altro, vorrei la verità nell’informazione"". Articolo di Maria

Prima di crepare, poco elegante sinonimo per definire il passaggio a miglior vita, il giornalista, proprio come un capo di bestiame,  si deve però abbeverare[1], alla disinformazione dilagante.

Non discuto sul termine usato, nemmeno sul concetto espresso, per la verità, in modo particolarmente livoroso, e in una sede inopportuna, da Silvio Berlusconi.

Mi interessa, piuttosto, sapere chi, nel marasma generale  è degno di credito e chi è un buffone, chi dice la verità e chi mente, chi riporta notizie vere e  chi gratuite congetture, chi è meritevole di essere letto e chi di essere cestinato senza pietà…e questo interesse, questa incertezza che deve essere risolta, l’estendo alla magistratura, all’economia, alla politica.

Destano perplessità le  interpretazioni, risibilmente contrapposte, di uno stesso tema, del medesimo evento…come se la verità oggettiva non esistesse, ma esistessero solo le visioni parziali e settarie ora dell’una, ora dell’altra parte.

Le intercettazioni  hard del premier sono opera di qualche sozzo spione, sono illegittime e inattendibili…un cumulo di sciocchezze, invenzioni costruite ad arte. Le intercettazioni che inguaiano Boffo, invece, sono preziosi strumenti d’indagine ovviamente attendibili e inconfutabili.

I magistrati accusati di faziosità,  di scarsa professionalità, di  propensione ad emanare sentenze incredibili per lentezza, creatività, e peggio ancora…diventano improvvisamente attendibili e precisi  quando la sentenza riguarda Boffo.

La stampa è pilotata, asservita, composta e indegnamente diretta da personaggi  sinistri, in vari  sensi, incapaci di obiettività, ma molto capaci di confezionare e diffondere squallidi gossip…ma  diventano, invece, legittimi censori, coraggiosi paladini della libertà d’informazione, difensori della moralità pubblica, se oscillano dalla servile compiacenza per le imprese erotiche di qualcuno al  fiero sdegno per ciò che, sempre sullo stesso campo,  combina qualche altro.

Per brevità non lo trascrivo, ma quanto sopra è perfettamente reversibile, gettando nella più totale confusione e nell’incertezza chi legge.

Insomma, viene da chiedersi, Feltri è un cialtrone, un molosso che latra, stando bene al guinzaglio del padrone da cui prende cibo e ordini…oppure è un grande giornalista, un vero gentiluomo, incapace di menzogna e di bassezza, che prende ordini solo dalla sua coscienza e dalla sua professionalità, incurante di tutto ciò che non sia informazione pura, scevra da faziosità e interessi personali di chicchessia?

E Ezio Mauro, è un onesto giornalista,penalizzato,sì,  da una buffa faccetta antipatica, ma serio nel proprio lavoro e attento alla fonte delle notizie che pubblica… o è un evasore fiscale, è un corruttore di intervistati, un maneggiatore di notizie, un reggicoda della Sinistra?

E il dott. Boffo, ormai ex direttore, per dimissioni volontarie, di Avvenire, è lo spietato accusatore di Berlusconi, al quale senza tanti complimenti chiedeva di “vuotare il sacco” sulle ben note vicende,  è il molestatore telefonico di donne con cui non voleva dividere l’amato, è il gran dritto che, a furia di baciare anelli ornati di ametista ha guadagnato, come si è visto, la fiducia e l’affetto incondizionati di chi li indossa[2]…oppure è una mammoletta, un  pavido ma incolpevole fragile vaso di coccio fra tanti vasi di ferro i quali, nello sconquasso di questi giorni, l’hanno rotto irrimediabilmente, fino a farlo soccombere, fino alle dimissioni.

E, soprattutto, il premier, (mai  uomo politico fu più fieramente detestato e amato, se non si va a scavare prima del 1946) chì è veramente?

Un grande decisionista, uno statista pragmatico, volitivo, capace, immune dai giochi della  bassa politica, con lo sguardo e l’attenzione rivolti solo al popolo che l’ha eletto e lo acclama ovunque si rechi,(aeroporti, congressi, tendopoli,pubblica via) oppure è un furbo parvenu della politica, mentitore patologico, sempre in bilico tra il ridicolo e il tragico, corruttore di giudici, spregiudicato affarista dalla vita godereccia, posseduto dalla smania di ogni arricchito per l’ostentazione,  ossessionato dalla  brama del potere e dal soddisfacimento di qualcosa d’altro che, stando al famoso detto partenopeo, come gradimento è secondo soltanto alla voluttà del comando, il personaggio capace di attrarre e irretire persino i cattolici osservanti, le pie vecchine, oltre che i fieri anticomunisti, i fautori della real politik[3], i sosteni
tori della deregulation, gli  antistatalisti, persino gli interisti…tutte categorie che votano e voteranno  per lui?

Tengo famiglia e tengo anche qualche amico caro, i cui sferzanti giudizi mi sono particolarmente amari e difficili da sopportare…Se scrivo tutto questo,credo coraggiosamente,  è perché, davvero, come chiunque altro, vorrei la verità nell’informazione.

Vorrei che chi mente fosse sbugiardato pubblicamente, non voglio usare un altro termine che, per quanto ampiamente sdoganato, trovo assai sguaiato.

Vorrei che l’informazione, corretta e veritiera,  da questo filone che ormai ha messo a dura prova stomaci e apparati digerenti in generale, si estendesse alla nostra economia, alla crisi  che apparentemente  è al giro di boa, eppure miete disoccupati e chiusure di esercizi e fabbriche; si estendesse all’ambiente, che ci dicono di proteggere e che invece è degradato da infinite sozzure,  veleni, scorie radioattive; si estendesse alla Sanità,  dispendiosissima e pletorica, eppure colma di casi inqualificabili e tragici di cui siamo attoniti testimoni ogni giorno, e dicesse finalmente la verità su una pandemia, l’influenza A/H1N1 che, come pecoroni, accettiamo “non sia fonte di allarme” mentre invece cominciano anche qui a moltiplicarsi gli ammalati e le prime vittime; vorrei che si estendesse alla Scuola, ai toni trionfalistici nel descrivere il futuro razionale impiego delle risorse economiche e umane, sulla migliore preparazione dei nostri studenti, etc., cui fanno da contrasto le manifestazioni degli insegnanti precari, la fatiscenza di certi edifici scolastici, l’organizzazione discutibile di certi corsi di studio e plessi. E, come tutti, vorrei l’informazione corretta e veritiera sui conti dello Stato, sulla sicurezza, sulla viabilità, sulla tutela dell’immenso e spesso trascurato  nostro patrimonio artistico…ci sarebbe davvero molto da aggiungere.

La verità oggettiva deve pur esserci e l’informazione, la stampa in particolare, deve essere qualcosa che, visto da qualsiasi angolazione, dia lo stesso messaggio. Anche per maturare nel lettore la  capacità critica, mettendolo in condizione di  esprimere un giudizio equo, non viziato da simpatia, antipatia, odio, passione, o che altro, su persone ed eventi.

Soprattutto perché la disinformazione e la faziosità, se non addirittura la malafede nell’informazione, fanno sì che i cittadini, gli elettori, alla fine leggano il giornale più o meno come certi tizi che quotidianamente,  avidamente, consultano  il loro oroscopo.

Se le baggianate contenute,  inventate a tavolino,  dicono che si riappacificheranno con l’amato bene, avranno un avanzamento di carriera o faranno un viaggio di piacere, assentono entusiasti…se, invece, le baggianate di cui sopra, parlano di qualche malanno incombente, di una spesa imprevista o di una mancata promozione, appallottolano il giornale e dicono un bel “Crepi l’astrologo!” [4] 

Ma per chi è vittima del linciaggio morale, non basta, e non può bastare, chi è stato calunniato e diffamato non se ne esce in un’esclamazione stizzita…ma dolorosamente chiede giustizia, chiede di riavere la propria dignità e la propria credibilità, ad ogni costo.

E’ quello che, con tutto il cuore, auguro a chiunque soffra per la calunnia e la diffamazione, che si chiami Berlusconi, Boffo, o in qualunque altro modo.


[1] ”Credo possiate leggere i giornali di oggi dove c’e’ tutto il contrario della realta’. Abbeveratevi della disinformazione di cui siete protagonisti. Povera Italia, con un sistema informativo come questo”: cosi’ il premier Silvio Berlusconi, lasciando il Coi (il Comando operativo di vertice interforze) ha risposto a chi chiedeva di commentare le dimissioni del direttore di Avvenire Dino Boffo. (ANSA)

[2] L’anello con ametista, tradizionalmente riservato ai vescovi, fu scelto per la simbologia di questa graziosa gemma. Il nome Ametista deriva dalla parola greca “Amethystos” che può essere tradotta letteralmente come “non ubriaco”, infatti sin dall’antichità l’ametista era considerata un antidoto contro l’ubriachezza . Poichè si pensava che l’ametista incoraggiasse il celibato e simboleggiasse la pietà, essa, nel Medioevo, era molto importante nell’ornamento delle chiese cattoliche e non. In particolare era considerata la pietra dei vescovi, e ancora oggi questi iportano anelli di ametista.

[3] Realpolitik (dal tedesco: real (traducibile come “”realistico”” o “”concreto””) e Politik (“”politica””) è un termine usato per descrivere politiche basate su di una concreta pragmaticità, rifuggendo da ogni illusione romantica. Traducibile anche come pragmatismo politico nel contesto internazionale identifica, ad esempio, scelte basate più su questioni pratiche che su principi universali o etici.

[4] Crepi l’astrologo!,  usato per scongiurare un cattivo presagio, nonché nelle imprecazioni con funzione di malaugurio.

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