Covili, gli occhi della vita

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Come al peggio non c’è mai fine ugualmente, alla spudoratezza di questo Comune, degli amministratori della Fondazione Cassa di Risparmio e soprattutto di Mito Group e di CoviliArte non c’è limite…

Ecco elencate in ordine di valore e d’importanza un bell’elenco di bugie.

Da alcuni mesi siamo sommersi dalla pubblicità di una delle mostre più inutili, costose e ridicole che la Storia della nostra Regione ricordi; non si può girare in nessun punto di Modena senza incontrare pitture e disegni di Gino Covili, senza dubbio da alcuni mesi l’artista più conosciuto tra il Secchia ed il Panaro.

Dall’accesso atti che ho fatto nei giorni scorsi ho saputo, e ne metto a conoscenza i miei concittadini, che quello che avevo denunciato, un enorme caso di malcostume politico e di spreco economico, era addirittura inferiore alla realtà; 518.000 euro fin’ora, più altri che seguiranno, sono stati gettati nella fornace di un iniziativa pubblicitaria che ha come unico fine quello di aumentare le quotazioni di un pittore che da solo non ci era mai  riuscito.

Il Comune di Modena ha deciso non solo di “inventarsi “gallerista” ma ha anche stabilito di farsi collettore di risorse economiche facendosi garante della ricerca di queste presso Enti

terzi esautorando completamente gli organi statali e comunali a questo preposti, come ad esempio la Galleria d’Arte con la sua nuova Direttrice.

In ultimo, dulcis in fundo, ha deciso di riempire le tasche a privati che non avevano nessuna esperienza nell’organizzazione di eventi come una Mostra d’arte,ovvero Mito Group, o di personaggi ben introdotti nella politica di Sinistra che, come CoviliArte, hanno visto strapagato il proprio lavoro con preventivi e spese che,ad avviso di molti, sono gonfiate e fuori da ogni logica; riguardo a quest’ultimo soggetto, in particolare, vorrei ricordare che aveva dichiarato in più sedi che prestava le proprie opere gratuitamente.

Falso! E’ vero che normalmente l’Arte non ha prezzo ma nel caso di CoviliArte il prezzo del proprio intervento è facilmente quantificabile: una notevole pubblicità gratuita, anche se limitata al nostro territorio, e una somma di denaro un poco superiore a 100.000 euro.

Complimenti a Battaglia e a Covili!

                       

 

                                                                 

        

 

 

 

 

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